<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891</id><updated>2011-11-24T15:51:03.877-05:00</updated><title type='text'>I Marchionni in USA</title><subtitle type='html'>&lt;b&gt;NOTES FROM THE BIG COUNTRY&lt;/b&gt;</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>26</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-7895371511823703169</id><published>2008-01-17T11:42:00.000-05:00</published><updated>2008-01-17T12:25:16.913-05:00</updated><title type='text'>La fine di un blog</title><content type='html'>So che puo’ sembrare un po’ una parafrasi... ma mi prendo una pausa dal blog per... incominciare a scrivere. Veramente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea, che Luigi definisce ironicamente  “Cronache del risveglio di una coscienza. Ovvero lo zibaldone di una casalinga filosofa (psicologa, psicopatica?)”, era invece covata da tempo, ma mi e’ apparsa nella sua semplicita’ e limpidezza solo ieri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso dunque devo tirar fuori le palle per compiere un’impresa. L’impresa di un libro, forse, che per ora potrebbe esaurirsi semplicemente in una raccolta di pensieri sconclusionati legati alla mia condizione qua (che col blog e’ nata) ma che potrebbe diventare un'altra chicca: un libello di critica della nostra societa’, una guida turistica, un diario coi racconti d’infanzia, un romanzo basato sui personaggi che ho conosciuto, o addirittura una favoletta... chi puo’ dirlo adesso, sono talmente tanti i generi a disposizione! In ogni caso vorrei lasciare qualcosa di ingombrantemente "mio" alle mie bimbe, che le scaldi un giorno se io non ci saro' piu', come avrei voluto che mia madre facesse per me. &lt;br /&gt;Visto che la confusione e’ ancora tanta, scelgo pero’ di accantonare il blog per rimettermi in gioco daccapo, a mente fredda. A dire la verita’ ultimamente mi pesavano un po’ le aspettative che lo scrivere una cronaca ed il pubblicarla in tempo reale comporta e sentivo che spesso questo modo di comunicare puo' essere facilmente scambiato per uno sfoggio, come per dire" Ehila', guardate tutti quanto so' figa a vivere in Ammerica". E forse si era anche esaurita un po’ la vena tutta eccitata che mi aveva percorso agli esordi. &lt;br /&gt;Devo ammettere che mi dispiace anche abbandonare il mondo di Internet, che mi esalta tanto con i suoi mezzi portentosi e che per questo sono sicura continuera' a darmi ogni giorno spunti nuovi. Questo filone forse va esaurendosi un po’ per tutti, o magari ha solo bisogno di qualche altra invenzione per rimanere florido ed in un certo modo ancora interessante.&lt;br /&gt;In ogni caso ho bisogno di un progetto piu’ ampio e di trovare un’ispirazione che porti verso un’unica strada... mi serve anche una costanza e una tecnica che forse non ho, e spero di trovare l’ironia giusta che serve sempre a sdrammatizzare e a non prendersi troppo sul serio... non so se ne sono davvero capace, ma voglio provare adesso che ho tutto il tempo a disposizione. Sono sempre stata grafomane e questa e’ la mia unica certezza, insieme allo zaino carico di sensazioni e considerazioni che mi porto dietro, soprattutto negli ultimi anni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimango un po’ piu’ sola (ma non e’ una novita’ per me) e dedico dunque quest’ultimo blog a chi e’ lontano come me e si ritrova spesso a fare i conti con una certa nostalgia e un perenne senso di inadeguatezza al nuovo ambiente scelto per apporre il nido. Chi si e’ buttato verso nuovi orizzonti, per necessita’ o per scelta, e vive ogni giorno le difficolta’ di essere un po’ piu’ sperduto, anche se magari a solo 200 kilometri dal paese natio. Chissa’ perche’ poi ci si immagina sempre che la vita a casa, in famiglia, nella propria citta’, sia sempre piu’ entusiasmante e ricca di eventi? Forse e’ solo una suggestione, a volte e’ una vertigine pungente che ti fa fare il piantino (a me la botta e’ venuta un po’ a Natale) e poi riprendere il fiato subito dopo. Altre volte invece, e’ una carica incredibile di sguardi verso l’imprevedibilita’ che il futuro ti soprenda con situazioni sempre nuove e che ti spinge ad essere sempre adattabile, curiosa, "avventuriera".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Nabil quindi, prima di tutto, e poi a Irene a Ginevra, Claudio a Londra, Laura a Monaco, Silvia a Dubai, Emanuela a Lugano, Francesca e Alfredo a Torino, Paola a Barcellona, Giangia e Barbara a Parigi, Annabelle e James a Milano, Sara a Phoenix, e, soprattutto, a tutti gli amici italiani di Baltimora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivederci, dunque. Ci provo. Magari mi stufo e fra 15 giorni c’avete di nuovo una pagina e mezza di racconti sulle assurdita’ dell’America. Sono irrequieta, e questo non da’ neanche a me nessuna garanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elisabetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-7895371511823703169?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/7895371511823703169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=7895371511823703169&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/7895371511823703169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/7895371511823703169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2008/01/la-fine-di-un-blog.html' title='La fine di un blog'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-8742756342288300661</id><published>2007-11-25T12:49:00.001-05:00</published><updated>2007-11-26T11:32:46.223-05:00</updated><title type='text'>Baltimore unrevealed</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0nc4xQH-lI/AAAAAAAACEc/cf0YZb7ioME/s1600-h/DSCN6536.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0nc4xQH-lI/AAAAAAAACEc/cf0YZb7ioME/s320/DSCN6536.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136879717844515410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi sono accorta rileggendo i vecchi blog che mi e’ un po’ passata la attitude da “scoperta” che avevo i primi tempi e che adesso le tante cose assurde dell’America mi sembrano quasi normali. Un po’ mi spiace non sentirmi intrigata come i primi tempi, dall’altra parte pero’ questa conquistata “visione da dentro” fa parte del processo di integrazione e serve a darti quella stabilita’ a cui ogni immigrato aspira!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si coglie un'aria di innovazione qua a Baltimora.&lt;br /&gt;La citta’ e’ in fermento, e noi con lei. Stiamo scoprendo un’altra Baltimore, quella all’avanguardia e un po’ alternativa che e’ cosi’ lontana dalla triste omologazione che si e’ abituati a vedere e dall'immagine che ti fai quando arrivi qua per la prima volta.&lt;br /&gt;Tutti ci dicono che questa zona da questo punto di vista e’ uno spaccato d’America dove si puo’ fare ogni esperienza, ad un costo piu' contenuto rispetto a New York o San Francisco, e con un clima tutto sommato molto simile all'Italia. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0nikBQH-mI/AAAAAAAACEk/Yd2VfT9DD3Y/s1600-h/DSCN6386.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0nikBQH-mI/AAAAAAAACEk/Yd2VfT9DD3Y/s200/DSCN6386.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136885958431996514" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Baltimore come citta' e’ effettivamente incredibile. Sei in centro circondata da case al massimo di tre piani coi mattoni rossi e le porte colorate come a Dublino, a due passi dal porto, e quando ti sposti nella downtown vera e propria i palazzi col piano terra in ghisa invece ti ricordano SoHo, mentre un isolato piu’ in la’ s’impenna un grattacielo come a Manhattan. Intorno al centro c’e’ una fascia di quartieri sgangheratissimi, di case abbadondonate con le porte e le finestre murate e i bambini neri che si fanno d’estate la doccia intorno all’idrante. Fai dieci mintui in macchina, passando da zone molto strane, alcune bellissime e trendy, altre da scappare a gambe levate, e sei gia’ in una specie di villaggetto di case vittoriane tutte colorate (dove stiamo noi). Attraversi un parco con ville coloniali dai bianchi colonnati circondate da giardini all’inglese, campi di golf e college esclusivissimi ed arrivi nella &lt;span style="font-style:italic;"&gt;suburbia&lt;/span&gt; classica, con le case col portico in legno affacciate al pratino verde senza staccionata. Vai ancora piu’ in la’ e ti imbatti nel tipico ranch di Santa Fe o nella casa modernissima alla Norman Foster affacciata sul Country Club. Ovunque, a parte il centro, immerso nel verde e negli alberi. Ma ovunque, tranne piccolissime aree vicino ai negozi, nessun marciapiede, nessun pedone, nessuna bicicletta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0r0aRQH-sI/AAAAAAAACFU/YPztSbNrHOw/s1600-h/DSCN6569.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0r0aRQH-sI/AAAAAAAACFU/YPztSbNrHOw/s200/DSCN6569.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137187057114282690" /&gt;&lt;/a&gt;Le possibilita’ sono infinite, quindi, per chi cerca casa come noi. Il problema rimane quello delle scuole, perche’ purtroppo poche scuole pubbliche (soprattutto in citta’) sono considerabili, viste che la maggior parte hanno il metal detector all’entrata –anche alle elementari!-e insegnanti frustrati. Qua infatti le scuole sono finanziate dalle tasse del quartiere e solo da quelle. Piu’ il quartiere e’ ricco piu’ la scuola e’ bella e rinomata, piu’ il quartiere e’ povero, piu’ e’ disastrata. Bella regola quella che i poveri devono rimanere poveri ed i ricchi devono arricchirsi sempre di piu’, no? &lt;br /&gt;Ma noi non ci perdiamo d’animo. Sento che abiteremo in un vecchio mulino ristrutturato, in un cottage dalle finestre di legno blu cobalto immerso in un bosco o in una casa di legno bianco con l’antico pozzo davanti. &lt;br /&gt;Mi piace considerarci degli outsider gia’ solo perche’ siamo stranieri. Per noi e’ molto piu’ naturale osare la’ dove gli americani medi si fermano. Intanto ho un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;realtor&lt;/span&gt;, un agente immobiliare, che cerca per me. L’ho agganciato non so io neanche come. In genere rampantissimo trentenne, cerchera' di conquistare la tua fiducia a suon di sorrisi ed una valanga di email piene di cosiddetti listings (annunci gia' selezionati secondo i tuoi criteri di ricerca), che per i primi due anni mi erano tra l'altro assolutamente indecifrabili. "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gorgeous home, 3br, 1.5 ba, AC units, hwd flrs, EOG&lt;/span&gt;". Traduzione: 3 camere da letto, un bagno e mezzo (questa e' l'unita' di misura, non la metratura), aria condizionata, pavimenti in legno, 3 lati indipendenti. Per ora ci divertiamo un sacco ad andare a vedere anche quelle improponibili... La cosa divertente e’ infatti che ogni casa messa sul mercato ha una “open house” la domenica, dove ti aspettano, oltre al rapace dell’agenzia immobiliare, voglioso di compagnia, anche piatti di biscotti e bibite dissetanti, quando non veri e propri pranzi. Un giorno una realtor mi ha anche fatto da baby sitter a Gaia mentre giravo la casa e da allora siamo diventate amiche!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo passato dei weekend molto frizzanti, che di solito incominciano tutti il sabato mattina con un giro al mercatino “organico” di Baltimore, dietro casa. Qua l’organico, che da noi chiamano biologico, va molto di moda, anche quando i prodotti (per loro super-fighetti) sono semplici verdure fresche o sale grosso. L’altro giorno ho persino visto la pubblicita’ di una palestra “organica”: che vorra' dire? &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0pBPRQH-qI/AAAAAAAACFE/heFyA8ZKUvE/s1600-h/DSCN6328.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0pBPRQH-qI/AAAAAAAACFE/heFyA8ZKUvE/s200/DSCN6328.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136990055554349730" /&gt;&lt;/a&gt;Siamo stati all’inaugurazione della mostra del nostro amico pittore Terry in un loft della downtown (lasciatemela tirare) con i nostri amici italiani, sui trenini a vapore in un parco e a un festival francese presso il museo d'arte, dove Luce ha imparato a ballare il can-can e noi ci siamo rilassati ad un workshop per imparare a lavorare l'argilla. Con il giro alla fattoria per prendere la pumpkin perfetta abbiamo passato il nostro terzo Halloween e, un mese dopo, il Sacro Thanksgiving e in mezzo fatto i soliti giri al mall (anche se anch'io sto diventando piu' pigra e ho incominciato, come milioni di americani, a fare acquisti su Internet) e le passeggiate lungo l'Inner Harbor. &lt;br /&gt;Ogni tanto ci facciamo delle gitarelle fuori porta, spesso ad Annapolis, a strafogarci di waffle e arrosto immerso nel gravy nei buffet locali, o a scrutare con invidia le case meravigliose con molo privato sulla Chesapeake bay. In piu’ gli alberi si sono  colorati di rosso fuoco e la temperatura ha retto fino a ieri ancora dei tiepidi 20 gradi. Cosa volete di piu’? &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0o0_BQH-pI/AAAAAAAACE8/cuWlTThz9Hc/s1600-h/DSCN6383.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0o0_BQH-pI/AAAAAAAACE8/cuWlTThz9Hc/s200/DSCN6383.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136976582241942162" /&gt;&lt;/a&gt; Chissa’ poi perche’ in questi viaggi on the road ci mettiamo sempre come colonna sonora pezzi come &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la Prospettiva Nevskji&lt;/span&gt; di Battiato o &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L’anno che verra’&lt;/span&gt; di Dalla, che al posto di deprimerci come succederebbe normalmente, qua ci mettono di buon umore...&lt;br /&gt;Gaia e Luce vengono, loro malgrado, ovunque (a parte qualche sera passata tra le braccia della nostra ormai fida Jennifer) e ci rendono sempre piu' fieri del loro adattamento a questa vita che a volte e' difficile ma spessissimo davvero entusiasmante. Luce sta coltivando una passione per i pianeti e la geografia, ma mi ha confessato l'altro giorno che il posto dove le piacerebbe vivere e' Gressoney. Mentre Gaia-grandi-sorrisi sta scoprendo il suo di mondo, che si ferma a 20 centimetri da terra, compiendo quei giri a compasso tipico da stage pre-gattonamento. Il loro menage non e' sempre semplice e idilliaco ma noi riusciamo ancora a vederne i lati buffi... e guardiamo al futuro che abbiamo davanti con loro e ci riempiamo di gioia.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0pCBRQH-rI/AAAAAAAACFM/JEZy3vw7VLc/s1600-h/DSCN6551.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0pCBRQH-rI/AAAAAAAACFM/JEZy3vw7VLc/s200/DSCN6551.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136990914547808946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In mancanza di altra attivita’ intellettuale, prosegue la mia ricerca di persone interessanti da frequentare. Oltre al ben amalgamato giro degli italiani, sto coltivando un po’ di amiche americane gia’ rodate e sperimentandone delle nuove. Ieri siamo stati alla festa del nostro amico Geppino - che dopo 6 anni all’NIH, coraggioso, torna in Italia al CNR - e li’ abbiamo conosciuto diversi altri scienziati italiani, tra cui l’inventore di Google Sky che lavora allo Space Telescope Institute qui di Baltimore e ha studiato astrofisica a Trieste! Intanto la mia amica giapponese Tamako mi ha chiesto di darle lezioni di cucina italiana. Pare che appartenga ad una antichissima famiglia di Tokyo e che sia la regina del sushi. Sono indecisa se incominciare l’école de cuisine con una pasta fagiola (come pubblicizzava un’insegna di un ristorante pseudo-italiano l'altro giorno) o col famoso “puré con la pelle” (cavallo di battaglia della famiglia Girardi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera, quando Luigi si spupazza le bambine, mi fanno compagnia i viaggi di Anthony Bourdain, Samantha Brown, Andrew Zimmern e Francesco Da Mosto (ogni show in TV ha il suo personaggio di spicco, messo ben in rilevanza nel titolo), ma piu’ di tutti sogno con Bear Grylls, aitante esploratore britannico che vaga da solo in posti sperdutissimi facendo cose assurde tipo bersi la sua pipi’ nel deserto o costruirsi un igloo in un ghiacciaio. &lt;br /&gt;L’esperienza linguistica mi affascina sempre molto, e non passa giorno in cui non imparo un’espressione nuova o l’esatta pronuncia di parole tipo “comprehensive”... vorrei potermi sentire sicura in ogni contesto e potermi mimetizzare tra i mille cittadini americani che hanno altre origini e a cui la gente non chiede piu’ neanche da dove vengono, dando per scontato il loro inglese ormai padroneggiato come la lingua madre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0ovVBQH-oI/AAAAAAAACE0/jbmEE99lqQc/s1600-h/DSCN6363.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0ovVBQH-oI/AAAAAAAACE0/jbmEE99lqQc/s320/DSCN6363.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136970363129297538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto abbiamo applicato per la carta verde tramite la Diversity Lottery (qua il permesso permanente di soggiorno si puo’ ottenere con un sorteggio tipo “gratta e vinci”: i fortunati sono tirati a sorte da pacchetti di immigrati della stessa nazionalita’, e le quote vengono decise a seconda dei flussi migratori di anno in anno verso gli Stati Uniti – da un po’ di anni non possono applicare i cinesi, gli indiani ed i messicani per esempio.). Sto poi considerando di tradurre in un libretto tutte le cazzate che ho scritto in questi due anni – ma un blog e’, per antonomasia, forse proprio l’evoluzione della pubblicazione -, che se anche non si tramutera’ in un best seller almeno divertira’ le mie bambine quando, da grandi, ripercorranno il viaggio che i loro genitori un po’ sconclusionati gli hanno fatto compiere presi dall’avventura e dalla voglia di trovare altrove quello che ci mancava in Italia. &lt;br /&gt;Che sia una carriera piu’ riconosciuta o una macchina targata Viva il Toro, qualcosa qua ci ha fatto restare, convinti tra l'altro che ora e' difficile tornare indietro. Ho l'impressione che ovunque finiremmo ci sentiremmo oramai dei disadattati. Conservo comunque sempre il sogno, dopo o durante la pausa americana, di girare il mondo con Luigi e le mie bambine, ispirata dalla storia della mitica coppia di fondatori della Lonely Planet (di cui sto divorando il libro). Da loro ho imparato che non bisogna avere tanti soldi o essere particolarmente hippie per buttarsi all’avventura, basta solo il coraggio di prendere il primo aereo e non accontentarsi mai!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-8742756342288300661?