martedì 29 agosto 2006

Touching base

Scrivo nel mio primo seratone libero (cioe’ da single) dopo mesi... Luigi e Luce sono andati alla Pizza del martedi’... ed io mi posso ingozzare di riso e patate -il mio piatto preferito, ovviamente ripugnato dagli altri due- e guardare la trasmissione specializzata sui look delle dive alla passerella dell’ultima edizione degli Emmy awards... evvaiii!!!

Due mesi oggi sono passati dall’ultima traccia che ho lasciato su questo sito e innumerevoli storie ed avventure sono rimaste sull’orlo di essere raccontate, visti gli intensi programmi estivi che ci hanno contraddistinto.
Siamo la famiglia piu’ incasinata dell’emisfero settentrionale.
La parentesi vacanziera e’ stata piu’ una partita a risiko –l’organizzazione con tanto di calendario in pdf inoltrato a tutti mesi e mesi prima, che avrebbe fatto vergognare la Wehrmacht, si e’ rivelata un allegro carosello deriso da tutti, mentre insistevamo, con clessidra incalzante alle spalle, nei nostri blitzkrieg da parenti e amici... giusto il tempo di essere miseramente schiacciati da caldo, fatica, confusione e stralunamento- piu’ una partita a risiko, dicevo, che una rilassante posa delle nostre carni su spiagge dorate e mille baby sitter intorno a Luce... ma tant’e’.
Comunque. Il giorno dell’arrivo in Italia non poteva essere piu’ azzeccato, dato lo scalo a Parigi a poche ore dalla testata di Zidane e la diretta sulla finale dei Mondiali circondati dal calore della Famiglia nella fresca brezza estiva di Cavoretto e godutissima, nonostante il jetlag e l’ebrezza provocata da prosciutto crudo e mozzarella fresca.

Evento immediatamente successivo il matrimonio dell’anno dei pregiatissimi coniugi Cutaia (che noi affettuosamente chiamiamo al singolare “Dariosere”, da citazione Farinettiana) che oltre ad offrire una "caldissima" e sorridentissima festa ai loro amici, hanno avuto il coraggio e l'ideona di svolgere il loro viaggio di nozze negli Stati Uniti, con un tour stratosferico che ovviamente passava obbligatoriamente dal ridente Maryland... ma di quello che abbiamo fatto qua ne parlero’ dopo.

Dal wedding-day sono seguiti i soliti twister per il Nord Italia che hanno compreso, fra i pochissimi momenti di svago casualmente concessi ai piu' fortunati di voi, due diverse tappe in Toscana dai nipoti saraceni, soggiorni gressonari con quelli ariani, una notte a Bergamo, una settimana nella rovente Torino di fine luglio in compagnia di Bianca, Artu’ e la nonna, e 4 giorni in Liguria di cui 2 sotto la pioggia. Non si puo’ dire che ci siamo tolti qualcosa, tant’e’ che Luigi dopo pochi giorni sul suolo italiano ne e’ uscito completamente tuonato, con una sindrome definita dall’otorino “Vertigine parossistica benigna da stress” che di benigno aveva effettivamente l’influsso sul portafoglio del papa’ di Luigi che ha pagato senza batter ciglio –amore di padre- la pesante penale per lo slittamento del volo... Il nostro rientro invece, coraggiosamente affrontato da sola con Luce, da grande viaggatrice impavida quale sono, tanto e’ stato smooth nella tranquilla rotta oceanica, quanto stravolgente nei giorni successivi, dato che tornavo a lavorare neanche 12 ore dall’atterraggio, con la valigia di 30 kili destinata a stare a spasso per Schipol ancora altri 4 giorni, e Dariosere che arrivavano incalzanti come da programma freschi come solo due sposini con 6 settimane di congedo matrimoniale sanno essere. Perfortuna a Baltimora il clima si era un poco raffreddato (pare ci fossero 42 gradi neanche il giorno prima) e i nostri amati newlyweds, che erano piu’ devastati di noi dalle 8mila miglia on the road, fra una dormita e l'altra richiedevano timidi solo i miei famosi pancakes, due gite ad Annapolis e Washington, qualche allegra abbuffata senza pagare la tip e tre o quattro tranquille serate a disquisire in terrazzo su come eliminare la famiglia di ratti -il capostipite l'abbiamo soprannominato Urbano, come il Rattazzi, ovviamente- che in nostra assenza aveva preso possesso del nostro yard...


