martedì 30 maggio 2006

Ladri in Amazzonia

Causa discesa a Baltimora di nebbia amazzonica con l'arrivo delle prime torride temperature (oggi 96 gradi F, circa 35 C, con umidita' al 200 %), per mancanza di tempo conseguente i nuovi ritmi lavorativi ma soprattutto per indisponibilita' del mezzo necessario a compiere questa missione -e cioe' aggiornare un blog- dovuta a furto subito a casa Marchionni, sono costretta a fare solo un breve elenco delle attivita' che ci hanno segnati in queste ultime tre settimane:

-- evento piu' recente e piu' torbido da commentare, come vi ho anticipato, e' la sparizione del mio computer dalla mia postazione-studio al primo piano della nostra casa vittoriana. Che fossimo in un quartiere con molta gente "di passaggio" lo sapevamo, certo non mi aspettavo che "passassero" cosi' in fretta a farci visita in casa dei brutti ceffi, che, evidentemente non invitati, la sera di dieci giorni fa hanno avuto l'ardire e l'ardore di arrampicarsi sul balcone del primo piano dal nostro giardinetto, entrare nello studio, scollegare con calma tutti i cavi e saltare giu' con mio IBook sottobraccio... il tutto alle nove e mezza con noi in casa a guardare la televisione e Luce a dormire (speriamo noi, magari invece si e' pure lanciata sguardi incuriositi con l'intruso) nella camera di fianco... quando ce ne siamo accorti era gia' tutto compiuto e ora abbiamo solo il rimpianto di non aver tenuto l'allarme alle porta come facevamo appena entrati qua, la luce accesa in giardino e, soprattutto, le porte chiuse a chiave... ma come sapete la voglia di sentirsi bene a casa puo' a volte prevalere sulle compulsioni a precauzionarsi dai malintenzionati, cui perlatro eravamo anche abituati in Italia... comunque, nonostante qua la polizia faccia di tutto per combattere il crimine, agendo per lo piu' con gli elicotteri, ed il faro di luce sfiori la nostra alley praticamente una sera si' ed una no, mi piace pensare che ci siamo fatti gabbare dai nostri vicini di casa, che hanno il balcone praticamente comunicante al nostro e che in finire di anno accademico (che e' un vero e proprio evento da queste parti) volevano fare piu' una goliardata che altro... ad ogni modo, chi sa quanto sono morbosamente attaccata a questo genere di cose materiali (che pero' rappresentano una bella fetta di mia vita personale, attraverso le foto, le email, i racconti che custodivo solo, ovviamente, su formato elettronico) puo' immaginare il mio stato di prostrazione, unito alla rabbia di non aver fatto un back up di recente seppure mi fosse gia' successa una cosa simile...


-- mi convinco sempre di piu' che gli americani, gia' abbastanza mollaccioni di indole e a differenza degli inglesi, non hanno assolutamente il senso dell'umorismo. Tranne qualche pubblicita' carina e qualche gag passabile del Saturday Night Live, non sanno prendersi in giro e fanno sempre le stesse battute imbarazzanti, specialmente nelle occasioni seriose, tutti con lo stesso tono, lo stesso gergo e le stesse smorfie. E' una cosa che non sopporto. Forse per questo una bambina che ha imparato a dire tutto d'un fiato "labominevoleuomodellenevi" passa per la nuova Zelig in erba e stupisce per quanto e' sveglia. Scampata indenne alla brutta avventura, continua a deliziarci con gesti da grande e sfodera traduzioni italiano-inglese-italiano meglio del Ragazzini. Continuo pero' a non capire da dove abbia preso la ruffianaggine e l'atteggiamento da piccolo istrione... e ho il sospetto che, a differenza di noi due, diventera' una ras della gang, una capetta alla "giovani canaglie"...
-- la mia attivita' pseudo-diplomatica in ufficio prosegue con qualche piccolo intoppo sulle complicate pratiche da imparare ma tante soddisfazioni in relazione ai mille casi umani che si possono presentare -e risolvere- ad un consolato (connazionali dai nomi impronunciabili -oggi per esempio uno che faceva Procolo di nome- e le origini incerte che rientrano in Italia per farsi preti e hanno perso la cittadinanza, buffi americani che richiedono visti per anni sabbatici in toscana con 4 figli al seguito, vecchiette che si presentano con le ceneri del marito per riscattare la pensione etc...) e devo dire che una delle cose che mi piace di piu' e' andare a lavorare a downtown insieme a tutti i white-collars, avere il mio bel parcheggio pagato in centro al 7 piano di un palazzo che ai piedi ha concentrati tutti i locali porno di Baltimore, cambiarmi le scarpe in macchina, chiacchierare con la mia collega mentre trito la carta nell'apposito paper shredder...
-- la nostra social life ha ripreso dopo una pausa con 1) un BBQ ieri nel nostro giardino per il Memorial day, giorno in cui gli americani ricordano sommessi tutti i militari morti nelle guerre e gli italiani invece sceglievano di esorcizzare l'arrivo del torrido clima con salsicce volanti, bagni nelle bacinelle per i piu' piccoli e Bruce Springsteen a palla, udibile anche a 10 blocchi di distanza. 2) una cena con i vicini (non i ladri, gli altri: i cinquantenni ex-sessantottini) cosi' innamorati del vino italiano che tutte le settimane tirano fuori dalla loro cantina chicche tipo un Barbaresco del '78 da far assaggiare a Luigi, 3) una festa di compleanno di un bambino indiano con invitati tutti in sari meravigliosi 4) un pranzo nell'iper dinamica zona di Bethesda ed una gita in Virginia al parco nazionale delle Great Falls con il piu' grande tifoso rumeno granata del Maryland 5) svariate cene a base dei soliti hambugher, quesadillas al pollo e formaggio e macaroni and cheese.