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/8742756342288300661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=8742756342288300661&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/8742756342288300661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/8742756342288300661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2007/11/baltimore-unrevealed.html' title='Baltimore unrevealed'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_nffMMnMdiEU/R0nc4xQH-lI/AAAAAAAACEc/cf0YZb7ioME/s72-c/DSCN6536.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-8803591834763428582</id><published>2007-10-08T17:13:00.000-04:00</published><updated>2007-10-09T23:33:24.251-04:00</updated><title type='text'>Autunno tropicale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RwvKMwHySJI/AAAAAAAAByY/Q96pHiUC-eU/s1600-h/DSCN6203.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RwvKMwHySJI/AAAAAAAAByY/Q96pHiUC-eU/s320/DSCN6203.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119407721861499026" /&gt;&lt;/a&gt; Baltimora meglio della California, visti i 30 gradi fissi che ancora ci avvolgono in questo inizio di ottobre! (La foto a fianco, per esempio, e' di stamattina che si schiattava) &lt;br /&gt;Un clima cosi' imprevedibile ci confonde un poco, anche se ammetto che sono contenta di prolungare, insieme all'estate, anche l'uso delle flip flop e l'infausto momento in cui dovro' rimettermi dei pantaloni invernali non premaman, cosa che non faccio piu' praticamente da due anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo ed Elizabeth sono dei gran fighi, questo e' certo, ma dopo aver partecipato al loro matrimonio, il primo da quando siamo qua (e le promesse sul prato senza celebrante, il discorso strappalacrime dei genitori e degli amici e la rilassatezza dell'ambiente in generale erano proprio come quello che m'immaginavo), &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RwufhAHySEI/AAAAAAAABxw/e16mpbdtp40/s1600-h/DSCN5869.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RwufhAHySEI/AAAAAAAABxw/e16mpbdtp40/s200/DSCN5869.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119360790753855554" /&gt;&lt;/a&gt; adoro dell'America sempre di piu' l'informalita' che c'e' dietro ogni invito (che intanto vi e' sicuramente arrivato per email, con almeno due link sulle direzioni per arrivare e i parcheggi piu' vicini ed un opportuno orario di inizio e -soprattutto- di fine), il poter andare ad un party senza conoscere nessuno (cosa che in Italia non avrei mai fatto), la disinvoltura di certe scelte (la barbeque pizza insieme alla mousse au chocolat, i piatti di topolino sul tavolo indonesiano). In una parola lo stile Easy Going contrapposto alle cerimonie - e la snobberia - tutte italiane (in particolare torinesi), che sono contenta di aver lasciato indietro.&lt;br /&gt;E poi ora come mai qua apprezziamo l'organizzatissima Social Life per famiglie, che prevede mille attivita' kids friendly, quando invece in Italia quasi ti vergogni a portare i figli a cena fuori... Fiere, concerti, workshop nei musei, cinema sui prati all'aperto. Quasi sempre gratis, ogni weekend. Qua tutto e' promosso, pubblicizzato e valorizzato come fosse la figata piu' grande del mondo: tante volte non lo e', ma e' difficile che comunque ti deluda del tutto, visto lo sforzo che ci mettono per farti divertire. E poi qua l'uso della baby sitter (e dei nonni, soprattutto, visto che l'80% dei nonni d'America sta in Florida) e' molto meno sconsiderato che da noi... quindi i genitori sono abituati a fare tutto coi loro bimbi (persino portarli in ufficio).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale spensieratezza domenicale e' pero' la giusta ricompensa ad una settimana passata a torchiare i bambini a scuola, dove tutto e' invece esasperatamente impostato. Luce per esempio e' da fine agosto in mano all'invasata Mrs. Pamela, fanatica donna nera di mezza eta', che convinta sostenitrice del metodo che all'asilo si lavora, non si gioca (testuali parole), tenta di preprare le nostre povere creature indifese al famigerato Kindergarden, che dovrebbe toccare a Luce il prossimo anno (se passera' i test di ammissione!). Nelle sue grinfie i nostri quattrenni fanno mille esercizi di bella scrittura, conti e dissertazioni scientifiche, gruppi di ricerca e scenette per imparare la buona educazione, e con un pannello colorato al quale ad ogni nome fa corrispondere piu' o meno stellette, lei, la torva Pamela, ne controlla la preparazione. Nulla di male, per carita', solo che oramai a casa a cena non si parla piu' di fatine e castelli, ma di scheletri, pianeti e metodi per aumentare la "confidence" in se' stessi. Penso che questa esagerazione appartenga un po' a tutte le scuole americane, ma forse nella nostra un po' di piu', visto purtroppo il noto e provato gap culturale dei neri rispetto ai bianchi. Spero solo che questa rivalsa nel bel mezzo della quale siamo capitati non ci faccia diventare Luce un piccolo mostro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque la scuola e' una delle cose che gli americani prendono piu' sul serio, tanto che, diventato ormai l'argomento principale di conversazione di qualunque mia coetanea madre di figli, io l'ho dovuto studiare a suon di siti che elencano le migliori scuole in citta' e domande impertinenti alle mamme dei giardini. Io, ingenuamente convinta che a questo, come avviene in Italia, ci pensasse sufficientemente bene lo Stato con una semplice tanto casuale ripartizione del piccolo a seconda del quartiete dove vive! Ma qua, sapete bene, la competizione e la corsa al successo cominciano sin dalla culla...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RwuhqwHySFI/AAAAAAAABx4/cabkAj_hkNE/s1600-h/DSCN6004.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RwuhqwHySFI/AAAAAAAABx4/cabkAj_hkNE/s200/DSCN6004.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119363157280835666" /&gt;&lt;/a&gt; Tornati a casa, abbiamo passato un'intera settimana di celebrazioni per il compleanno di Luce, conclusa con una festa al parco piu' grande della citta', movimentata solo verso sera da una gang di ragazzoni con l'aria da Guerrieri della Notte e moto roboanti che ha inscenato un inseguimento con gli sbirri sui prati dove fino ad un minuto prima giacevano crostate alla frutta e palloncini lilla... il bello di vivere in una citta' come Baltimora... sempre come dentro un poliziesco!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allietata solo dalla visita di Luisa, passo il mio tempo divisa fra tenere in piedi la casa, coltivare le amicizie di famiglia come una buona mogliettina e l'intrattenimento delle mie bimbe. Gaia mi accompagna in questa nuova riappropriata dimensione domestica, con i sorrisi e le rugne tipiche della sua eta', e mi segue in ogni stanza della casa dove io ho opportunamente installato o una sdraietta, o un exersaucer (una specie di box affollatissimo di attivita' sensoriali capaci di tenerla occupata anche per 10 minuti di seguito)  o palestrine di varie forme e colori, da dove di solito rotola dopo un secondo contro una parete. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RwvRqQHySKI/AAAAAAAAByg/1qYa35fL0Bw/s1600-h/DSCN6200.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RwvRqQHySKI/AAAAAAAAByg/1qYa35fL0Bw/s320/DSCN6200.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119415925249034402" /&gt;&lt;/a&gt; Con i suoi primi dentini e' stata promossa alla camera di Luce, e vederle dormire tutte due la sera nei loro lettini e' una gioia che mi sconvolge tutte le volte. Cio' nonostante,  stiamo cercando un'anima buona che finalmente ci liberi qualche ora a settimana dalla schiavitu', seppur bellissima, di doverci occupare della prole 24/7 (espressione fighetta per dire ventriquattorealgiornosettegiornisusette). A questo scopo sono partita all'adescamento della perfetta Nanny nel vicino campus dell'Universita' Loyola, noto college cattolico, che e' pullulante, pare, di brave ragazze e sufficientemente bacchettone (anche se Luigi le preferiva procaci e disinibite), provenienti da famiglie numerosissime, per questo gia' use al baby sitting dei propri fratellini (la cosa mi e' stata consigliata proprio cosi'). Una che intervistero' domani mi ha detto di avere 20 anni e gia' ben 7 anni di esperienza: come avra' fatto?! Dovrebbe preoccuparmi di piu' il fatto che di nome fa Rachel e di cognome Provenzano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se non ho fatto tutto quello che volevo e soprattutto ho mancato molti di voi, ripenso alle vacanze italiane con la solita ed imperterrita malinconia, che pero' ogni volta viene diluita da qualcosa in piu' che li' da voi mi ha esasperato (la guida aggressiva, la sgarbatezza dei commercianti, i prezzi stratosferici, la puzzetta sotto il naso dei fighetti)... ed e' l'esatto ed implacabile processo che ci hanno descritto tutti gli amici che sono qua da tanti anni... mmhhh, staro' passando dalla loro parte? Mi rasserena il fatto che per ora mi addormento ancora con il sapore del mediterraneo in bocca e nella testa i mille suoni delle nostre citta' incasinate, il rumore delle cicale a Gressoney, l'odore della pineta di Follonica. Un mondo che a tal punto ancora mi emoziona, che non potrei mai rinnegare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;See ya!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rwu4mQHySII/AAAAAAAAByQ/_30adbmpv1Q/s1600-h/DSCN5761.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rwu4mQHySII/AAAAAAAAByQ/_30adbmpv1Q/s320/DSCN5761.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119388368738863234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-8803591834763428582?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/8803591834763428582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=8803591834763428582&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/8803591834763428582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/8803591834763428582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2007/10/autunno-tropicale.html' title='Autunno tropicale'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RwvKMwHySJI/AAAAAAAAByY/Q96pHiUC-eU/s72-c/DSCN6203.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-3187303843647736599</id><published>2007-06-11T11:39:00.000-04:00</published><updated>2007-06-12T11:43:13.727-04:00</updated><title type='text'>Diario di una puerpera</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2dRJIejvI/AAAAAAAABFo/iRBbFV_AS7U/s1600-h/DSCN5122.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2dRJIejvI/AAAAAAAABFo/iRBbFV_AS7U/s320/DSCN5122.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074885272951230194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Riprendo a scrivere dopo mesi. E sono mamma per la seconda volta. &lt;br /&gt;La mia postazione ora e' al tavolo della nostra camera da letto, incastonata nel bow window vittoriano, sopra gli alberi della trentatresima. Alla mia destra il fasciatoio di Ikea che ho ridipinto di blu petrolio, alla sinistra Gaia nella sua sdraietta, appena addormentata dalla musica del carillon giapponese che ci hanno imprestato, che oltre alle 20 melodie classiche, ci propone anche il rilassante rumore di un ruscello che scorre ed il suono del battito del cuore di una mamma, come lo deve sentire il feto nella pancia! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il parto e' andato benissimo. Ma mica per merito mio o del mio utero (che, se vogliamo, e’ stato anche piuttosto pigro al momento buono), ma per merito degli efficientissimi ospedali americani! &lt;br /&gt;Intanto le delivery room: enormi camere d’albergo con pavimento in parquet, poltrone in pelle per accomodare tutta la famiglia (qua va di moda partorire con suoceri, figli e fratelli intorno), tv, stereo, ma anche un enorme computer per i dati vitali e tutto l’occorrente per fare fronte a qualsiasi emergenza medica. Te ne assegnano una quando arrivi e da li non te ne vai se non hai il bambino in braccio. &lt;a href="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2qdpIej7I/AAAAAAAABHI/tXnMb_n_z8A/s1600-h/DSCN4258.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2qdpIej7I/AAAAAAAABHI/tXnMb_n_z8A/s200/DSCN4258.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074899781350756274" /&gt;&lt;/a&gt;Il lusso piu’ sfrenato pero' e’ stato senza dubbio avere tutto lo staff della maternita' intorno a me, visto che partorivo solo io quel giorno: due infermierine – quelle che in pratica fanno tutto - cosi’ carine che non mi hanno mollata un attimo (ci mancava poco che si offrissero di farmi i massaggi o la manicure), un medico “resident” (specializzando) con piglio stra-esperto e battuta pronta, uno studentello del secondo anno di medicina che mi ha visitato imbarazzatissimo, due “attending” (di guardia) di cui una bellona che ha fatto girare la testa a Luigi, due anestesiste simpaticissime, piu’ una puericultrice al momento del parto, e una pediatra. Tutti con camici coloratissimi e tutti gentilissimi. E visto che Hopkins e’ anche, e soprattutto, universita’, il mio perineo dev'essere stato una gran scuola per tutti, perche' non la finivano piu' di ringraziarmi.  Insomma, dopo anni di ER in tv, e’ stato davvero come trovarsi in mezzo a Carter e Abby, e in una specie di parco giochi, dove ogni cosa che tocchi nasconde un gadget. &lt;br /&gt;Cosi' durante questo travaglio super-smooth, sono passata dall’epidurale (un sogno che e’ diventato realta’) all’induzione -in quest’ordine- in tutta tranquillita’, ho avuto tempo di godermi la gran vacanza, guardare la tv e leggere, mentre Luigi si appisolava fra una skypata e l’altra (poco ci mancava il parto il diretta con l’Italia, visto che in sala, ovviamente, c’era pure la connessione ad internet wireless)... altro che urla infernali e bava alla bocca, che avevo durante le doglie con Luce. Qua Gaia e’ sgusciata fuori che neanche me ne sono accorta...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2pupIej5I/AAAAAAAABG4/JGd2nu4jKYk/s1600-h/DSCN4347.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2pupIej5I/AAAAAAAABG4/JGd2nu4jKYk/s200/DSCN4347.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074898973896904594" /&gt;&lt;/a&gt; Tra le tante cose curiose, segnalo il sistema anti-taccheggio del neonato  (che pare qui sia uno sport praticatissimo), con ben due braccialetti a ciascuno dei due genitori, uno alla caviglia e uno al polso del bambino, piu’ un chip attaccato al moncone del cordone ombelicale collegato alla polizia, che se uno prova anche solo ad affacciarsi col bebe' fuori dalla porta della maternita’, si bloccano tutte le porte del palazzo (tutti lo conoscono come Amber alert: da una bimba, Amber, che e’ stata rapita e poi purtroppo uccisa anni fa) e il malcapitato col fagotto sotto il cappotto viene accerchiato all'istante!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, per finire, e’ proprio la concezione che e’ diversa, qua. Al posto delle purghe e dei mega pannoloni, nella mia camera, rigorosamente singola, mi aspettava, oltre i fiori sul comodino, una borsa piena di biberon e pannolini gentilmente offerti dalla Pampers e il cappellino a strisce che mettono a tutti i neonati d’America, un cestino stracolmo di Smarties, M &amp; Ms, Sneackers e patatine, per placare la fame -di chi in genere non mangia per delle ore- e gratificare lo spirito! E chissenefrega della dieta! Come dimostrano i miei 20 kili presi indisturbatamente per nove mesi, con l’approvazione di tutti i ginecologi che mi hanno visitata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NB. Pero' ho cominciato a riprendermi la mia taglia 42 di anni fa con il fitness post-partum, anche se gia’ ci aveva provato Bianca un mese fa con i suoi giri al mall e le passeggiatine a vedere le ville di Guilford, che un giorno mi hanno fatto venire una mezza sincope...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2pKpIej4I/AAAAAAAABGw/3pj95ATlTJw/s1600-h/DSCN4819.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2pKpIej4I/AAAAAAAABGw/3pj95ATlTJw/s200/DSCN4819.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074898355421613954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gaia la bimba che vive nel sonno. Questa splendida piccola ha passato le prime settimane dolcemente cullata dal suo sonno e non ha fatto nient’altro (sara' la dose da cavallo di epidurale che mi sono fatta somministrare?). Adesso ha incominciato a fare i primi sorrisi, a mangiarsi il pugnetto e a svegliarsi solo una volta per notte. Secondo l'American Academy of Pediatrics il tempo e' maturo per iniziare a leggerle dei libri! Comunque e’ tutta in discesa la strada del secondo figlio, questo e’ certo. A parte i primi giorni di avvio dell’allattamento (per il quale io pero’ ho avuto un guru: mia sorella Alessandra, che dall’alto delle sue 3 maternita’ smazzate tutta da sola, potrebbe mettere su un centro di consulenza alle puerpere spaesate) e qualche notte faticosamente passata a cullarla, mi sembra di avere a che fare con una bimba gia’ di sei mesi, tanto e’ naturale. Abbiamo appena ricevuto il suo passaporto americano, con tanto di aquilotta sulla testa e foto con smorfia da neonata piena di sfoghi sulla faccia. E non vediamo l’ora di usarlo alla prossima immigration...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2oY5Iej2I/AAAAAAAABGg/qNT-B3lIRz0/s1600-h/DSCN5095.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2oY5Iej2I/AAAAAAAABGg/qNT-B3lIRz0/s200/DSCN5095.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074897500723122018" /&gt;&lt;/a&gt; Purtroppo e’ accaduto. Luce si e’ appassionata ad American Idol e ne ha seguito insieme a me ogni puntata fino alla proclamazione della vincitrice. Questa gara-reality tra aspiranti cantanti e’ una vera mania qua, con una media di spettatori di 60-80 milioni a sera! La cosa peggiore e’ che adesso mi indica tutta contenta nei parcheggi le macchine Ford, ricordandosi perfettamente il grande marchio che appariva  scintillante al centro dello schermo prima di ogni stacco pubblicitario. Quei signori a Detroit hanno ottenuto esattamente quello che volevano. &lt;br /&gt;Mi fa pero' molto piacere che fra tutti i concorrenti super trendy lei si sia affezionata invece alla piu' sfigata: l'enorme ventenne nera Lakisha Jones - molto brutta poverina, ma con una gran voce. Una sera, testimone Bianca, l’abbiamo pure beccata che baciava appassionata la tv mentre la sua beniamina sorrideva commossa agli applausi scroscianti del pubblico.