Io pero’ ammetto, non riesco a riprendermi dalla stanchezza... anche perche’, dopo l'ultimo fantastico week end a New York a zonzo con Dariosere che poi si sono imbarcati, siamo tornati a Baltimora alleggeriti di qualche migliaio di dollari dal nostro conto, in quanto io ho perso il mio portafoglio su un marciapiede della Quinta strada davanti a Central Park (non ho mai perso niente chesso', a Reviglisco, a San Giusto... doveva succedermi proprio nel blocco di asfalto piu’ battuto del mondo???). Mentre noi correvamo sulla quinta strada, invettando chi contro i sedicenni cingalesi saliti sul pulmann insieme a noi (dice Serena: "avevano un'aria torva"), chi contro la povera turisita italiana seduta di fianco a me (Luigi e’ sicuro che sia stata lei a soffiarmi svelta il portafoglio The Bridge da 3 kili dalla borsa), i fortunati che l’avevano trovato potevano gia’ spolpare tutte le mie carte, optando ovviamente per usare immediatamante da Macy’s quella di credito, che io pensavo di avere appena bloccato... ma che invece, scherzo del social security number, e’ stata perfettamente funzionante per tutto il week end! Se non altro questa occasione – come sempre ci sorprendiamo di quanti eventi strani ci sono gia’ capitati da quando siamo qua, un po’ per sfiga, un po’, diciamolo, perche’ siamo dei coglioni- ci ha permesso di aggiungere al carnet delle cose visitate, oltre al Guggheneheim ed il palazzo delle Nazioni Unite, anche una squallida stazione di polizia sulla 54esima, che proprio come nei film ospitava un poveraccio con le manette e la refurtiva in un sacco di juta ai suoi piedi, i riconoscimenti al merito e le targhe, e tanti poliziotti molto gentili e moltissimo palestrati, mentre fuori passava il corteo di Harley Davidson che andavano a rendere omaggio sui luoghi del 9/11... immaginate il quadretto di noi tre, con passeggino e guida alla mano, a sporgere denuncia dalla grata all'alienata -come sempre- clerk in uniforme di turno???


Piu’ o meno risolta la questione dei soldi (siamo ancora sotto indagine della Visa, che pero' dovrebbe rifonderci di tutto il maltolto) abbiamo ripreso la nostra vita. Dieci giorni fa ero tutta gasata da quello che mi aspettava in America per questo Fall Semester, con qualche novita' lavorativa poi invero sfumata, subito dopo mi sono lasciata abbattere dalle questioni bancarie e dalla stanchezza del quotidiano smazzamento di compiti, ora mi sento di nuovo un po’ piu’ positiva e ce l'ho solo con i guidatori americani di macchine enormi che non sanno parcheggiare... quindi tutto normale, non vi pare? questo e’ il segno che sono di nuovo in possesso della mia vita, confusa come sempre...
Luce da oggi e’ una Bumble (busy) bee e non piu’ una Sea Turtle, il che vuol dire passare alla classe dei tre anni con una settimana d’anticipo sul calendario. Lei, nonostante si sia rifiutata di dire una sola parola inglese per tutto il soggiorno italiano, con estremo imbarazzo dei suoi genitori che l’avevano appositamente ammaestrata, non si e’ fatta toccare molto dai mille giri che le abbiamo fatto fare. Si e’ adattata pressoche’ a tutto, cambiando letti come una consumata teatrante in tour, anche se forse avrebbe sicuramente gioito di piu’ a stare sulla spiaggia a fare castelli di sabbia con Giovanni ed Edo, o a saltare in piscina con Miki, piuttosto che stiracchiare 50 persone diverse e 10 localita’ turistiche in un mese scarso di vacanza... ma visto che, a differenza dei fortunati colleghi italiani, i bambini americani fanno si e’ uno una settimana coi genitori in tutta l’estate ed il resto al summer camp sotto aria condizionata, lei ha almeno visto tanti posti ed ha mangiato bene... e poi le sto preparando una fantastica festa alla scuoletta sull'orma della migliore tradizione trash americana (cappellini, torta decoratissima, goody bags)... vi faro' avere il resoconto della giornata nel prossimo blog.
A me invece rimane l’amaro, oltre a quello di aver fatto solo due bagni in croce, di non aver rivisto la mia Trieste, per la quale nutro ancora piu’ grandi aspettative la prossima volta che intravedero’ da Sistiana e che pero’ ho ritrovato tale e quale a come me la ricordero' sempre sull’ottimo libro di Mauro Covacich, che consiglio a tutti, patocchi e non...
e ovviamente di non aver visto persone che ci sono sfuggite per varie ragioni... so see you then, you will be the first next time... we love you all my friends -come direbbe ammiccante e un po' brillo il nostro vicino di casa Marty.

