venerdì 14 ottobre 2005

Una battaglia persa

Inauguro il primo posting di questo blog, che fa figo da matti!!! Qua ce l’hanno tutti… aggiungeremo via via un po’ di cose (ci sono le email vecchie, divise per data e titolo), per ora di veramente cool c’e’ solo il nuovo sito personale di Luigi alla JH! (link qui a fianco).

Pensavamo di aver sconfitto per sempre la burocrazia americana con l’arrivo del social security number ed invece eccoci di nuovo investiti da un’ondata di application, forms, dinieghi, sovrattasse… e per conquistare la bramata liberta’ circolatoria (la macchina) ci siamo passati un’altra settimana demenziale in giro fra car dealer, banche per il prestito e agenzie di assicurazione, senza per altro cavarci nulla, visto che continua a mancarci la cosa piu’ importante: la patente americana. Il nostro straccetto rosa (che ha fatto ridere per un’ora il nostro amico concessionario Kelvin quando Luigi l’ha tirato fuori dal portafoglio, non ci poteva credere che non fosse come quelle che hanno qua –tipo carte di credito- e che esistono cosi’ credo da almeno vent’anni) non vale assolutamente nulla e di conseguenza nessuno ci fa un loan per comprare una macchina ne’ tanto meno un’assicurazione, che comunque anche dopo ci costera’ come un neopatentato di sedici anni – ci hanno chiesto anche 4800 dollari all’anno-, piu’ la presa per il culo di massimali che arrivano a mala pena a 300 mila dollari… insomma, di questo nessuno ci aveva avvisati e sembra proprio che dal caro assicurazione non ci sia scampo.

Quindi ci stiamo preparando bravi bravini all’esame per l’agognata Maryland driver’s licence, che se manchiamo ci spariamo e che non bisogna sottovalutare dato che alcune regole d’uso che a noi potrebbero sembrare assurde qua sono prese molto sul serio... Tanto per farvi degli esempi, cito (testualmente) dal libro che ti mandano a casa.
Attenzione alla Distracted Driver Sindrome: le cause possono essere compiere una di queste azione mentre si guida: mangiare e bere, truccarsi, radersi (!), intraprendere conversazioni intense, complicate e stressanti al telefono o coi passeggeri, leggere il giornale mentre si guida. Alcuni rimedi per evitarla: se siete per esempio tentati dal leggere documenti di lavoro mentre guidate, metteteli nel baule prima di incominciare il viaggio. Altri comportamenti sanzionati: fare le boccacce e le facce strane ad altri guidatori, indossare occhiali da sole di notte mentre guidi. Non fidarti del guidatore davanti a te e non seguirlo se compie infrazioni. Se stai attraversando un passaggio a livello, ti si ferma la macchina e sopraggiunge un treno, esci dal veicolo in fretta. Il tutto fa parte del programma per l’esame.
In piu’ ti fanno un super-noiosissimo corso per la prevenzione dell’abuso di droga ed alcol alla guida (che qua effettivamente e’ un problema serio…). Ma poi qua ci sono anche cose impensabili per noi, tipo la patente a sedici anni (ma il permesso di bere in pubblico a 21), i 4-stops crossing, dove la regola e’ che si devono fermare tutti e ha la precedenza chi arriva per primo allo stop, vale il sorpasso da tutte le due parti in autostrada e al semaforo rosso puoi girare a destra tranquillamente…

Sempre in tema di motori (scusate, mi rendo conto di avere una vera e propria ossessione in questo periodo), rimane lo stupore di fronte a certe ingegnose idee per evitare al massimo la discesa dalla macchina quando si devono fare le commissioni. Guidando si puo’ nell’ordine: spedire la posta, ritirare al bancomat, depositare un assegno, portare a risuolare le scarpe (fatto oggi), prendere un film da blockbuster o ordinrae un hamburger (questo sembra ovvio, ma sul retro di Mac Donald’s ho visto per la prima volta un rullo meccanizzato al posto di una persona), il tutto grazie a spaziosi tempietti drive-in tipo benzinai, disseminati ovunque nelle citta’... per non parlare poi dei carrelli elettrici -tipo quelli del golf- nei supermercati per le donne troppo vecchie o troppo grasse (le utilizzatrici piu’ assidue, in realta’) per girare tra i corridoi lascivamente seduta, con tutto il tempo per scegliere fra i 50 tipi diversi di cereals. Prima o poi mi faro’ fare una foto anch’io li’ sopra. E poi ti chiedi perche’ sono cosi’ grassi o cosi’ maniaci dei fitness centre in casa…
In tutto questo la privazione della macchina potete immaginare come si fa pungente!!!