&lt;br /&gt;Luce comunque ha un’altra passione incontrollabile in questo momento: sua sorella Gaia. Con sguardo assatanato e denti digrignati la vediamo che la punta da lontano, si avvicina piano alla sdraietta, la sfiora, la guarda ancora con passione, le prende di colpo un arto (di solito un piede), lo stringe, lo gira, lo stritola e, una volta disarticolato, alla fine lo bacia. Come per giustificare ai nostri occhi, che nel frattempo ci siamo accorti della sua mossa felina, che il suo ultimo fine e’ quello di dare solo un ingenuo gesto di affetto alla sorellina. Oppure la lecca, molto carnalmente. A parte questo, per il resto del tempo le e' abbastanza indifferente, per fortuna e noi facciamo i salti mortali per non farle mancare attenzioni, mentre continua nelle sue attivita’ quotidiane un po' selvaggia e un po' intellettuale (sara' per gli occhialini).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo meno di due anni passati (secondo me) a tirarsela fra i ricercatori di tutto il mondo con teorie all’avanguardia e calcoli intricatissimi, e’ successo l’inaspettato. Il mio Luigi tanto cazzone e’ stato “chiamato” a diventare professùr ad Hopkins, a fare il gran salto, insomma. La tenure track (come si chiama la carriera accademica qua) in Oncology portera’ non solo gloria, fama e mille pubblicazioni prestigiose, ma anche un ben piu’ decente stipendio, l’assicurazione sanitaria pagata e la quasi-certezza di poter provare ad aprire un Mortgage (mutuo) per la casa... sicuro invece ancora per molti anni il look trasandato da ricercatore, che in America, patria dello sciatto per antonomasia, tocca le sue punte piu’ spregiudicate.&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2owZIej3I/AAAAAAAABGo/R2ovRyXseA4/s1600-h/DSCN4974.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2owZIej3I/AAAAAAAABGo/R2ovRyXseA4/s200/DSCN4974.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074897904450047858" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Con il nuovo lavoro cambieremo anche visto ed il nuovo non mi permettera' piu' di lavorare legalmente negli Stati Uniti, per un'assurda regola protezionistica degli americani, almeno fino a quando non otterremo la green card. Questo vuol dire che il prossimo anno e' verosimile che svolgero' solo attivita' non remunerate come la mamma, la moglie, la traslocatrice -visto che forse cambieremo casa- la studente, o m'inventero' qualche hobby, che sia intellettuale o manuale. L'altro giorno per esempio ho visto una signora che faceva Quilting (le coperte di patchwork) seduta da Starbucks, circondata da studenti concentratissimi sul loro Ibook. Rigorosamente al tavolo con la tazzona di caffe', sia l'una che gli altri hanno trovato cosi' un modo per passare le ore senza stare da soli a casa: efficacissima arma contro la depressione, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri avevamo voglia di viaggiare un po’ verso ovest e siamo andati nella parte di Maryland che confina col West Virginia e con la Pennsylvania, fino ad un lago bellissimo nel parco delle colline Catoctin, a due passi da Camp David (l’abbiamo scoperto perche’ nel ristorante locale, appese alla tapezzeria country e a fianco di una enorme bandiera americana, c’erano le foto di tutti i presidenti nell'atto di abbuffarsi con le specialita’ del posto). Il clima a Baltimora d’estate e’ talmente asfissiante che vien proprio voglia di scappare. In piu’ sono mesi che non ci muoviamo e che sto in casa a fare lavatrici.  Pero’ con una cifra da missione sulla Luna verremo anche in Italia, e io e le bimbe abbiamo deciso che vale la pena a questo punto fermarci tutto luglio e quasi tutto agosto (mentre Luigi arrivera' per dieci giorni soli)! Abbasso la maternita’ delle americane che dura in media 3 settimane! Abbasso l’aria condizionata e la puzza di barbecue! Io me la voglio godere li' dalle vostre parti, e con me le mie appendici, che hanno bisogno di un po’ d’Italia. Si accettano scommesse su quanti giri riusciremo a fare anche questa volta, per stare con tutti e toccare perlomeno quattro differenti localita' di villeggiatura. Voglio il TG1, Torino Sette e i biscotti del Mulino Bianco. Voglio dire "grazie e arrivederci" quando esco dai negozi e il benzinaio che fa il pieno al posto mio. Voglio telefonare senza dover calcolare il fuso, allattare in pubblico e poter mettere il costume ad un pezzo a Luce (entrambe vietate qua per puritanesimo) senza sentirmi la tenutaria di un bordello.&lt;br /&gt;Ma piu’ di tutto non vedo l’ora di passare i miei pomeriggi semplicemente a chiacchierare e fare la madama, con figlie, sorelle, amiche e nipoti intorno, nella mia familiare e dolcissima Cavoretto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;See you there!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2gEpIej0I/AAAAAAAABGQ/CX9T6_WYDf0/s1600-h/DSCN5057.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2gEpIej0I/AAAAAAAABGQ/CX9T6_WYDf0/s320/DSCN5057.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074888356737748802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-3187303843647736599?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/3187303843647736599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=3187303843647736599&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/3187303843647736599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/3187303843647736599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2007/06/12-giugno-diario-di-una-puerpera.html' title='Diario di una puerpera'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rm2dRJIejvI/AAAAAAAABFo/iRBbFV_AS7U/s72-c/DSCN5122.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-2082234233748607052</id><published>2007-01-14T14:54:00.000-05:00</published><updated>2007-10-08T17:19:33.969-04:00</updated><title type='text'>Siamo tutti Lello Arena</title><content type='html'>Eccomi di nuovo con un bel polpettone nel quale devo condensare un sacco di cose. Metto le mani avanti e mi scuso subito se non ho praticamente piu' scritto email personali a nessuno, e per essere magari sembrata pure misteriosa ed un po' ingrata, visto tutti i messaggi di auguri, i regalini e le settimane enigmistiche ricevute per Natale...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rbz0Xb5M7eI/AAAAAAAAACE/lBoCB41N3yI/s1600-h/SInfo07012613280.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rbz0Xb5M7eI/AAAAAAAAACE/lBoCB41N3yI/s320/SInfo07012613280.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025159967700479458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(questa foto l'hanno fatta a scuola, notate come riescono con successo a farli mettere in posa... meno condivisibile invece come li pettinano).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se un pochino stanchi, siamo molto frizzanti. Thrilled, come dicono qua.&lt;br /&gt;La ragione e' che con la prima neve dell'inverno abbiamo avuto la rassicurazione da alcuni extra controlli che abbiamo fatto, che la creaturina che porto in grembo sta bene. Nonostante mostri gia abbastanza pronunciato il mento-Marchionni, pare essere gia' molto carina e, cosa che ci tranquillizza molto rispetto al falso allarme datoci due mesi fa, ha perfettamente normosviluppati tutti i suoi organini. Continua dunque a crescere imperterrita e si fa sentire anche con molto vigore, ricordandomi, specialmente allo sportello del Consolato, che non sono mai sola. In piu' la mia aumentata stazza sembra non preoccupare particolarmente i ginecologi americani, che si limitano a misurarmi la pancia con il metro a fettuccina (io ve lo dico sempre che qua fanno tanto i superiori ma in alcuni campi sono molto meno tecnologici di noi!) &lt;a href="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rbz4hr5M7hI/AAAAAAAAACc/LbLzFiWR4Os/s1600-h/DSCN3831.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rbz4hr5M7hI/AAAAAAAAACc/LbLzFiWR4Os/s200/DSCN3831.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025164541840649746" /&gt;&lt;/a&gt;e si premurano soltanto di avvisarmi che e' meglio se non supero i 20 kili di aumento complessivo... un paradiso per le "matrone" come me, venite tutte a sfornare qua! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre noi siamo tormentati dalla scelta di un nome che stia bene con Luce (Elettra?), sia consono al nostro gusto come sapete un po' hippie-chic, e sia anche pronunciabile dagli americani - ieri ho sentito la nostra comune cleaning lady chiamare la mia amica Paola: Pe-yo-la!- ci stiamo organizzando anche per il nostro &lt;em&gt;Baby Shower&lt;/em&gt;, passaggio obbligatorio della vita di ogni donna americana quando ha figli, che in genere ti organizza un'amica al fine di radunare tutti i regali per il nascituro e consegnarli con una imbarazzante cerimonia collettiva. Tolto il primo dubbio sulla pratica, come al solito un po' priva di poesia, devo dire che pero' questo coordinamento di regali non e' male, visto che si tramuta di fatto in una lista on-line, accessibile a tutti, di cose che ti scegli tu in una delle fornitissime catene succhia-soldi-ai-futuri-genitori-rincogliniti tipo "Babies 'r' us" o "Buy, buy Baby" e che evita il doppione di tutine dai materiali immettibili, i cesti Fissan e le palestrine di cui tutte noi abbiamo avuto pieni gli armadi ed i fasciatoi! Intanto provate anche solo ad immaginare le cagate che vendono qua... io vi anticipo che per ora sono indecisa se mettere in lista lo scalda salviettine imbevute o, perche' no? l'elegante adattatore-port enfant trapuntato per il carrello della spesa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rbz1375M7fI/AAAAAAAAACM/y89ZXsxTp4o/s1600-h/DSCN3537.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rbz1375M7fI/AAAAAAAAACM/y89ZXsxTp4o/s200/DSCN3537.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025161625557855730" /&gt;&lt;/a&gt; Il Natale e' stato mangereccio come sapete e discretamente riposante, ne' mesto ne' tuttavia particolarmente scoppiettante, per il fatto che proprio a cavallo della Santa Notte e' successa una cosa che ci ha un po' preoccupato (saranno tutte quelle cosine stupide che ho detto su Gesu' bambino? ), ovvero un problema alla vista di Luce. In pratica un occhietto di colpo e' diventato strabico, gettandoci, visto il gia' labile umore pre-natalizio ed una notizia tristissima dall'Italia, nella confusione piu' totale (soprattutto Luigi, che con il lavoro che fa, si e' subito figurato un Alien nel suo meraviglioso cervellino). Il guru mondiale di strabismo infantile - che, guarda caso, e' di sede proprio alla Johns Hopkins- ci ha gia' confermato che trattasi di fenomeno piuttosto comune nei bambini di questa eta' e che scomparira', se corretto, con gli anni delle elementari. E dallo zio torinese sono peraltro gia' arrivate fiammanti montature rosa-violette disegnate su misura, di cui la nostra piccola Lella Arena, per fortuna ancora ignara di come le e' cambiato il buffo sguardo, sembra per ora anche andare fiera. Io invece, tradita dal cuore di mamma e dai generali sensi di colpa -quelli che hanno gia' tutte le mamme normalmente-, le ho comprato ieri degli stivaletti rosa da pseudo cowgirl  ed una minigonna di jeans, capi che il mio normalmente saldo rigore rotteirmeieresco mi aveva sempre proibito di concederle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RbzK7L5M7dI/AAAAAAAAAB4/XyUYevhwGhY/s1600-h/DSCN3709.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RbzK7L5M7dI/AAAAAAAAAB4/XyUYevhwGhY/s200/DSCN3709.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025114402392436178" /&gt;&lt;/a&gt; Durante il break di Natale (la settimana che ci siamo fatti ha scandalizzato i piu' qua, visto che loro non si prendono di ferie neanche Santo Stefano) abbiamo fatto un po' i fighetti a New York, spacciandoci per qualche giorno per veri newyorkesi a casa della cugina Eva ad East Harlem. Certo che in questa citta' ci si puo' tornare mille volte e non stufarsi mai (magari pero' la prossima gita la facciamo da qualche altra parte...), e malgrado le torme di italiani ed il casino fa sempre cosi' effetto, soprattutto per degli sfigati come noi, girollare per il Village, scoprire i negozietti piu' strani e piu' all'avanguardia, cenare tra gli eleganti palazzi dell'Upper East Side o fare il brunch a Brooklyn Heights, mentre guardi sullo sfondo la promenade e lo skyline di Manhattan...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mamma, cosa posso dormire con?". Intanto con questa frase Luce mi ha guardata ieri prima di incamminarsi per il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nap&lt;/span&gt; quotidiano, lasciandomi in un misto di orgoglio per questo esserino che e' gia' capace di fare le traduzioni da una lingua all'altra, e di smarrimento, perche' so che, se abbiamo scampato l'accento triestino per un pelo, anche il suo italiano di base fara' acqua da tutte le parti, nonostante tutti i nostri sforzi... &lt;a href="http://bp1.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RbzGA75M7bI/AAAAAAAAABc/u19YPZMEMuA/s1600-h/DSCN3754.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_nffMMnMdiEU/RbzGA75M7bI/AAAAAAAAABc/u19YPZMEMuA/s200/DSCN3754.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025109003618545074" /&gt;&lt;/a&gt;Direi che comunque spesso prevale il compiacimento, e tutti i sorrisi che ci provocano le espressioni tipo: saluto un attimo il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nonna cagnolino&lt;/span&gt;, io vado di qua e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tu due&lt;/span&gt; andate di la', mettiamo le calze &lt;span style="font-style:italic;"&gt;longhe&lt;/span&gt; ma voglio la maglietta màrron - per fortuna ogni tanto ritorna normale ed inventa di sana pianta! L'altro w-e e' stata invitata ad una festina di compleanno di una compagna al Bowling, che qua va molto e che e'ovviamente tutto attrezzato per bimbi, con tanto di birilli piu' piccoli, palle piu' leggere e scarpette bi-colore di cuoio della loro taglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamattina c'erano -8°C (e gli americani si ostinano a non indossare la giacca), mentre l'altra settimana si stava in felpa. Credo che pero' sia stato cosi' anche da voi, quindi l'America non batte l'Europa per nessun primato. &lt;br /&gt;Marty, il vicino sessantottino innamorato del nostro accento, continua ad ordinare cose strane su E-bay e a regalarcele: funghi porcini secchi, l'Olio Monini al profumo di Tartufo d'Alba, graziosi omini con la barba intagliati per noi da uno scultore degli Appalachi dentro un ramo di pino. Noi invece stasera ci guarderemo un film arrivato con Netflix, il servizio che ormai hanno tutti, di noleggio dvd per corrispondenza, nel senso che tu fai l'abbonamento (nel nostro caso 6 dollari al mese!), scegli il movie su un database immenso nel loro sito e dopo due giorni ce l'hai nella tua buca delle lettere, con busta preaffrancata pronta per la spedizione indietro, (che puoi farti in tutta comodita' quando cazzo vuoi) ed il giorno stesso in cui loro lo ricevono, ti mandano quello che tu hai messo al secondo posto della tua lista d'attesa di film e cosi' avanti... Ieri, nello stesso isolato del supermercato piu' "In" del momento (Whole foods, una catena di cibo biologico da vip, con ogni genere di prelibatezza etnica) ho scoperto che c'e' un negozio specializzato di riviste di tutto il mondo, tra cui Chi di tre gioni fa, Gente, Brava casa e la Gazzetta dello Sport. Queste cose mi riconciliano con l'America.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rbz65r5M7jI/AAAAAAAAACs/_b2C2eEukV4/s1600-h/DSCN3801_1.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rbz65r5M7jI/AAAAAAAAACs/_b2C2eEukV4/s200/DSCN3801_1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025167153180765746" /&gt;&lt;/a&gt;Luigi vi bacia tutti e vi fa sapere che, nonostante le 16-18 ore al giorno piegato sul computer e la barba lunga, e' molto felice del suo lavoro e della prospettiva di un'infante urlante tra le braccia fra meno di tre mesi, una ragazzina occhialuta che sa il fatto suo in giro per casa ed una balena come compagna decisamente in preda, non si sa ancora per quanto, a deliri vittimistici e nervosismo pre-puerperale. &lt;br /&gt;Mah... mi stupisco che non ho parlato male degli americani fin qui e che non vi ho ancora annoiato con le mie voglie di Certosino Galbani e grissini... Intanto l'ho fatta lunga lo stesso, vista anche la quantita' di foto che allego. Spero che vi piacciano e tenete conto che sono quasi tutte, tranne l'ultima, pre-strabismo di Lucetta... vedi il gia' citato "cuore di mamma"... &lt;br /&gt;mi perdonate la debolezza, vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rbz2xb5M7gI/AAAAAAAAACU/k2OuvvTnM9o/s1600-h/DSCN3885.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rbz2xb5M7gI/AAAAAAAAACU/k2OuvvTnM9o/s320/DSCN3885.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025162613400333826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Elisabetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-2082234233748607052?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/2082234233748607052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=2082234233748607052&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/2082234233748607052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/2082234233748607052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2007/01/siamo-tutti-lello-arena.html' title='Siamo tutti Lello Arena'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_nffMMnMdiEU/Rbz0Xb5M7eI/AAAAAAAAACE/lBoCB41N3yI/s72-c/SInfo07012613280.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-116502945758273847</id><published>2006-12-01T22:13:00.000-05:00</published><updated>2007-10-08T17:21:38.330-04:00</updated><title type='text'>It's a girl!</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4362/1705/1600/425815/DSCN3421.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4362/1705/320/678467/DSCN3421.