Piacere intanto di avervi comunque ritrovato qua.
ps. prometto che ritornero' anche a parlare di America (argomento forse un po' piu' interessante delle nostre cazzate)... lasciatemi scrutare ed origliare ancora un po', che ultimamente sono una noiosona e in vacanza avevo perso l'abitudine!

martedì 30 maggio 2006

Ladri in Amazzonia

Causa discesa a Baltimora di nebbia amazzonica con l'arrivo delle prime torride temperature (oggi 96 gradi F, circa 35 C, con umidita' al 200 %), per mancanza di tempo conseguente i nuovi ritmi lavorativi ma soprattutto per indisponibilita' del mezzo necessario a compiere questa missione -e cioe' aggiornare un blog- dovuta a furto subito a casa Marchionni, sono costretta a fare solo un breve elenco delle attivita' che ci hanno segnati in queste ultime tre settimane:

-- evento piu' recente e piu' torbido da commentare, come vi ho anticipato, e' la sparizione del mio computer dalla mia postazione-studio al primo piano della nostra casa vittoriana. Che fossimo in un quartiere con molta gente "di passaggio" lo sapevamo, certo non mi aspettavo che "passassero" cosi' in fretta a farci visita in casa dei brutti ceffi, che, evidentemente non invitati, la sera di dieci giorni fa hanno avuto l'ardire e l'ardore di arrampicarsi sul balcone del primo piano dal nostro giardinetto, entrare nello studio, scollegare con calma tutti i cavi e saltare giu' con mio IBook sottobraccio... il tutto alle nove e mezza con noi in casa a guardare la televisione e Luce a dormire (speriamo noi, magari invece si e' pure lanciata sguardi incuriositi con l'intruso) nella camera di fianco... quando ce ne siamo accorti era gia' tutto compiuto e ora abbiamo solo il rimpianto di non aver tenuto l'allarme alle porta come facevamo appena entrati qua, la luce accesa in giardino e, soprattutto, le porte chiuse a chiave... ma come sapete la voglia di sentirsi bene a casa puo' a volte prevalere sulle compulsioni a precauzionarsi dai malintenzionati, cui perlatro eravamo anche abituati in Italia... comunque, nonostante qua la polizia faccia di tutto per combattere il crimine, agendo per lo piu' con gli elicotteri, ed il faro di luce sfiori la nostra alley praticamente una sera si' ed una no, mi piace pensare che ci siamo fatti gabbare dai nostri vicini di casa, che hanno il balcone praticamente comunicante al nostro e che in finire di anno accademico (che e' un vero e proprio evento da queste parti) volevano fare piu' una goliardata che altro... ad ogni modo, chi sa quanto sono morbosamente attaccata a questo genere di cose materiali (che pero' rappresentano una bella fetta di mia vita personale, attraverso le foto, le email, i racconti che custodivo solo, ovviamente, su formato elettronico) puo' immaginare il mio stato di prostrazione, unito alla rabbia di non aver fatto un back up di recente seppure mi fosse gia' successa una cosa simile...