Con le difficolta’ pratiche ci si e’ messo pure il tempo che adesso e’ finalmente ma prepotentemente autunnale –nebbiolina-umido-cielo grigietto, mentre per i prossimi mesi ci aspetta il famoso “foliage” quando tutte le foglie cambiano colore prima di cadere, ma anche le prime nevicate, le tempeste di ghiaccio che a detta degli italiani sono davvero imperdibili, le invasioni di cavallette piu’ verso la primavera (pare che due anni fa non riuscivi ad aprire la porta di casa dallo strato di cavallette morte o brulicanti sul giardino…vrrrrr! )
Baltimora inoltre mi sembra una citta’ assolutamente da scoprire, per nulla scontata e multicolore, in tutti i sensi. E poi soprattutto e’ una citta’ in transizione, come lo era Torino quando siamo venuti via e lo e’ stata Trieste in questi ultimi anni. Tutto sta per essere o e’ appena stato rifatto, ristrutturato, riconvertito. Vuol dire che siamo destinati.

Fra due settimane se tutto va bene pero’ saremo nella nuova casa ed io mi sentiro’ una donna nuova. Organizzero’ l’ennesimo trasloco da sola visto che Luigi ormai e’ un tutt’uno con il suo computer ed il collega cinese della scrivania di fianco, ma almeno posso ritornare ad essere la graffiante donna che gestisce persone, scatole e mobili e si sente utile se non al mondo, almeno alla propria famiglia. Basta con la condizione da donna-ombra e con orari da pensionata, mentre il marito ha guadagnato dieci anni in meno con la frequentazione dell’universita’ e delle gnocche di ogni genere che la popolano!
Luce nel frattempo (mi sento in colpa perche’ non parlo mai di lei) e’ diventata una bambina-marsupio (tra i pochi effetti indesiderati di questa simbiosi), e io che pensavo crescesse indipendente ed emancipata… sono bastate poche settimane! Ma in compenso parla italiano, qualche parola di inglese e molte lingue inventate, e’ brava brava per dormire e mangiare, si e’ americanizzata alla grande tipo non beve acqua se nel bicchiere non ci sono almeno 4 cubetti di ghiaccio, mangia il formaggio solo se e’ string-cheese, ovvero quello che si mangia tipo la banana, a tubetti fatti di striscioline tutte attaccate… e al ristorante pretende subito quaderno per disegnare e pastelli (che qua ti danno ovunque insieme al kids’ menu, una bella idea che dovrebbero copiare in tutto il mondo…).
Io sono stata un po’ abbattuta queste ultime settimane, ero entrata in una specie di “loop negativo” dovuto all’isolamento, la nostalgia, l’impotenza di fronte a certe piccole e grandi difficolta’, le preoccupazioni di non sapere cosa ci aspetta… ma mi sto riprendendo e per citare mia sorella, l’unica salvezza nei momenti di sconforto e’ non perdere mai la “Big Picture” , ovvero il motivo per cui siamo venuti qua, e che in effetti per il momento mi riempie solo di fierezza e non ancora di pentimento!

Un bacio a tutti

Ps. Questi gli amici che ci siamo fatti qua… gli italoamericani alla parata per il “Columbus day”… fantastici!

1 commento:

guido ha detto...

brava beta! bello bellissimo ed utile il blog. fiero e felice di poter leggere sempre.
se hai voglia vedi questo blog:
oni-fled@ilcannocchiale.it
e capirai di chi è.
baci
guido