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo il piu’ importante aggiornamento da quel di Baltimora, ma visto che dobbiamo finire i controlli ecografici la prossima settimana e io sono un po’ scaramantica, aspetterei a darvi tutti i dettagli interni ed esterni il mio utero (tipo la forma ad anfora ed i kili gia’ presi che – illusa! - sto cercando di smaltire nonostante la crescita inevitabile della pancia). Comunque un’altra bimba, su questo siamo certi. Ed io sono molto orgogliosa di questo matriarcato che si sta configurando in casa Marchionni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo le magnate del sacro Thanksgiving -di cui sono sempre piu’ fan come festa, non solo per quello che si ingerisce, ma perche’ e’ l’unica festa che mette insieme famiglia e amici intorno ad un tavolo, senza regali da fare e gadget cazzuti da comprare- e gli acquisti pazzi dei giorni successivi (il miglior momento dell’anno, con sconti in alcuni mall fino al 50% e gente delirante che fa le code dalla mezzanotte del giorno prima: pratica giustamente chiamata “Midnight Madness”), ho voglia di incominciare i preparativi natalizi. Qua sono tutti gia’ impazziti da giorni e devo dire che non mi dispiace passare il Natale qua quest’anno –ah, forse qualcuno si scomporra’, ma in realta’ abbiamo deciso da tempo di fare gli stanziali risparmiosi questa volta e non vi piomberemo in Italia per le Feste- anche solo perche’ questa e’ la casa naturale di Babbo Natale, delle renne parlanti, degli gnomi, dei boschi innevati: un mondo fantastico, molto lontano in realta’ dalle nostre tradizioni, che e’ pero’ il sogno di ogni bambino! E a noi grandi resta, immersi fra il classico buonismo collettivo ed il frenetico consumismo, lo stordimento da canzonetta continua - da due settimane ho sintonizzato alla radio la Baltimore Christmas Station - e naturalemente la piu' viva e fervida apoteosi del Kitsch. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4362/1705/1600/983961/DSCN3442.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4362/1705/200/728694/DSCN3442.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Dunque questo weekend siamo partiti alla ricerca dell'abete perfetto in uno dei mille vivai spuntati all'improvviso nei parcheggi (ed il piu' piccolo che abbiamo trovato e' alto 2 m e 30) ed abbiamo gia' fatto una base degli adobbi piu’ consoni al nostro stile italiano snob alla rassicurante Ikea.  E da adesso per un mese vai con le nuove tradizioni da imparare: le casette di ginger bread, i biscottini con l’icing, le corone addobbate fuori dalle porte... Invece sembra introvabile il principale festeggiato dell’evento piu’ importante dell’anno, l’oggetto di ogni disegno, collage, poesia della nostra infanzia: Gesu’ Bambino! Non solo nessun presepe in giro, ma nessuna traccia neanche di un qualsiasi laicissimo pastorello sulle bancarelle di Natale, nei supermercarti... mi sa che i bambini americani lo conoscono poco questo tipo, qua e’ solo una gara a farsi la foto con “Seeenta”, come viene chiamato amichevolmente da tutti l'altro amico con la barba, e che noi ovviamente abbiamo gia’ anche fatto, con il piccolo Antonio al Festival dei Trees domenica scorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4362/1705/1600/200143/DSCN3374.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4362/1705/320/202906/DSCN3374.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non c’entra niente ed e’ anche un po’ blasfemo, ma qua sono introvabili anche generi di consumo per noi normalissimi tipo le caldarroste (per le quali io sbavo...), che abbiamo trovato quasi di contrabbando in un posto solo a Baltimore, mentre pare che a qualche incrocio di New York le vendano addirittura in pubblico... cosa inspiegabile, vista la quantita’ di alberi che crescono da queste parti e la nota passione degli americani per le “nuts” di ogni genere e nome... o la panna da cucina, i formaggi che non siano una variante del cheddar cheese, (vi rendete conto di quante mucche ci saranno in piu' qua che sulle Alpi? purtroppo ho paura, come per altre cose, che sia solo questione di fantasia), i biscotti per la colazione sotto le 1000 calorie - che forse ho trovato l’altro giorno al Giant nella sezione “croata” dell’international food-, ma in compenso pullula ovunque di Ferrero Rocher made in Canada. Per non parlare poi della signora delle pulizie, categoria richiestissima e presuppongo agiatissima, visto che io l'ho conquistata solo dopo un anno di ricerche a 25 dollari all’ora... (e per questo quindi gentilmente invitata a farmi visita solo due volte al mese). Ma chi lo dice che chi viene qui fa una vita da pappone?? Non vi facciamo un po’ pena? Per non parlare poi di come affronteremo la mancanza del panettone Bauli al cenone, dei cri cri, dei nipoti in calzamaglia in montagna e dello zampone a capodanno... &lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4362/1705/1600/407792/DSCN3364.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4362/1705/200/192814/DSCN3364.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Per fortuna il 24 e il 25 siamo gia’ invitati a casa di amici italiani, senno’ incominciavo a piangere gia’ adesso... e che le mie sorelle ci hanno rifornito qualche settimana fa di parmigiano a go’ go’, settimana enigmistica (a proposito, chi vuole farci un regalo, metta in una busta ogni tanto quella), pasticche Leone e spugne piatte per lavare (anch'esse bene introvabile).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un cosa carina l’ho fatta pero’, lo scorso mese. Sono stata “giudice” per un concorso di Poesia in lingua straniera in un liceo della contea, ovviamente per la sezione Italiano (io volevo anche il latino, ma me l’ha fregato quella di spagnolo all’ultimo, non so a che titolo) e l’esperienza e’ stata molto divertente. Intanto perche’ mi sono ritrovata in una vera High School con i classici corridoi larghi, le vetrinette con i trofei delle locali cheerleader, gli armadietti degli studenti e le classi con la moquette, e poi perche’ e’ spasossissimo vedere quanto gli studenti medi americani in generale non siano assolutamente portati per le lingue straniere. Vi basti sapere che il “contest” che dovevo giudicare io, con tanto di cartellina piena di fogli con tabelle e gradi sui diversi elementi da valutare (tra cui quello “dramatic props” - lezione d’inglese: as you will know, the term "Props" covers anything an actor may hold or use during a performance) vedeva scontrarsi due fratelli di famiglia italo-americana (ma questo, ho imparato, non vuol dire niente, anzi spesso sono piu’ americani loro degli yankees), e di differente livello -per cui gareggianti da soli nella propria categoria!- e queste erano le opere selezionate: "Bello e Impossibile" di Gianna Nannini, "E penso a te" di Battisti e "Nel blu dipinto di blu" di Modugno. Quella della categoria “advanced”, che doveva recitare il Sabato del Villaggio, e che io aspettavo con ansia, non si e’ presentata. Che tenerezza... io che ero tutta preoccupata (“Ma come faro’ a giudicare un testo piu’ bello dell’altro?”) pensando di trovarmi davanti dei piccoli Walt Withman, mi sono dovuta puppare lo sguardo ispirato e gli ammiccamenti di un sedicenne con scritto sulla t-shirt “Italian Stallion” che recitava “Belo, belo. Belo e imposibili...” Come vi ho detto i fratelli hanno vinto tutti e due e gli ho pure dovuto consegnare un medaglione sul palco dell’aula magna da 500 posti della scuola....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4362/1705/1600/625596/DSCN3293.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4362/1705/200/746777/DSCN3293.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;La vita di tutti i giorni prosegue come sempre. Il tempo finora bello e caldo e le valanghe di foglie ancora da raccogliere in giardino. Io, un po’ piu’ stanca e lamentosa come sempre, cerchero’ di lavorare in Consolato fino all’ultimo per tirare su grana per la prole, Luigi che inseguendo successi scientifici con notti insonni e mille ed interminabili meeting, e’ stato deturpato dalla sottoscritta con un taglio di capelli stile Toro-Seduto, Luce che cresce meravigliosamente sveglia e peppia da morire. &lt;br /&gt;All’asilo le stanno gia’ insegnando a leggere e scrivere, insistendo sulla scia di uno degli slogan con cui Bush ha vinto la campagna elettorale - “No child left behind” -  che impone ai bambini che entrano al kindergarden (a 5 anni) di essere praticamente gia’ al livello di una terza elementare nostra. Lei ha preso molto sul serio i suoi doveri di alunnina, fa i compiti, conta, legge le scritte sul latte e fa una versione mixata della famosa canzoncina dell’ABC. Ci fa tenerezza sentirla parlare inglese, mentre sto cercando di inserirmi un po’ di piu’ nel non molto aperto tessuto sociale delle mamme con bimbi, anche in vista dei lunghi mesi di allattamento della seconda pupa chiusa in casa da sola... Comunque il fatto che ci abbia proposto come nome per la sorellina “Pratichetta” o “Entina” (e non Latisha o Kennedi, come le sue compagne di scuola) e si sfoghi spesso con le ben note a tutti i genitori scenate di urla irragionaevoli e calci, mi rassicura sia sul suo ben saldo patrimonio genetico italiano che sul suo normalissimo sviluppo cognitivo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4362/1705/1600/760231/DSCN3320.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4362/1705/320/21262/DSCN3320.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E scusate se alla fine sono sempre una nostalgicona. Anche godendosi le cose belle qua, sappiamo che non ci americanizzeremo mai. O forse, se rimaniamo piu' a lungo del previsto, succedera', ma perfavore, voi che mi avete sentito dire tutte queste cose per mesi, ricordatemi, quando sembreremo davvero convinti di stare nel paese piu' accogliente del mondo e Luce non riconoscera' piu' La Pimpa e la sigla di Un posto al Sole, che c'e' stata una fase all'inizio in cui ero molto piu' lucida...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi bacio tutti, come sempre. So long, my friends.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-116502945758273847?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/116502945758273847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=116502945758273847&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/116502945758273847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/116502945758273847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2006/12/3-dicembre-its-girl.html' title='It&apos;s a girl!'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-116278277024935209</id><published>2006-11-05T22:12:00.000-05:00</published><updated>2007-10-08T17:22:12.361-04:00</updated><title type='text'>Dei cavoli e delle zucche</title><content type='html'>Bando alle ciance, qua la notizia scoppia ed io pure (non figuratamente). Non mi trattengo piu’ e mostro dunque con orgoglio – rivelando un segreto ai piu’ – il mio evidente stato interessante, o meglio, nel mio caso,“imbarazzante”, come dicono gli spagnoli...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN3139.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN3139.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Didascalia della foto: panza appartente a donna robusta, eta’ 32 anni, corrispondente (oggi, qua era un po' prima) alla 17ma settimana di gestazione, feto in buona salute non ancora scandagliato nelle parti genitali, bimba confusa, ancora ignara della minaccia che sta incombendo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, ho raggiunto fiera i 5 mesi, e con un rapido calcolo dovrei finire dritta dritta alla Delivery Room (mai termine piu' diretto...) intorno alla meta’ di aprile. Risparmiandovi, per decenza, la descrizone del mio stato e gli effetti indesiderati della gravidanza nel periodo subito precedente a questo – nei primo trimestre sono stata tormentata da una nausea immonda -  vi dico che, forse un po’ da incoscenti, siamo molto contenti di “allargarci” in tutti i sensi, e ci sentiamo anche un po' avventurieri, visto la particolare situazione nella quale ci troviamo. Oltre al fatto di essere beh, un po' soli, qua e’ tutto diverso dalla rassicurante Trieste del 2003. Per esempio abbiamo passato gia’ molte notti insonni a studiare i manuali della nostra assicurazione sanitaria per capire se tutto questo scherzo ci costera’ alla cassa del  famoso Jonhs Hopkins Hospital anni di lavori forzati oppure se ci e’ concessa la copertura al 100 per cento (per ora non l’abbiamo ancora capito). Tra l'altro, prima dei normali controlli medici, una sprovveduta come me deve pure affrontare la difficilissima scelta del ginecologo giusto (qua e’ chiamato amichevolmente G.Y.N.), della nurse appropriata (la vera capa, che non ti molla un attimo), e della midwife (una specie di levatrice che qua pare, e’ non solo di moda ma praticamente indispensabile per il training giusto ed in sala parto, e che ti devi prenotare mesi e mesi prima) , mentre i banalissimi esami che in Italia ti fanno di routine, qua puoi farli serena solo se sei quasi sicura che verranno coperti dall’assicurazione (un’ecografia normalissima costa 490 dollari) senno' ti affidi al Signore (come mi ha detto tutta professionale la nurse al primo colloquio). Come saprete infatti, il sistema in generale qua e’ molto diverso, e cosi' la mentalita' e la tutela della maternita’ dal punto di vista socio-legale, che e’ praticamente inesistente. Ma se vi interessa vi rendero’ edotti nei prossimi mesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ricordo, invece, che questo/a poveretto/a avra’ la sfiga, oltre che di avere noi come genitori e Luce come sorella, di acquisire un luccicante passaporto blu con aquila in bella vista, con tanto di diritto a tornare in questo paese (se mai ne saremo lontani, spero in ogni caso di lasciarlo prima che Luce diventi cheerleader) per fare un master oppure il marine, senza visti o green card, mentre noi tre faremo le fila all’Immigration con i messicani...&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN3238.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN3238.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In vista del prossimo raddoppio, intanto, mi alleno nel mio ruolo di madre con sedute dalla “Parenting Coach” che ci fornisce il YMCA una volta al mese, che devo dire non stanno facendo molto effetto su Luce che e’ piu’ scatenata che mai... ora e’ in preda a delirio da principesse e incomincia a parlare coi draghetti di notte, mentre io  insisto la sera, prima di addormentarla, a cantarle “Fratelli d’Italia” (e Luigi ci da dentro invece con  Vecchio scarpone), sperando di nutrirne, nel frattempo, l’italianita’... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai cavoli passiamo alle zucche, anzi, all’invasione “arancione”. Quest’anno eravamo preparati all’arrivo di Halloween e siamo partiti ben in anticipo alla ricerca della perfetta pumpkin dar essere intagliata in una delle fattorie aperte al pubblico per l’occasione, organizzatissima e affollatissima, dove, a bordo di un carro, seduti sulle balle di fieno, siamo stati portati nella immensa piantagione dove puoi fare appunto il pick-a-pumpkin (ma in quelli difianco, in altre stagioni, il pick-your-own lo fai di apples, strawberries, cherries...). Molto divertente soprattutto per Luce, considerato che si e’ fatta anche un giro sul pony e  mille salti sul gonfiabile a forma di zucca mentre noi ci immergevamo nel contesto da veri campagnoli americani facendo la spesa nel mercato country alla Holly Hobbie annesso.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN3134.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN3134.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da li’ in poi il clima in America si fa trash da morire, con imperversare di film dell’orrore (5-6 ogni sera, classici e non), ogni genere di decorazione macabra e gente idiota ovunque, tanto che per esempio degli studenti -bianchi- di una fraternity qua vicino si sono sentiti autorizzati dal clima ad indirre uno "slave party" a casa loro, suscitando uno scandalo pazzesco in tutta la citta'. Superata poi abbastanza brillantemente, per essere la prima volta (giudicate voi dalla foto sotto) la missione di svuotare ed intagliare la nostra Jack-o-Lantern come migliaia di siti su internet insegnano, siamo sopravvissuti alle orde di bambinetti che facevano il Trick or Treat la sera del 31 ed abbiamo fatto noi stessi un giro con gruppetto di amici di casa in casa a riempirci di ogni genere di schifezza anti-dentista (Luigi dice che ne ha approfittato per farsi la mappa delle gnocche che abitano qua vicino). &lt;br /&gt;Dopo Halloween si entra prepotentemente nella fase pre-Thanksgiving (che pure e’ a fine novembre), dopodiche’ in quella pre-Natalizia etc.. insomma: qua per seguire le ragioni del business e’ tutto passare da una fase all’altra,  senza un giorno –dico uno- di pausa, tanto che gia’ da una settimana siamo nella Holidays season (quella che per noi dura circa 20 giorni)! &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN3211.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN3211.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli americani intanto non si coprono, nonostante i miei sguardi di disapprovazione e due gradi fuori ormai da qualche settimana. Non mi rassegno a vederli girare ancora in bermuda e birkenstock e ostento il mio sciarpone di lana e la giacca di lana cotta simil-tirolese.&lt;br /&gt;Ieri mattina abbiamo portato Luce a tagliarsi a capelli in un nuovo parrucchiere vicino a casa, che mi sembrava piu’ alla moda degli altri e che allettava i clienti con tagli per tutti a 13 dollari in al massimo 15 minuti: effettivamente abbiamo pagato quello, ma i capelli te li devi lavare a casa e dopo il taglio te li devi asciugare tu, in una delle apposite “station” predisposte in sala. Divertente, per carita', ma questo vi fa capire molto due cose essenziali nella vita degli americani: il casual e l'efficienza... insomma, che vi basti l’essenziale senza fronzoli che al gusto e ai piaceri della vita ci pensiamo in un altro momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo scoperto che, come c’e’ un sito internet dello Stato del Maryland (http://www.dpscs.state.md.us/sorSearch/) dove sono registrati i maniaci e i cosiddetti sex offenders sul quale puoi vedere dove abitano, quante condanne hanno avuto etc... (noi ne abbiamo diversi in zona, ma mi rassicura il fatto che la densita’ e’ cosi’ ovunque, anche nelle verdi e pulite suburbs alla Mysteria Lane), ce n’e’ uno (www.zillow.com) che ti dice quanto vale la tua casa sul mercato -al centesimo- e di tutte quelle che vuoi in america, basta immettere l’indirizzo e dalla mappa satellitare zoommatissima ti appare il tuo tetto con prezzo sopra ed una mascherina che ti dice il numero di stanze, quanti proprietari ha avuto, quanto l’ha pagato l’ultimo acquirente.. etc (con tanto di grafico di previsione di come andra’ il mercato in quella zona nei prox 5 anni), alla faccia della privacy!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, metto le mani avanti con tutti quelli che non sono riuscita a raggiungere singolarmente per dare la bella notizia: vi basti vedere con che frequenza ormai riesco a scrivere su questo blog...