-- mi convinco sempre di piu' che gli americani, gia' abbastanza mollaccioni di indole e a differenza degli inglesi, non hanno assolutamente il senso dell'umorismo. Tranne qualche pubblicita' carina e qualche gag passabile del Saturday Night Live, non sanno prendersi in giro e fanno sempre le stesse battute imbarazzanti, specialmente nelle occasioni seriose, tutti con lo stesso tono, lo stesso gergo e le stesse smorfie. E' una cosa che non sopporto. Forse per questo una bambina che ha imparato a dire tutto d'un fiato "labominevoleuomodellenevi" passa per la nuova Zelig in erba e stupisce per quanto e' sveglia. Scampata indenne alla brutta avventura, continua a deliziarci con gesti da grande e sfodera traduzioni italiano-inglese-italiano meglio del Ragazzini. Continuo pero' a non capire da dove abbia preso la ruffianaggine e l'atteggiamento da piccolo istrione... e ho il sospetto che, a differenza di noi due, diventera' una ras della gang, una capetta alla "giovani canaglie"...
-- la mia attivita' pseudo-diplomatica in ufficio prosegue con qualche piccolo intoppo sulle complicate pratiche da imparare ma tante soddisfazioni in relazione ai mille casi umani che si possono presentare -e risolvere- ad un consolato (connazionali dai nomi impronunciabili -oggi per esempio uno che faceva Procolo di nome- e le origini incerte che rientrano in Italia per farsi preti e hanno perso la cittadinanza, buffi americani che richiedono visti per anni sabbatici in toscana con 4 figli al seguito, vecchiette che si presentano con le ceneri del marito per riscattare la pensione etc...) e devo dire che una delle cose che mi piace di piu' e' andare a lavorare a downtown insieme a tutti i white-collars, avere il mio bel parcheggio pagato in centro al 7 piano di un palazzo che ai piedi ha concentrati tutti i locali porno di Baltimore, cambiarmi le scarpe in macchina, chiacchierare con la mia collega mentre trito la carta nell'apposito paper shredder...
-- la nostra social life ha ripreso dopo una pausa con 1) un BBQ ieri nel nostro giardino per il Memorial day, giorno in cui gli americani ricordano sommessi tutti i militari morti nelle guerre e gli italiani invece sceglievano di esorcizzare l'arrivo del torrido clima con salsicce volanti, bagni nelle bacinelle per i piu' piccoli e Bruce Springsteen a palla, udibile anche a 10 blocchi di distanza. 2) una cena con i vicini (non i ladri, gli altri: i cinquantenni ex-sessantottini) cosi' innamorati del vino italiano che tutte le settimane tirano fuori dalla loro cantina chicche tipo un Barbaresco del '78 da far assaggiare a Luigi, 3) una festa di compleanno di un bambino indiano con invitati tutti in sari meravigliosi 4) un pranzo nell'iper dinamica zona di Bethesda ed una gita in Virginia al parco nazionale delle Great Falls con il piu' grande tifoso rumeno granata del Maryland 5) svariate cene a base dei soliti hambugher, quesadillas al pollo e formaggio e macaroni and cheese.

Ho esaurito il tempo a disposizione che Luigi mi ha concesso stasera, e mi sono bruciata anche quello che dovevo utilizzare su Amazon alla ricerca di un nuovo computer e sulla differita di Un Posto al sole.
Spero di farcela a scrivere prima dei Mondiali (per i quali abbiamo gia' organizzato un ponte Baltimore-Washington e incontri segreti nel nostro basement, visto che l'Italia e' in girone con gli USA), mentre abbiamo scoperto con orrore che la sera della finale saremo in aereo sull'oceano. Fra tutti quelli a cui non scrivo da secoli (Elisa, Silvia, Elena, Laura per esempio) approfitto per fare gli auguri in ritardo (da parte di Luce) a Ilaria che ha fatto tre anni, a Carlotta che si sposa a settembre e a Guido in anticipo che fra qualche giorno ne fa 35. Perdonatemi ma faccio assai fatica a comunicare questi giorni (ed in ufficio il console mi sta col fiato sul collo), anche se vi penso sempre, davvero.

Elisabetta