Ho esaurito il tempo a disposizione che Luigi mi ha concesso stasera, e mi sono bruciata anche quello che dovevo utilizzare su Amazon alla ricerca di un nuovo computer e sulla differita di Un Posto al sole.
Spero di farcela a scrivere prima dei Mondiali (per i quali abbiamo gia' organizzato un ponte Baltimore-Washington e incontri segreti nel nostro basement, visto che l'Italia e' in girone con gli USA), mentre abbiamo scoperto con orrore che la sera della finale saremo in aereo sull'oceano. Fra tutti quelli a cui non scrivo da secoli (Elisa, Silvia, Elena, Laura per esempio) approfitto per fare gli auguri in ritardo (da parte di Luce) a Ilaria che ha fatto tre anni, a Carlotta che si sposa a settembre e a Guido in anticipo che fra qualche giorno ne fa 35. Perdonatemi ma faccio assai fatica a comunicare questi giorni (ed in ufficio il console mi sta col fiato sul collo), anche se vi penso sempre, davvero.

Elisabetta

2 commenti:

Tiranno ha detto...

Elisabetta, leggere questi tratti di vita baltimorese mi ricorda quanto sia stato duro adeguarmi al Loro clima sociale e meteorologico. Non ho mai avuto problemi con i thugs, per fortuna. Li ho incontrati sull'8, attorno al farmer's market di charles village e downtown: sono veramente dei duri con niente da perdere. York street è il loro regno, a parte le favelas che seguono la strada per BWI.
Il caldo... L'anno scorso è stato battuto il record di ogni tempo per Balto di temperature minime (28° con heat index sui 31-32°) ad agosto. Un inferno, ma se avete l'aria condizionata e una piscina vicina, arrivare a metà settembre si può... I BBQs sono buffi, in quanto fa così caldo che a volte si cucina fuori e si mangia dentro o direttamente si cucina e mangia dentro. A me hanno affascinato gli uragani (ho visto sopra la mia testa i resti di Katrina) e le lucciole.

guido ha detto...

beh beta. il grande romanzo americano è entusiasmante. Al punto che venendo a sapere del furto che hai subìto, prevale forse (mi accorgo con disdoro) il gusto di leggere e sapere sulla compassione per il tuo dramma personale! Grazie per gli auguri, e scusa, da parte di noi tutti, se la gomitata di De Rossi vi farà apparire per un po' come footballer canaglia.
Io, sto per fare un Horror americano con il regista Ted Nicolaou: prova a cercare su IMBD per vedere i suoi fantastici trascorsi. Next step, girare la storia di una famiglia italiana trasferita a Baltimore, commedia rosa-comica. Protagonista una bimba brillante che surclassa la bionda mammina in voglia di apparire, e, unica certezza, un serio e granata padre medico ricercatore. Vi bacio tanto. Guido