&lt;br /&gt;Stay tuned!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-116278277024935209?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/116278277024935209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=116278277024935209&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/116278277024935209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/116278277024935209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2006/11/5-novembre-dei-cavoli-e-delle-zucche.html' title='Dei cavoli e delle zucche'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-115975622152974609</id><published>2006-10-01T22:15:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:22:40.310-04:00</updated><title type='text'>Pros and cons</title><content type='html'>Il bello dell’America e’ avere Bruce Willis sotto l’ufficio che gira il suo ultimo film (per di piu’ una scena d’azione con pulman che si scontra con taxi: in tre giorni di riprese ho visto tre sue controfigure, moltissima gente della crew, effetti speciali, ma di Bruce neanche l’ombra...). O andarsene a cena il mercoledi’ nel vicino Rocky Run (la grill house col menu’ piu’ vasto del mondo: una figata!) pagando la meta’ tutti gli hamburgher – che gia’ costano poco, visto che e’ posto di studenti e allegre famiglie come noi- o il sabato e la domenica non pagare il biglietto nei due piu’ grandi musei d’arte della citta’. E finalmente il clima si e’ fatto meraviglioso, la luce brillante di fine settembre s'incontra con una natura ora verdissima, che sta per lasciare il posto ai mille colori caldi di ottobre, quando le foglie prima di cadere regalano colpi d’occhio incredibili e –almeno per me- una bellissima sensazione di beatitudine dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN3034.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN3034.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia questi giorni sono particolarmente turbata dal livello di poverta’ che c’e’ qua, molto piu’ squallido di qualsiasi altra immagine abbia di altre parti del mondo. Quotidianamente incontri per strada disgraziati, storpi, donne sfatte, poveracci vecchi e giovani, di tutti i colori, che non hanno alcun posto in nessuna categoria, lista, non sono nessuno. Non ho mai visto gente cosi’ in Italia. Per lo Stato non esistono, e viene facile attribuire la colpa all’elegante sistema socio-sanitario americano (come sapete totalmente privato), alla cultura dell’individualismo piu’ bieco (tante moine dai vicini di casa  che appena ti trasferisci di un isolato non ti rivolgono piu’ la parola) e all’istigazione al successo a tutti i costi, anche, e soprattutto, tramite programmi televisivi che invitano davvero ad emarginare il “loser”, ad imbellirsi, a rifarsi la casa che dall’esterno sembra fighissima e poi dentro c’ha i muri in piedi con lo sputo... in una parola, ad apparire quello che non si e’, perche’ la sostanza, purtroppo e' molto misera. Non dappertutto ovviamente e' cosi', ma anche in tante zone che sembrano bellissime, sono sicura che ci sia diversa gente che vive al di sopra delle proprie possibilita’ e che fa di tutto per tenere segreti i propri altarini, i mutui, i conti in rosso delle mille carte di credito che ti lasciano accumulare debiti purche’ tu spenda e faccia girare l’economia del consumo... &lt;br /&gt;Che rabbia, gira e rigira parlo sempre di quello che non mi piace... e che alla fine non faccio una gran promozione al paese che cortesemente mi ospita. Luigi dice che sono biliosa, io gli dico che semplicemente traggo delle conclusioni da quello che osservo.&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN3028.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN3028.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E piu’ forte di me. Insisto ancora per un secondo. &lt;br /&gt;Lo sapete che il piu’ grande network di telefonia mobile americana si pubblicizza come quello con le “fewest dropped calls”? Perche’ le linee qui fanno schifo, cosi’ come i collegamenti adsl che sono lentissimi nelle case private... pero’ almeno di fatto se ne fregano sia dei modelli di cellulari (hanno tutti piu’ o meno gli stessi, due o tre marche in tutto, di qua gli italiani sembrano veramente dei maniaci) sia per esempio delle macchine (le berline qua vanno per la maggiore, soprattutto per la fascia 16-35... come se io alla matura fossi arrivata al volante di una Croma), tranne alcuni che invece si rincoglionisco e si vendono i figli al black jack di Las Vegas pur di comprarsi il modello di SUV piu’ grande e piu’ ingovernabile che c’e’ sul mercato... ma quelli ci sono anche da noi.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, visto che imperverseremo col nostro senso di inadeguatezza - e le nostre sbruffonaggini: io per sempio al volante sono diventata una bestia, facendo tutto quello che i miei 14 anni di patente in Italia mi insegnano per far impazzire gli americani caproni!- da queste parti ancora per un po’, cerchiamo perlomeno di divertirci quando capita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2961.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN2961.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Per esempio al compleanno di Luce, che seppure un po’ ristretto per via della presenza di amici e familiari - noi tre in tutto - abbiamo allegramente passato all’asilo con tanto di cup cakes per tutti i bimbi ricoperte di uno strato di panna imbarazzante (con le 4 principesse Disney all’uopo montate sopra dalle sapienti mani del pasticcere del vicino supermercato Giant) e le goodie bags preparate da me per tutti gli amichetti dell’asilo, come si usa fare qua quando un bimbo compie gli anni... Lei era tutto sommato contenta, ha avuto i suoi dieci minuti di celebrita’, poi la maestra ci ha cacciati e ce ne siamo tornati a casa a spacchettare i fiammeggianti regalini. Poca cagnara, niente zia Peppa che porta all’ultimo un vestitino fuori misura o gli amici senza figli che passano anche solo per scroccare una patatina o una pizzetta... noi qua piu’ di questa intima celebrazione non potevamo fare per la nostra creatura (visto anche il pesante clima di austerity in casa Marchionni, se vogliamo tornare in Italia a Natale), e tutto sommato lei non aveva neppure bisogno di piu’, credo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi siamo stati al Book Festival nella zona “intellettuale” e antica della citta’, molto carino soprattutto perche’ in queste occasioni gli americani non solo si ricordano, ma dedicano un’attenzione particolare ai bambini, per i quali organizzano mille tipi di attivita’, tutte gratuite e intelligentissime... e’ qualche anno che non vado al Salone del Libro, ma mi sembra di ricordare che i bambini sotto gli 11 anni fossero a mala pena ammessi. Per 15 dollari abbiamo comprato per Luce 5 libri usati ed uno nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN3077.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN3077.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il mio lavoro in aiuto dei connazionali emigrati prosegue con piu’ “confidence”, mentre Luigi dice che con quest’anno ha fatto abbastanza training e spero che stia per sfornare i suoi primi assi da pubblicare. A proposito, ho scoperto che il suo lavoro si chiama piu’ correttamente quello del “scientist” piuttosto che del “researcher” come dicevo io, e vi confesso che mi fa figo da matti dirlo... Abbiamo ripreso Music Together, stiamo cercando un corso per giovani circensi (davvero!) ed io ho lasciato la palestra per optare per un autunno in piscina.&lt;br /&gt;L’altra sera alla tv c’era un “tornado warning” per la zona poco piu’ sotto Baltimora, che fra gli avvisi naturalmente catastrofici ed il possibile grado di rotazione, indicava fra le precauzioni da tenere anche quella di uscire subito dalle case mobili, su ruote e prefabbricate, dalle tende e dalle casette sugli alberi. &lt;br /&gt;Per rimanere sul tema televisione, vi segnalo come sempre alcune delle trasmissioni che mi vedono ormai fedele habituée: “Little people, Big world”, la storia-reality di una famiglia affetta da acondroplasia ovvero nanismo, i cui genitori sono nani, e dei quattro figli tre sono normali ed uno nano, il povero pure gemello di un baldo 15enne piu’ alto della media (minchia che sfiga vi direte voi), che davvero sono molto simpatici e fanno una vita normalissima. “The world’s most ugliest dogs”, un concorso meraviglioso con un campionario dei cagnetti piu’ storpi, spellacchiati e buffi del mondo, e da giovedi’ anche le nuove puntate di ER, giusto per sentirsi per una sera delle persone normali. Infatti, e purtroppo, quando non c’e’ niente di meglio, mi capita anche di imbattermi nel terrificante “Humanimals” sul canale piu’ morboso di tutti, il famoso Discovery Health: documentario su dei pazzi furiosi che tramite la chirurgia estetica vogliono trasformarsi in animali, fra cui c’e’ anche quello che si e’ fatto trapiantare dei sottili baffoni di acciaio sulle guancie per sembrare un gatto e quello che si e’ fatto tagliare la lingua a meta’ per sembrare una lucertola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E come al solito, con queste perle di meta-linguaggio televisivo, vi saluto.&lt;br /&gt;See ya!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN3041.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN3041.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Comunicazione: ai pochi ancora che non sentiamo su Skype, ricordo che adesso abbiamo anche la webcam e che fare video-chiamate di ore non costa nulla ed e’ divertentissimo! I nostri user names sono: elisabetta.girardi e marchion&lt;br /&gt;besos&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-115975622152974609?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/115975622152974609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=115975622152974609&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/115975622152974609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/115975622152974609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2006/10/2-ottobre-pros-and-cons.html' title='Pros and cons'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-115690795343587812</id><published>2006-08-29T23:18:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:23:32.806-04:00</updated><title type='text'>Touching base</title><content type='html'>Scrivo nel mio primo seratone libero (cioe’ da single) dopo mesi... Luigi e Luce sono andati alla Pizza del martedi’... ed io mi posso ingozzare di riso e patate -il mio piatto preferito, ovviamente ripugnato dagli altri due- e guardare la trasmissione specializzata sui look delle dive alla passerella dell’ultima edizione degli Emmy awards... evvaiii!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due mesi oggi sono passati dall’ultima traccia che ho lasciato su questo sito e innumerevoli storie ed avventure sono rimaste sull’orlo di essere raccontate, visti gli intensi programmi estivi che ci hanno contraddistinto. &lt;br /&gt;Siamo la famiglia piu’ incasinata dell’emisfero settentrionale. &lt;br /&gt;La parentesi vacanziera e’ stata piu’ una partita a risiko –l’organizzazione con tanto di calendario in pdf inoltrato a tutti mesi e mesi prima, che avrebbe fatto vergognare la Wehrmacht, si e’ rivelata un allegro carosello deriso da tutti, mentre insistevamo, con clessidra incalzante alle spalle, nei nostri blitzkrieg da parenti e amici... giusto il tempo di essere miseramente schiacciati da caldo, fatica, confusione e stralunamento- piu’ una partita a risiko, dicevo, che una rilassante posa delle nostre carni su spiagge dorate e mille baby sitter intorno a Luce... ma tant’e’. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2773.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN2773.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Comunque. Il giorno dell’arrivo in Italia non poteva essere piu’ azzeccato, dato lo scalo a Parigi a poche ore dalla testata di Zidane e la diretta sulla finale dei Mondiali circondati dal calore della Famiglia nella fresca brezza estiva di Cavoretto e godutissima, nonostante il jetlag e l’ebrezza provocata da prosciutto crudo e mozzarella fresca. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2771.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN2771.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evento immediatamente successivo il matrimonio dell’anno dei pregiatissimi coniugi Cutaia (che noi affettuosamente chiamiamo al singolare “Dariosere”, da citazione Farinettiana) che oltre ad offrire una "caldissima" e sorridentissima festa ai loro amici, hanno avuto il coraggio e l'ideona di svolgere il loro viaggio di nozze negli Stati Uniti, con un tour stratosferico che ovviamente passava obbligatoriamente dal ridente Maryland... ma di quello che abbiamo fatto qua ne parlero’ dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal wedding-day sono seguiti i soliti twister per il Nord Italia che hanno compreso, fra i pochissimi momenti di svago casualmente concessi ai piu' fortunati di voi, due diverse tappe in Toscana dai nipoti saraceni, soggiorni gressonari con quelli ariani, una notte a Bergamo, una settimana nella rovente Torino di fine luglio in compagnia di Bianca, Artu’ e la nonna, e 4 giorni in Liguria di cui 2 sotto la pioggia. Non si puo’ dire che ci siamo tolti qualcosa, tant’e’ che Luigi dopo pochi giorni sul suolo italiano ne e’ uscito completamente tuonato, con una sindrome definita dall’otorino “Vertigine parossistica benigna da stress” che di benigno aveva effettivamente l’influsso sul portafoglio del papa’ di Luigi che ha pagato senza batter ciglio –amore di padre- la pesante penale per lo slittamento del volo... Il nostro rientro invece, coraggiosamente affrontato da sola con Luce, da grande viaggatrice impavida quale sono, tanto e’ stato smooth nella tranquilla rotta oceanica, quanto stravolgente nei giorni successivi, dato che tornavo a lavorare neanche 12 ore dall’atterraggio, con la valigia di 30 kili destinata a stare a spasso per Schipol ancora altri 4 giorni, e Dariosere che arrivavano incalzanti come da programma freschi come solo due sposini con 6 settimane di congedo matrimoniale sanno essere. Perfortuna a Baltimora il clima si era un poco raffreddato (pare ci fossero 42 gradi neanche il giorno prima) e i nostri amati newlyweds, che erano piu’ devastati di noi dalle 8mila miglia on the road, fra una dormita e l'altra richiedevano timidi solo i miei famosi pancakes, due gite ad Annapolis e Washington, qualche allegra abbuffata senza pagare la tip e tre o quattro tranquille serate a disquisire in terrazzo su come eliminare la famiglia di ratti -il capostipite l'abbiamo soprannominato Urbano, come il Rattazzi, ovviamente- che in nostra assenza aveva preso possesso del nostro yard...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/mail.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/mail.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Io pero’ ammetto, non riesco a riprendermi dalla stanchezza... anche perche’, dopo l'ultimo fantastico week end a New York a zonzo con Dariosere che poi si sono imbarcati, siamo tornati a Baltimora alleggeriti di qualche migliaio di dollari dal nostro conto, in quanto io ho perso il mio portafoglio su un marciapiede della Quinta strada davanti a Central Park (non ho mai perso niente chesso', a Reviglisco, a San Giusto... doveva succedermi proprio nel blocco di asfalto piu’ battuto del mondo???). Mentre noi correvamo sulla quinta strada, invettando chi contro i sedicenni cingalesi saliti sul pulmann insieme a noi (dice Serena: "avevano un'aria torva"), chi contro la povera turisita italiana seduta di fianco a me (Luigi e’ sicuro che sia stata lei a soffiarmi svelta il portafoglio The Bridge da 3 kili dalla borsa), i fortunati che l’avevano trovato potevano gia’ spolpare tutte le mie carte, optando ovviamente per usare immediatamante da Macy’s quella di credito, che io pensavo di avere appena bloccato... ma che invece, scherzo del social security number, e’ stata perfettamente funzionante per tutto il week end! Se non altro questa occasione – come sempre ci sorprendiamo di quanti eventi strani ci sono gia’ capitati da quando siamo qua, un po’ per sfiga, un po’, diciamolo, perche’ siamo dei coglioni- ci ha permesso di aggiungere al carnet delle cose visitate, oltre al Guggheneheim ed il palazzo delle Nazioni Unite, anche una squallida stazione di polizia sulla 54esima, che proprio come nei film ospitava un poveraccio con le manette e la refurtiva in un sacco di juta ai suoi piedi, i riconoscimenti al merito e le targhe, e tanti poliziotti molto gentili e moltissimo palestrati, mentre fuori passava il corteo di Harley Davidson che andavano a rendere omaggio sui luoghi del 9/11... immaginate il quadretto di noi tre, con passeggino e guida alla mano, a sporgere denuncia dalla grata all'alienata -come sempre- clerk in uniforme di turno???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2814.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN2814.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Piu’ o meno risolta la questione dei soldi (siamo ancora sotto indagine della Visa, che pero' dovrebbe rifonderci di tutto il maltolto) abbiamo ripreso la nostra vita. Dieci giorni fa ero tutta gasata da quello che mi aspettava in America per questo Fall Semester, con qualche novita' lavorativa poi invero sfumata, subito dopo mi sono lasciata abbattere dalle questioni bancarie e dalla stanchezza del quotidiano smazzamento di compiti, ora mi sento di nuovo un po’ piu’ positiva e ce l'ho solo con i guidatori americani di macchine enormi che non sanno parcheggiare... quindi tutto normale, non vi pare? questo e’ il segno che sono di nuovo in possesso della mia vita, confusa come sempre... &lt;br /&gt;Luce da oggi e’ una Bumble (busy) bee e non piu’ una Sea Turtle, il che vuol dire passare alla classe dei tre anni con una settimana d’anticipo sul calendario. Lei, nonostante si sia rifiutata di dire una sola parola inglese per tutto il soggiorno italiano, con estremo imbarazzo dei suoi genitori che l’avevano appositamente ammaestrata,  non si e’ fatta toccare molto dai mille giri che le abbiamo fatto fare. Si e’ adattata pressoche’ a tutto, cambiando letti come una consumata teatrante in tour, anche se forse avrebbe sicuramente gioito di piu’ a stare sulla spiaggia a fare castelli di sabbia con Giovanni ed Edo, o a saltare in piscina con Miki, piuttosto che stiracchiare 50 persone diverse e 10 localita’ turistiche in un mese scarso di vacanza... ma visto che, a differenza dei fortunati colleghi italiani, i bambini americani fanno si e’ uno una settimana coi genitori in tutta l’estate ed il resto al summer camp sotto aria condizionata, lei ha almeno visto tanti posti ed ha mangiato bene...  e poi le sto preparando una fantastica festa alla scuoletta sull'orma della migliore tradizione trash americana (cappellini, torta decoratissima, goody bags)... vi faro' avere il resoconto della giornata nel prossimo blog. &lt;br /&gt;A me invece rimane l’amaro, oltre a quello di aver fatto solo due bagni in croce, di non aver rivisto la mia Trieste, per la quale nutro ancora piu’ grandi aspettative la prossima volta che intravedero’ da Sistiana e che pero’ ho ritrovato tale e quale a come me la ricordero' sempre sull’ottimo libro di Mauro Covacich, che consiglio a tutti, patocchi e non... &lt;br /&gt;e ovviamente di non aver visto persone che ci sono sfuggite per varie ragioni... so see you then, you will be the first next time... we love you all my friends -come direbbe ammiccante e un po' brillo il nostro vicino di casa Marty.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piacere intanto di avervi comunque ritrovato qua.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/SD%20520.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/SD%20520.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;ps. prometto che ritornero' anche a parlare di America (argomento forse un po' piu' interessante delle nostre cazzate)... lasciatemi scrutare ed origliare ancora un po', che ultimamente sono una noiosona e in vacanza avevo perso l'abitudine!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-115690795343587812?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/115690795343587812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=115690795343587812&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/115690795343587812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/115690795343587812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2006/08/30-agosto-touching-base.html' title='Touching base'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-114903073807915115</id><published>2006-05-30T18:39:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:43:51.654-04:00</updated><title type='text'>Ladri in Amazzonia</title><content type='html'>Causa discesa a Baltimora di nebbia amazzonica con l'arrivo delle prime torride temperature (oggi 96 gradi F, circa 35 C, con umidita' al 200 %), per mancanza di tempo conseguente i nuovi ritmi lavorativi ma soprattutto per indisponibilita' del mezzo necessario a compiere questa missione -e cioe' aggiornare un blog- dovuta a furto subito a casa Marchionni, sono costretta a fare solo un breve elenco delle attivita' che ci hanno segnati in queste ultime tre settimane:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2601.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN2601.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;-- evento piu' recente e piu' torbido da commentare, come vi ho anticipato, e' la sparizione del mio computer dalla mia postazione-studio al primo piano della nostra casa vittoriana. Che fossimo in un quartiere con molta gente "di passaggio" lo sapevamo, certo non mi aspettavo che "passassero" cosi' in fretta a farci visita in casa dei brutti ceffi, che, evidentemente non invitati, la sera di dieci giorni fa hanno avuto l'ardire e l'ardore di arrampicarsi sul balcone del primo piano dal nostro giardinetto, entrare nello studio, scollegare con calma tutti i cavi e saltare giu' con mio IBook sottobraccio... il tutto alle nove e mezza con noi in casa a guardare la televisione e Luce a dormire (speriamo noi, magari invece si e' pure lanciata sguardi incuriositi con l'intruso) nella camera di fianco... quando ce ne siamo accorti era gia' tutto compiuto e ora abbiamo solo il rimpianto di non aver tenuto l'allarme alle porta come facevamo appena entrati qua, la luce accesa in giardino e, soprattutto, le porte chiuse a chiave... ma come sapete la voglia di sentirsi bene a casa puo' a volte prevalere sulle compulsioni a precauzionarsi dai malintenzionati, cui perlatro eravamo anche abituati in Italia... comunque, nonostante qua la polizia faccia di tutto per combattere il crimine, agendo per lo piu' con gli elicotteri, ed il faro di luce sfiori la nostra alley praticamente una sera si' ed una no, mi piace pensare che ci siamo fatti gabbare dai nostri vicini di casa, che hanno il balcone praticamente comunicante al nostro e che in finire di anno accademico (che e' un vero e proprio evento da queste parti) volevano fare piu' una goliardata che altro... ad ogni modo, chi sa quanto sono morbosamente attaccata a questo genere di cose materiali (che pero' rappresentano una bella fetta di mia vita personale, attraverso le foto, le email, i racconti che custodivo solo, ovviamente, su formato elettronico) puo' immaginare il mio stato di prostrazione, unito alla rabbia di non aver fatto un back up di recente seppure mi fosse gia' successa una cosa simile...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2593.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN2593.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;-- mi convinco sempre di piu' che gli americani, gia' abbastanza mollaccioni di indole e a differenza degli inglesi, non hanno assolutamente il senso dell'umorismo. Tranne qualche pubblicita' carina e qualche gag passabile del Saturday Night Live, non sanno prendersi in giro e fanno sempre le stesse battute imbarazzanti, specialmente nelle occasioni seriose, tutti con lo stesso tono, lo stesso gergo e le stesse smorfie. E' una cosa che non sopporto. Forse per questo una bambina che ha imparato a dire tutto d'un fiato "labominevoleuomodellenevi" passa per la nuova Zelig in erba e stupisce per quanto e' sveglia. Scampata indenne alla brutta avventura, continua a deliziarci con gesti da grande e sfodera traduzioni italiano-inglese-italiano meglio del Ragazzini. Continuo pero' a non capire da dove abbia preso la ruffianaggine e l'atteggiamento da piccolo istrione... e ho il sospetto che, a differenza di noi due, diventera' una ras della gang, una capetta alla "giovani canaglie"... &lt;br /&gt;-- la mia attivita' pseudo-diplomatica in ufficio prosegue con qualche piccolo intoppo sulle complicate pratiche da imparare ma tante soddisfazioni in relazione ai mille casi umani che si possono presentare -e risolvere- ad un consolato (connazionali dai nomi impronunciabili -oggi per esempio uno che faceva Procolo di nome- e le origini incerte che rientrano in Italia per farsi preti e hanno perso la cittadinanza, buffi americani che richiedono visti per anni sabbatici in toscana con 4 figli al seguito, vecchiette che si presentano con le ceneri del marito per riscattare la pensione etc...) e devo dire che una delle cose che mi piace di piu' e' andare a lavorare a downtown insieme a tutti i white-collars, avere il mio bel parcheggio pagato in centro al 7 piano di un palazzo che ai piedi ha concentrati tutti i locali porno di Baltimore, cambiarmi le scarpe in macchina, chiacchierare con la mia collega mentre trito la carta nell'apposito paper shredder...&lt;br /&gt;-- la nostra social life ha ripreso dopo una pausa con 1) un BBQ ieri nel nostro giardino per il Memorial day, giorno in cui gli americani ricordano sommessi tutti i militari morti nelle guerre e gli italiani invece sceglievano di esorcizzare l'arrivo del torrido clima con salsicce volanti, bagni nelle bacinelle per i piu' piccoli e Bruce Springsteen a palla, udibile anche a 10 blocchi di distanza. 2) una cena con i vicini (non i ladri, gli altri: i cinquantenni ex-sessantottini) cosi' innamorati del vino italiano che tutte le settimane tirano fuori dalla loro cantina chicche tipo un Barbaresco del '78 da far assaggiare a Luigi, 3) una festa di compleanno di un bambino indiano con invitati tutti in sari meravigliosi 4) un pranzo nell'iper dinamica zona di Bethesda ed una gita in Virginia al parco nazionale delle Great Falls con il piu' grande tifoso rumeno granata del Maryland 5) svariate cene a base dei soliti hambugher, quesadillas al pollo e formaggio e macaroni and cheese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSC01859.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSC01859.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Ho esaurito il tempo a disposizione che Luigi mi ha concesso stasera, e mi sono bruciata anche quello che dovevo utilizzare su Amazon alla ricerca di un nuovo computer e sulla differita di Un Posto al sole. &lt;br /&gt;Spero di farcela a scrivere prima dei Mondiali (per i quali abbiamo gia' organizzato un ponte Baltimore-Washington e incontri segreti nel nostro basement, visto che l'Italia e' in girone con gli USA), mentre abbiamo scoperto con orrore che la sera della finale saremo in aereo sull'oceano. Fra tutti quelli a cui non scrivo da secoli (Elisa, Silvia, Elena, Laura per esempio) approfitto per fare gli auguri in ritardo (da parte di Luce) a Ilaria che ha fatto tre anni, a Carlotta che si sposa a settembre e a Guido in anticipo che fra qualche giorno ne fa 35. Perdonatemi ma faccio assai fatica a comunicare questi giorni (ed in ufficio il console mi sta col fiato sul collo), anche se vi penso sempre, davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elisabetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-114903073807915115?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/114903073807915115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=114903073807915115&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/114903073807915115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/114903073807915115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2006/05/30-maggio-ladri-in-amazzonia.html' title='Ladri in Amazzonia'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-114684692864419383</id><published>2006-05-05T12:35:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:44:26.528-04:00</updated><title type='text'>Un posto nel mondo</title><content type='html'>E’ finita la pacchia.&lt;br /&gt;Addio ai ritmi trascinati, ai collages con le vecchie foto, alla comoda trasandatezza della casalinga, alla pratica di intrecciare i cestini di vimini (questo in realtà non lo faccio, ma mi piaceva la citazione da un film che adoro)… Ho trovato lavoro. Ed è una proposta, che, come si dice, non posso rifiutare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/logo_it.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/logo_it.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi hanno offerto di collaborare con il Consolato Italiano (Onorario) di Baltimore, principalmente come Secretary-General di una Fondazione – The Italian Cultural Center - che si occupa di promozione dell’Italianità a vari livelli. Inoltre aiuterò a compiere la normale amministrazione consolare, che vuol dire, oltre a farsi tutti gli affari degli italiani residenti in Maryland (quelli più succosi: separazioni, morti, nascite, cambi di sesso), e a svolgere una serie di pratiche pallosissime, anche di godere di quello status da “diplomatici” che partecipano alle cene di beneficenza, fanno rappresentanza, in una parola: se la tirano. Non immaginatevi un palazzo storico, il salone delle feste, la macchina blu con le bandierine… la sede, che seppure nel distretto economico, è grande metà di casa nostra, è priva di qualsiasi atmosfera favolesca, e ospita tre persone in tutto, fra cui il Console stesso, che non assomiglia per niente al Richard Gere del famoso film... Ad ogni modo, da lunedì lavorerò 5 ore al giorno e avrò il massimo della flessibilità che solo un datore di lavoro italiano può offrirmi nell’America dei workaholic, e –cosa più importante-  tutto quello che guadagnerò sarà completamente esente tasse, come una vera apolide. Un bel cambiamento. Ammetto che la soluzione per ora non è male e visto che nei miei sogni di ragazzina c’erano tra gli altri (attrice, cantante, doppiatrice, archeologa) anche quelli di diventare o un’ambasciatrice o il Segretario Generale delle Nazioni Unite (Kofi Annan, per intenderci), mi sembra che questa, almeno sulla carta, è sicuramente la cosa più vicina che potesse capitarmi di fare… &lt;br /&gt;Per togliermi poi lo sfizio di lavorare con gli americani veri, sono anche riuscita, per altre vie e grazie all’aiuto di un amico italiano, ad entrare (come volontaria) in un Comitato per il gemellaggio Baltimore-Genova voluto dal nostro sindaco O' Malley (che tra l’altro è un figo pazzesco e suo figlio Jack è compagno di asilo di Luce) e ho cominciato le prime lezioni private di italiano con un pediatra nigeriano molto gentleman che ha bisogno di me perché sta cercando di far innamorare di sé una donna italiana… Unico neo è che dovrò forse abbandonare la palestra dove Marcus (il trainer rasta del YMCA) mi saluta in italiano tutte le mattine con un “Ciao, bel corpo”: voleva la traduzione della stessa medesima frase in inglese, giuro, e anche se vi sembra improbabile io mi godo questo complimento come il primo di questo genere –e ultimo- della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2471.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN2471.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Nel frattempo siamo stati alla very american Hopkins Spring Fair, nel campus qua vicino, che oltre ad offrire ogni genere di schifezza da mangiare, baracchini promuoventi qualsiasi tipo di attività studentesca, atleti della squadra universitaria di Lacrosse appollaiati sopra enormi vasche d’acqua, pronti a cadere rovinosamente se centrati nel bersaglio, e giostre per bimbi, aveva anche, nascosto, un recinto per gli alcolizzati, separato dagli altri pratini sopra cui delicati studenti prendevano il sole, dove chi osava voler sorseggiare una birretta fresca veniva tatuato con un braccialetto (che ho dovuto mettere anch’io seppur astemia, solo per entrare –con carta d’identità alla mano, of course- ad accompagnare Luigi)… e guai ad uscire col bicchiere in mano, potreste essere multati. Non so come, ma l’immagine ci ha subito catapultati alle sagre alcoliche di San Damiano, Basovizza o alle enoteche italiane, francesi, spagnole che trasformano interi quartieri in giganteschi dehors … Qui infatti si può bere solo a casa propria, nei bar e mai per strada: è per quello che quando compri una bottiglia di vino te la incartano, per non turbare gli animi dei proibizionisti – che evidentemente sono la maggioranza… e sono gli stessi che censurano i culetti rosa di bambini in tv (anche quelli di sei mesi) e che però fanno vedere i pestaggi dei “cops” contro gli immigrati alle sette di sera… ma di questo ho già parlato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2503.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN2503.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mentre le nostre attività si stanno svolgendo di nuovo per lo più all’aperto - i prati verdissimi appena tagliati ovunque sono davvero invitanti - gli americani si stanno piano piano ritirando nelle loro case enormi dal clima controllato, confermando la tesi che la vita indoor, nei mall, nei parcheggi multipiano, nelle family room dalle finestre inchiodate, è molto meglio che quella outdoor, nonostante, ripeto, trattino con una cura quasi esasperata i loro giardinetti… &lt;br /&gt;Ieri puntata spettacolare di ER in Darfur. La situazione umanitaria è ormai inaccettabile lì, e per fortuna qua se ne stanno accorgendo. Ho voglia di esotico. Vorrei andare a trovare la mia amica Silvia in Africa e poter fare qualcosa per qualcuno anzichè lamentarmi di come vivono gli americani. &lt;br /&gt;Fra qualche w-e andremo al mare in Delaware per assaggiare la brezza oceanica e le lunghe spiagge, in attesa dei veri tuffi nel mediterraneo. A proposito, e’ da un po’ che m’immagino il ritorno a Barcola come "Il ragazzo della Via Gluck"… chissà perche’ penso che dopo un anno non riconoscerò più niente, come se la geografia di Trieste offrisse chissà che evoluzioni urbanistiche…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2489.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN2489.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;L’altra settimana ho fatto una piccola conferenza sull’Unione Europea al Centro studi della mia amica sarda, che mi ha abbastanza gasato ma mi ha anche riportato indietro nel tempo, quando l’Europa era il mio pane, avevo il bidone della spazzatura sotto casa (e non dovevo seguire una rigida agenda per il riciclaggio dei rifiuti, che se non imbrocchiamo, è una vera tragedia) e non mi scervellavo al supermercato per trovare una cera per i pavimenti (che qui inspiegabilmente non esiste, pure essendo l’80% delle case in legno).&lt;br /&gt;Luigi ed io abbiamo deciso di parlare inglese tra di noi, perché ci sentiamo un po’ su un binario morto, mentre Luce ha preso un accento strano anche parlando italiano, che ormai assomiglia sempre di più al catanzarese, visto che aspira tutte le parole per imitare il suono dell’inglese. E’ una gioia indescrivibile vederla fare queste scoperte (l’altro giorno l’ho sentita parlare in inglese al gatto, oggi ha dimostrato di sapere leggere tutte le lettere dell'alfabeto tranne la i) e accorgersi che sta anche diventando (finalmente, aggiungo io) molto più mammona: tipica fase pre-edipica credo, perchè dopo questo fatuo innamoramento per me poi vorrà uccidermi per eliminare una concorrente e riconquistare suo padre. Intanto questo suo rendersi conto dei ruoli maschi-femmine e il desiderio per esempio di mascherarsi da regina e principessa a me fa molta tenerezza. A scuola le hanno fatto una tesserina con tanto di foto segnaletica e minuscole impronte digitali da diffondere sul cartone del latte nel caso di "missing children". Da quel giorno non la perdo d'occhio neanche quando devo andare in bagno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta ho lasciato il mio flusso di pensieri un po’ più sciolto, come un vero blog. Sarà che dalla prossima settimana non potrò più scrivere, che mi viene da raccontarvi tutte le cose che ho paura di dimenticarmi. Sarà invece che con questo nuovo lavoro, che pur mi ha permesso di conquistare un posticino nel mondo e di poter contribuire al bilancio familiare, mi sento anche meno libera, meno creativa... e maledettamente, definitivamente e prepotentemente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;incastrata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-114684692864419383?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/114684692864419383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=114684692864419383&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/114684692864419383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/114684692864419383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2006/05/5-maggio-un-posto-nel-mondo.html' title='Un posto nel mondo'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-114537739561643400</id><published>2006-04-18T12:11:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:44:54.552-04:00</updated><title type='text'>Prayer bag e Easter bunnies</title><content type='html'>Una goduria infinita il primo barbecue in giardino e una piscina calda tutta per noi a 5 blocchi da casa. E che senso di libertà spingersi il giorno di Pasqua nelle campagne del Maryland sapendo che stai facendo un millesimo del viaggio che si potrebbe fare in auto se guidassimo sempre verso ovest…  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSC00027_Mod_Small.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSC00027_Mod_Small.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’America è immensa e infinite sono le tipologie di persone, cose e posti che ci puoi trovare. Continuo a meravigliarmi di quante opzioni abbiamo davanti quando dobbiamo scegliere cosa fare e chi andare a spiare e quando pensi di aver scoperto quasi tutto, ti accorgi che sei solo all’inizio di questa discesa nei loro gironi infernali, larghi come le autostrade che passano di qua… E’ da un po’ di tempo che mi sto concentrando sui contrasti razziali per esempio, e sui luoghi dove passa il confine. Dovrebbe essere quello città-periferia ma anche blocco “safe” e blocco “non-safe”, che é veramente difficile da spiegare a chi, come voi, vive in città costruite sulla certezza che gli italiani (a dispetto di quello che pensa Bossi) sono in fondo tutti uguali. Abitare a Charles Village, in mezzo alla città, è in questo senso molto illuminante. La nostra casa fa parte di un quartiere “bianco” largo circa 10 blocchi e molto tipico quanto ad architettura, che è circondato da uno (anzi, molti, visto che qua ogni quattro isolati si cambia nome) nero, molto più grande e diverso in tutto. In effetti gran parte delle zone che compongono Baltimore city sono popolate da famiglie nere e qualche individuo spesso molto, ma molto minaccioso. Noi facciamo di questo dato di fatto virtù e come sapete abbiamo iscritto Luce in un asilo del quartiere nero, frequentiamo (come molti altri, per fortuna) una palestra molto fiera della sua ebonicità, di cui sabato abbiamo sperimentato anche la piscina, perfetta per le nostre esigenze, calda al punto giusto, priva di regole ferree tipo quella dell’obbligo della cuffia e di cloro puzzolente, animata dalle allegre urla di un gruppetto di bambini che giocavano a palla e fornita, nei lindi spogliatoii anche di un asciuga-costume a centrifuga che  Luigi ha subito provato. Ci pare un sogno il fatto che la salata retta dell’asilo ci abbia dato accesso, come family membership, ad un sacco di servizi gratuiti. &lt;br /&gt;Come vedete quindi, ostentiamo la nostra voglia di integrazione. Tuttavia continuo a tremare quando passo per sbaglio in alcune zone, anche se chiusa in macchina a chiave all’una di pomeriggio, e se vedo salire sul nostro portico un barbone come ce ne sono mille nelle citta’ americane… faccio ancora fatica ad addormentarmi. Cosa c’è di sbagliato in me? Allo stesso tempo, se voglio uscire di casa a fare due passi, posso andare a 50 metri da casa nostra, dove in un pratino fra le casette vittoriane attrezzato con qualche gioco dono della comunità, si ritrovano tutte mamme bionde con figli biondissimi, che seppure un po’ “intellettuali” rimangano abbastanza basite quando elenco le nostre attività nel ghetto e mi indicano, con una certa insistenza, prestigiosissime scuole luterane (fuori Baltimore) per le elementari di Luce.  Io questa contraddizione non l’ho ancora capita. Abbiamo l’arroganza di pensare che per noi questa separazione non è normale, e crediamo che, fortunatamente, Luce crescerà con un’idea molto imprecisa sul suo colore della pelle - anche se l’altro giorno, per la prima volta, mi ha parlato del suo compagno Emmanuel come di quello “marrone”, e quando le ho chiesto lei di che colore é, mi ha risposto con assoluta non-chalance, “pink”. &lt;br /&gt;In compenso, avere una pezza di giardino fiorito nel bel mezzo di una zona urbana, è davvero un lusso che ci mancava a Trieste. Sabato abbiamo fatto il primo barbecue americano, e dopo aver sudato al sole estivo affumicati dagli odori delle mille varietà di carne e pesce comprate da Luigi (chi lo conosce sa quanto è maniaco della carbonella) ci siamo rilassati sull’amaca famigliare all’ombra del grande albero che troneggia nella metà esatta del nostro piccolo recinto erboso. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2391.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN2391.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;La nostra amica Alessia dipingeva, Luce –in costume e infradito coi cuori- strappava con la rabbia che solo i bambini possono avere, teneri tulipani rossi appena sbocciati. &lt;br /&gt;Questa è vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre domenica, pranzo di pasqua con gli amici nella campagna del Maryland a mezz’ora dalla città. E mi sono resa conto che l’America è li’, perché il quadretto tornava molto più familiare tutti quelli che ho visto fino ad ora. La “friendly farm” dove abbiamo assaporato un vero menù americano (kili di carne, ma scordatevi gli hamburger) ha come politica quella di non servire nessun tipo di alcolico a tavola, perchè sono un “family restaurant”. Quando gli diciamo che da noi persino le mense del reparto di chirurgia dell’ospedale hanno il fiaschetto di vino sempre sul tavolo, non oso pensare cosa s'immaginino. E le iper-bacchettone famiglie che lo popolavano erano proprio come mi immaginavo fosse progredita l’America dalla "Casa nella Prateria" in poi: teste dalla tonalità rossiccio-biondo-albino, almeno 5 figli ciascuna, quattro nonni al seguito (di cui diversi con deambulatore), vestiti demodé tirati fuori dal baule in soffitta per la festa, cappellini lilla, calze color carne e, cosa più importante, un’evidente fede religiosa sulla faccia… seppure riguardosi, ma molto divertiti ed un po’ imbarazzati per il nostro abbigliamento sbarazzino (decisamente da pasquetta) siamo andati anche a sbirciare nel “friendly store”, dove tra le altre cose abbiamo trovato con orrore una “Baby prayer bag”, pronta per i figli che sentissero l’urgente impellenza di pregare nel bel mezzo della statale… cosa c’hanno in comune questi con le receptionist soprappeso di un YMCA di città, o con il simpatico ragazzo ammiratore sfegatato dei creatori di Google, nativo-americano discendete degli Apache che abbiamo conosciuto venerdi’ ad una festa? O con Donald Trump? Nulla, ovviamente. Eppure tutti sono americani, e molto più rilevante, si sentono americani. Non ho mai studiato sociologia, ma vivere qui ti arricchisce più di mille manuali, anche se non basta una bandiera in comune a fare tutti uguali di fronte alla legge ed a pregiudizi. E chi ha visto al cinema l’ottimo Crash, forse capirà a cosa mi riferisco. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/IMG_1818.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/IMG_1818.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Finita la pausa semi-seria, segue breve descrizione degli highlights della nostra vita a Baltimore. &lt;br /&gt;Luce cresce più rigogliosa che mai, ha ormai optato per una dieta a base di carne e fagioli (che mangia come caramelle – mentre queste ultime non le piacciono per niente, per fortuna) e ha mancato, per colpa della sua mamma stordita, la tradizione pasquale degli Easter bunnies che nascondono ovetti di cioccolato in casa. Per quel che mi riguarda, se v’interessa per carità, mi sento rinvigorita dalla mio ritrovato smagliante tono muscolare (che, chissà perché, non riesco a ricordare quando avevo perso...) grazie alle sessioni quotidiane di palestra, dove oltre al conteggio delle calorie che brucio per esercizio mi danno anche dei punti (sono a 1600, il primo traguardo – con annessa affissione del nome sulla bacheca comune – è a 100.000!), ed ho ricevuto la prima richiesta di lezioni private di italiano da una coppia di ricercatori interessati a mettere su un “survival kit” di frasette per un viaggio in Italia in autunno. Oltre a ciò, Luigi ed io forse parteciperemo ad uno studio della Hopkins retribuito e cosi’ a forza di prelievi e survey da compilare raggranelleremo qualche spicciolo in più come i barboni… a proposito, con una cifra da capogiro ci siamo assicurati il viaggio in Italia quest’estate… un mese io e Luce (dal 9/7 al 7/8), quindici giorni solamente per il Mulo da soma, in cui cercheremo ovviamente di farci almeno quei soliti 1500 kilometri fra Torino-Gressoney-Trieste-Liguria-Toscana… e con mia enorme gioia farò per la prima volta l’esperienza di trasvolare l’oceano sola con Luce e visto che questa volta non potrò drogarmi col Lexotan, forse sarà l’occasione per farsi furba, come dice Luigi che già ghigna al pensiero...&lt;br /&gt;Si segnalano infine nuovi programmi televisivi come "God or the girl" che segue con incredibile morbosità (e più di una tentazione sotto forma di pettoruta volontaria) i tormenti interiori di giovani seminaristi alla soglia dei voti, "Skeleton stories" che indaga, partendo dal ritrovamento di ossa nel giardino di casa, sulla vita e morte (violenta, quasi sempre) dei loro proprietari, e "Honey we're killing the kids", che fa vedere a genitori, evidentemente poco attenti alla dieta, come saranno i loro figli se continueranno a crescerli a base di play station e patatine. Per finire, ieri sera guardavo un documentario su di una popolazione della Nuova Guinea, la cui pagina nera di avvertenza prima dell'inizio metteva in guardia gli spettatori sulla possibile sgradevolezza e scabrosità di certe immagini. Fortunatamente i poveri primitivi ignudi si erano provvisti- forse conoscendo la pudicizia degli americani- di compostissimi gonnellini di fiori di banano....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi bacio tutti, a presto carissimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/IMG_1802.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/IMG_1802.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-114537739561643400?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/114537739561643400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=114537739561643400&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/114537739561643400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/114537739561643400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2006/04/18-aprile-prayer-bag-e-easter-bunnies.html' title='Prayer bag e Easter bunnies'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-114429773170669918</id><published>2006-04-05T23:56:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:45:23.391-04:00</updated><title type='text'>Le gemelle riunite</title><content type='html'>Con l’apparizione di Bianca e mio padre in America ed il primo vero “viaggetto” a New York inizia la nostra primavera, aiutata anche dal tripudio di alberi in fiore per le vie di Baltimore e dall’ennesimo “guizzo” di iniziativa che mi e’ preso mentre guidavo indietro dall’aeroporto, lunedì, con la tristezza nel cuore e la voglia di non lasciarsi sopraffare dall’America in casa e l’Italia così lontana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2330.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN2330.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Bianca e mio padre: un pezzo (in effetti i due terzi) della mia famiglia trasvolata qua per girare per casa, seguire Luce con le sue faccette da tenera bisbetica, in una frase, per accompagnarci lungo un piccolo segmento nella nostra nuova vita. Era ormai diventata una necessità, un bisogno impellente, questa conferma che siamo sulla strada giusta, ed il calore che ci hanno portato dalla e dell’Italia (con il parmigiano ed il Venerdì di Repubblica), costituisce una bella dose di carburante per il futuro. Oltre a gongolarci della rispettiva vicinanza, abbiamo girato in lungo e in largo tutto quello che questa ridente cittadina sulla Chesapeake bay può offrire, scoprendo tra l'altro, da "turista", un sacco di bei posti dove non ero mai stata (un giardino rigogliosamente fiorito qua vicino dove si può svaccare coi bambini, un cafe' gestito da una parigina lungo il molo in centro dove posso ordinare pain au chocolat in francese), e spingendoci in gita fino a DC, dove abbiamo fatto il solito tour tra le statue dei padri fondatori della nazione, la mitica Georgetown ed i verdi quadri di una mostra su Cezanne. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2823.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN2823.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Com’era prevedibile, quella belva assatanata di mia sorella mi ha costretto a forsennate corse in quasi tutti i mall della contea, con la scusa dei regali per Lucina e la curiosità su cosa si mettono di trendy gli americani (cioe’ nulla, confermando che quanto a trends forse ne sanno piu’ a Moncalieri) e mio padre ha riassaporato dopo qualche anno il gusto degli “ambürgher” come li chiama lui, e mentre con gli untissimi brunch si alzava vertiginosamente la sua soglia del colesterolo, lui andava a correre con gps al braccio e il cappellino da baseball nel campus qua vicino, guadagnandosi la stima, per i suoi 68 anni -ammetto- portati da ragazzino, anche dei più consumati joggers. &lt;br /&gt;E poi New York: si dice che si vede Roma e poi si muore, ma io sono convinta che anche a New York si debba stare una volta nella vita, perché è talmente unica che finché non sei lì dentro, pigiato fra la gente ed i grattacieli, non si capisce quanto è bella. L’ultima volta che ci sono stata avevo 17 anni e l’unica cosa che mi ricordo era seguire come un segugio la mappa per trovare un negozio che vendesse le Sebago. A New York non devi guardare per terra, devi camminare facendo finta di avere gli occhi al posto dei capelli. Perché a parte lo shopping ed i locali ultra chic, le luci di Times square (che pure ti abbagliano come un bambino), le montagne di cemento e vetro ed i torrenti di facce di tutte le razze, religioni e ceti che ti circondano,&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2968.1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN2968.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; New York ti offre anche tutto il resto, una sfilza di musei che comprendono gran parte dell’arte mondiale, mille angoli, palazzi bellissimi, università e monumenti che ti ricordano libri, film, politica ed economia, la zona di Soho che con la sua architettura post-industriale e la vivace vita modaiola dei locali e delle gallerie ti insegna che connubi così funzionano davvero, un parco meraviglioso, quello "Centrale", che non puoi credere sia lì in mezzo, con laghi e prati che sembrano Valle stretta se li guardi orizzontalmente ma appena alzi lo sguardo e vedi tutti quei grattacieli intorno ti chiedi chi è il genio che lo ha progettato e che ti può anche riservare mentre passeggi in mezzo alla gente spaparanzata sull’erba a leggere e studiare in un caldo pomeriggio di fine marzo, incontri ravvicinatissimi con Moby e il vero Dr. Green di ER con look ultra-sportivo e famiglia al seguito…basta, ho eletto mio luogo ideale per vivere (e sono sicura, peraltro, che Luce sia entusiasta dell’idea) una capanna degli attrezzi di fianco allo zoo, con entrata praticamente da Fifth avenue, vista sui boschi di Central Park ed i curiosi individui che li frequentano e ho già detto a Luigi che farò di tutto per realizzare questo progetto, magari da vecchietta… scusate se mi sono fatta trascinare dall’ebbrezza… non a caso New York e’ la meno americana delle città americane e molti americani intolleranti giurano che per questo non intendono metterci piede, anche se abitano in New Jersey. Dimenticavo, New York produce anche un giornale –The New Yorker- che è veramente figo.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN3041.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN3041.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;La nostra dolce blond monkey ci ha seguito ovunque e sta diventando sempre di piu’ pretenziosa quanto a intrattenimento… forse dovremo calare un po’ di livello, sennò la prossima volta al posto di andare ai giardini di fianco a casa mi chiederà di portarla  alla ruota panoramica che c’e’ dentro il mega-store di Toy ‘r' us di Manhattan… Con una sontuosa cena a base di Rib-eye e filet mignon con mio cognato Giovanni (anche lui, diciamo, in città per lavoro), un servizio fotografico con sfondo la Statua della Libertà degno dell’agenzia Magnum che a NY risiede ed una divertente sosta in un ristorante country lungo la I-95 sulla strada del ritorno, si è conclusa questa parentesi familiare, trascorsa per la gran parte nella casa della trentatreesima, che mi rimarrà sempre nel cuore come il “family trip” più goduto, sugoso ed intenso degli ultimi anni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tornare al tran-tran di tutti i giorni, ricevo sempre più gratificazioni dalla mia classe di italiano, pur assottigliata (ma sono rimasti i piu’ convinti: le madame della Baltimora bene, i vecchietti appassionati d’opera e gli studenti alternativi), tanto da voler mettere su dei piccoli corsi in gruppo che ho promosso con frasi sul volantino tipo “learning Italian as a brand new intellectual experience”, puntando su chi magari quest’estate ha in progetto una vancanza dalle vostre parti… Luce ha sperimentato, con la prima influenza americana, le medicine preparate dal farmacista con il suo nome sulla boccetta ed un’attirante gusto al lampone, che si può scegliere fra i venti proposti –credo anche il pollo ed il cioccolato- e non si è per nulla scomposta alle maratone che le abbiamo fatto fare lungo la East coast. Abbiamo in programma, vista ormai la sua indole da piccola esploratrice, di portarla prima o poi a fare il tipico –e per una volta, non urbano- viaggio in campeggio della famiglia americana, con marshmellows sciolti sul fuoco e avvistamento di orsi fuori dalla tenda…&lt;br /&gt;Come molte mamme moderne oggi ho poi cominciato la mia prima session di fitness nella mega-palestra del YMCA, dove ho deciso di recarmi -udite, udite- tutte le mattine! Lo so che i più non mi crederanno. Ed effettivamente aggirandomi spersa tra le diaboliche macchine trita-muscoli il mio ciuffo giallino di capelli e la mia pelle bianco-lattea risaltavano non solo come macchia di colore ma come perfetto travestimento alla Bridget Jones, emerso soprattutto quando mi sono messa in azione sul "pro-treadmill" con la goffaggine che, sapete, mi contraddistingue. Ho chiarito al personal trainer (che mi e’ stato subito affidato insieme ad un complicatissimo programma computerizzato che controllerà i miei progressi) che sono “really out of shape”, vedremo cosa sarà capace di fare di me nei prossimi mesi…&lt;br /&gt;Fra quattro giorni voi voterete per cambiare Governo, mentre noi siamo stati privati del sacrosanto diritto formalizzato nel ‘92 con il voto degli italiani all’estero per corrispondenza, per la svogliatezza di una travet del Comune di Gressoney che non ha mandato avanti la pratica. Con la rabbia nel cuore, è comunque interessante seguire il dibattito politico da quaggiù, dove come prima cosa i giornali americani fanno risaltare la “vecchiaia” dei due pretendenti alla poltrona da premier (chiunque vinca, sarà il più anziano d’Europa) collegandola all’abitudine ormai consolidata degli italiani di fare tutto “tardi” rispetto agli altri paesi. E’ retorico dire che vivere all’estero ti fa vedere con più oggettività come siamo fatti e per una volta, di fronte agli americani che spesso ho snobbato, ho dovuto convenire dentro me stessa che l’Italia è un gran bel paese, sì, ma pieno di contraddizioni e, concedetemi la battuta... (spero) di coglioni!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN3054.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN3054.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ps. scusate l'abbondanza di foto...ma questa volta erano così belle...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-114429773170669918?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/114429773170669918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=114429773170669918&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/114429773170669918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/114429773170669918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2006/04/6-aprile-le-gemelle-riunite.html' title='Le gemelle riunite'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-114244429552047392</id><published>2006-03-15T12:16:00.000-05:00</published><updated>2007-10-08T17:45:55.799-04:00</updated><title type='text'>Basic Bocce</title><content type='html'>Notizie dalla tretatreesima: ho guadagnato i miei primi 78 dollari! &lt;br /&gt;Da giovedì scorso tengo ufficialmente un corso di “Exploratory Italian for adults” e sono già stata anche chiamata per la sostituzione di un’altra insegnate per il corso di “Italian for children”, che devo, dire, mi ha divertito molto di piu’. &lt;br /&gt;Per capire il contesto, eccovi gli elementi. Prima di tutto, il posto: Chiesa parrocchiale Saint Leo di Little Italy, Centro di insegnamento degli adulti “Rev. Oreste Pandola” (da qua l’affettuoso nome “Pandola’s school”, che non so come mai ma mi ricorda piu’ “Amici miei” che una scuola di lingue). Essendo la zona una delle più tristi e spoglie della città, non mi aspettavo certo le strutture della Cattolica. Ma dove faccio lezione io il giovedi’ sera sembra proprio di essere stati catapultati indietro di 50 anni, perche’ tutto, l’arredo, l’odore, i torvi personaggi che si aggirano per la grande sala-oratorio sotto la chiesa, corrispondono assolutamente a quelli del mio immaginario sugli emigrati italiani degli anni 50, a cominciare dalle foto in bianco e nero del Vesuvio, quelle delle navi con i dimessi connazionali in arrivo ad Ellis Island, i ritratti di loschi benefattori in posa da “Il padrino”…  per finire con le tovaglie a quadretti rossi sui tavoli e le statuette dei santi sui davanzali. Per farvi capire il generale squallore e la malinconia del luogo, vi dico solo che gli altri corsi proposti dal centro, testuali parole dal depliant, sono “Basic Bocce”, “How to make a real Lemoncello” e “Introduction to sausage making”!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/BOC1130022.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/BOC1130022.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La direttrice: Rosalie-Rosalia, una suora laica -italiana come io ho discendenze russe-, e’ molto precisa e orgogliosa del suo lavoro. In effetti offre l’unico modo per i nipoti degli immigrati, di rituffarsi un pochino nella lingua dei loro antenati e nella cultura del loro sangue. Continua a chiamarmi e a presentarmi a tutti come “Dottore Girardi”, sperando che l’uso del titolo mi faccia sentire piu’ nel ruolo e mi rassicura dicendo che quasi mai chi fa il corso base continua in quello avanzato. Io sono andata alla prima lezione (18 partecipanti, tutti americanissimi che non hanno alba, come se disi a Trieste, neanche delle più elementari parole tipo Buongiorno e grazie) preparandomi discorsi in inglese “di scoperta” sulle regioni d’Italia, Verdi, la moda e l’arte, sperando che l’effetto-olimpiadi li avesse fatti appassionare alla musicalità della nostra lingua, ma loro niente: volevano solo sapere perché ogni tanto coi nomi maschili si usa “il” e ogni tanto “lo” e perché certe parole che finiscono con “e” sono femminili e altre maschili. Insomma: regole, regole e regole, come ogni buon americano è abituato ad esigere e a seguire da quando nasce. Sapete bene che in un linguaggio come il nostro (e soprattutto se la grammatica e l’ortografia le hai studiate l’ultima volta con la cara Maestra Bargis in quinta elementare) sono piu’ le eccezioni che ti ricordi… tuttavia non mi sono persa d’animo e ostentando competenza li ho confusi dando la colpa allo storpiamento del latino in epoca romanza ed ai vari dialetti mischiati ad altre lingue, ripromettendomi di imparare a memoria i prossimi capitoli dell’ insostituibile testo “Italiano, prego!” che finalmente Rosalie mi ha consegnato alla fine delle due ore… Comunque conoscere la comunita’ italo-americana e’ interessante, ma fa anche venire una grande tristezza, perche’ oramai quasi nessuno sa parlare piu’ l’italiano ed i piu’ volenterosi, quelli giovani nati gia’ qua da genitore emigrato, non hanno spesso che qualche parola in stretto dialetto calabrese per esercitarsi a casa… &lt;br /&gt;Un po’ sconsolata, ieri mi sono lanciata in macchina al vicino mall in cerca di un paio di scarpe mettibili, visto che tra l’altro qua ieri c’erano 30 gradi. Impresa non facile, dal momento che qua ai piedi si mettono di tutto meno che delle scarpe, preferendo le notoriamente comode (soprattutto per guidare) infradito appena esce un raggio di sole, le “sneakers” da ginnastica di ogni modello e le rassicuranti ciabatte-zoccoli, che vedi ad una persona su due in giro, e’ incredibile… questo fregarsene della moda e delle firme  forse gli fa onore, ma ogni tanto non posso proprio credere che non abbiamo nulla di più carino da mettersi che le ciabatte, la tuta a cavallo basso e le T shirt extra large… look che va per la maggiore soprattutto fra la comunita’ nera, e che viene completato con l’uso del cellulare tipo radio della polizia (quasi tutti parlano nel cellulare guardandolo di fronte, con il viva voce, ed ignorano l’uso degli sms), l’andamento da cowboy del Wyoming ed una cup di caffe’ ustionante nell’altra mano. Luigi ed io abbiamo a questo riguardo inventato uno sport, che viene particolarmente bene al mall la domenica pomeriggio seduti sulla panchina di fronte al fast food, di “ciccione-spotting” , trovando sempre nuovi aggettivi per esprimere la nostra repellenza nei confronti dell’obesita’ imperante, soprattutto fra i giovanissimi, ed augurandoci che Luce cresca nana, calva, di carnagione lattea ma non cicciona. &lt;br /&gt;Per accentuare ed esasperare il sentimento di non appartenza a questa comunita’, domenica sera abbiamo festeggiato la nostra amica Alessia per il suo compleanno, facendo una cena tutta italiana ed invitando esclusivamente italiani, con dibattiti in terrazzo sulla campagna elettorale, angoli di ascolto dell’intera discografia di De Andrè e programmazione a maggio di un torneo di pinnacola. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/IMG_1732.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/IMG_1732.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Forse stiamo esagerando… mi impegno ad essere più cittadina del mondo e mi auguro che gli americani ci riservino delle altre sorprese. Per un rapido aggiornamento sull’offerta televisiva (sapete che mi piace guardarla), v’informo che questi ultimi giorni mi sono imbattuta in un bel programma sui viaggi (“Stranded with Cash Peters”, un genio che gira il mondo senza soldi nel portafoglio e facendosi pagare tutto dagli altri), un documentario raccapricciante sulle “special delivery” –le nascite con complicanze- in diretta sponsorizzato dalla Huggies (con cesto di prodotti in bella vista in sala parto!) con il presentatore che si arrabbia se la povera Crista non s’impegna dando alla luce il suo piccolo prima della pubblicita’, e ogni genere di reality tipo quello delle taratole sulla pancia (The fear factor) o Super nannies, una baby sitter della famosa scuola inglese che prova a mettere in riga una giovane mamma americana ed i suoi piccoli selvaggi vivendo con lei per un mese. Fra dieci giorni Bianca sarà qui e io le sto organizzando, per non smentirmi, un tour che toccherà giorno per giorno tutte le tappe principali della nostra vita americana, con strabilianti escursioni a Washington, Philadelphia e New York. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2087.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN2087.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Infine Luce. La nostra piccola impavida ci sta davvero riempiendo d’orgoglio. Non solo non si e’ scoraggiata di fronte al nuovo rigore scolastico e l’innegabile difficolta’ di adattamento, ma ci fa pure i teatrini, quando arriva a casa, di quello che dice ai suoi compagni –con annessa gestualità-, naturalmente in una lingua che sa solo lei, facendo la pronuncia che mi ricorda la mia di quando cantavo a dieci anni “Munlaisciadou” senza sapere ovviamente quello che dicevo e aggiungendo poi in italiano tutta orgogliosa che lei picchia chi le da’ i calci e che poi chiede scusa, “sourri”, come dice lei… mentre e’ stata istruita a dire ferma alla maestra Miss Denita che si ostina a chiamarla Lucii, “No, my name is Luceee!”, che non so, la fa sempre ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora ho scritto troppo e come sempre in maniera sconclusionata. E’ davvero una terapia riassumere per voi tutte le mie sensazioni e immaginare le reazioni. Mi aiuta a sdrammatizzare la’ dove devo ed a riflettere su quello che a prima vista mi fa solo sorridere. Infine, sono contenta che si sono aggiunti vecchi amici alla mailing list, il che mi fa un po’ paura, perche’ ho il terrore che questo lungo racconto, incominciato davvero per puro divertimento, deluda chi è abituato a fare ben altre letture. Non e' certo per fare esercizi di stile, che scrivo, ma per sentirvi piu' qua con noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elisabetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-114244429552047392?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/114244429552047392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=114244429552047392&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/114244429552047392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/114244429552047392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2006/03/15-marzo-basic-bocce.html' title='Basic Bocce'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-114081009868402802</id><published>2006-02-24T14:28:00.000-05:00</published><updated>2007-10-08T17:46:23.264-04:00</updated><title type='text'>It's Amaaaaazing!</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/leftside_logo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/leftside_logo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;IT’S AMAAAAAAZING!: Questa è la parola più sentita da quando sono cominciate le Olimpiadi. La NBC trasmette ogni sera il telegiornale (americano) e le previsioni del tempo (americane) da Piazza San Carlo ed e’ tutto così surreale… hanno trasferito a Torino più di 30 anchormen, gasatissimi e preparatissimi, che coprono di tutto, dalle gare e cerimonie ufficiali (facendo sentire tutti gli inni peraltro) alle gag al ristorante con lo yankee di turno che ordina il caffe’ prima dell’antipasto solo per vedere la faccia smarrita del cameriere, dal bobbista del Montana devoto a PierGiorgio Frassati in preghiera ai piedi del Duomo, alle inquadrature sullo chef torinese che prepara la carbonara (il cui ingrediente segreto, abbiamo scoperto da loro, è la menta!): insomma, ogni scusa è buona per parlare del “warmest” degli italiani, dell'accoglienza dei torinesi e della loro eleganza composta, di Gucci e del tartufo, del Barocco piemontese e di Tomba, del Barolo, di Piazza castellllo e dei fettuccini Alfredo (che da noi, gli ripetiamo sempre, non esistono), facendo ovviamente una grande, ma dopotutto spassosa, confusione. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/5088398_120X90.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/400/5088398_120X90.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;L’altro giorno per esempio abbiamo assistito ad un collegamento-siparietto sotto la statua di Emanuele Filiberto con Bob Costas (il Bisteccone Galeazzi americano, ma più autorevole) che cercava di raccontare le gesta di questo eroe del risorgimento piemontese ed il suo collega ad Atlanta che gli chiedeva ghignando: “Tell me more about this Emmmanuel Philibert”… Ed oltre ovviamente ai pipponi (con tanto di mini-film monografici dello sponsor di turno prima di ogni gara) sui loro venerati eroi come Bodiii Miller e Sasha Cohen, il Flying Tomato, Apolo e Hedrick, indugiano pure sulle storie strappalacrime di quelli meno famosi (anche non americani), con una predilezione per quelli ormai vicino al ritiro, con un passato di maltrattamenti, un padre in prigione e almeno una dialisi alle spalle. &lt;br /&gt;Non c’è niente da fare: gli americani si esaltano per questo genere di cose e noi con loro. Del resto, per noi è talmente un supplizio assistere da semplici spettatori a tutto quello che voi avete laggiù che un po’ di Holliwood a Torino, la sera, in prime time, ci rallegra le giornate. La fighissima cerimonia d’apertura – di cui infatti i giornali americani hanno osannato soprattutto l’”orgoglio italiano” - ci ha riempito di fierezza di fronte agli amici che erano venuti a vederla qua (abbiamo superato le 14 nazionalità rappresentate, con ola a tutte le entrate delle squadre interessate), ma nello stesso tempo fatto sentire, per la prima volta,  nel profondo del cuore e pungente come un bisturi piantato nello stomaco, la sensazione d’essere emigrati. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/C_3_photogallery_73_photos_foto_6_imagebig.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/C_3_photogallery_73_photos_foto_6_imagebig.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Alla bambina dell’Antoniano che cantava Mameli sono scese lacrime a due italiani su tre fra i presenti (io le avevo già versate il pomeriggio sui servizi di Gianfranco Bianco in internet), così come alla visione della Belmondo che accende il braciere e lancia Torino nell’Olimpo delle città universalmente conosciute, “the Centre of the World” come ogni sera richiama il sottotitolo alla sigla d’apertura del collegamento olimpico della NBC. Pare che tutti adesso vogliano fare le vacanze a Torino. Chi l’avrebbe mai detto che sotto i portici scrostati di Via Po ed i vicoli buii del quadrilatero si sarebbero aggirati turisti in infradito entusiasti con la Lonely Planet sotto braccio, non più con la scritta “Northern Italy” in copertina, ma con “Turin and the rest of Italy”???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo cerchiamo di proseguire la nostra vita nonostante il pensiero fisso a Torino ed ai nostri atleti. Mentre Luigi, che ha avuto per un po’ il barbone da talebano e si e’ adeguato allo stile sciatto-grunge dei suoi colleghi, gode immerso nelle sue analisi (e fatico ormai a discernere se e’ diventato un vero nerd/geek o se e’ solo cerro…) e Luce fa esercizi linguistici all’asilo, io mi perdo nelle mie giornate da casalinga (in questo caso, davvero disperata), in attesa di un lavoro figo che forse non verrà mai, delle prime lezioni di italiano che incomincerò a marzo e dell’arrivo della primavera, che porterà qua dall’Italia Bianca e mio padre. Fra una lucidata al letto d’ottone ed una teglia di brownies mi allieto con un po’ di lettura (Bill Bryson e’ il mio nuovo guru, se potete compratevi un suo libro... altro che lo spocchioso Severgnini), il giardinaggio quando non c’e’ la neve e con l’immancabile televisione, che nella pause tra un collegamento olimpico e l’altro mi ha offerto, ieri per esempio, un documentario sulla tragica fine che hanno fatto i protagonisti di Arnold e l’ennesimo programma sulla fissa della chirurgia plastica dei californiani (oramai sono un’esperta: ho imparato per esempio che qui le tette si rifanno passando con un tubo dall’ombelico e che va di modissima il chin-implant, ovvero la correzione del mento), cercando invano di difendermi dall’assalto continuo della pubblicita’ (però in questo periodo ce ne sono molte carine sui giochi) e da Luce che ormai ha già memorizzato tutto il palinsesto delle otto e mezza di sera dei 10 canali per bambini... &lt;br /&gt;Ci sono certe cose che in compenso stanno facendo perno sulla mia pigrizia e a cui so che non potrò più rinunciare, tipo la cassiera che impacchetta per te la roba nei sacchetti, il bancomat all’interno di ogni negozio  -persino il Deli indiano sfigatissimo qua di fianco- per non far sfuggire nessun acquirente, i parcheggi larghi 4 metri, il contasecondi al semaforo pedonale, il tritatutto nello scarico del lavandino (dove ogni sera e’ un divertente esperimento: il cucchiaio di plastica di Luce lo farà esplodere??)… o altre proprio goduriose tipo i pancakes il sabato mattina e i colossal burger con una montagna di patatine croccantissime. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2062.1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN2062.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Luigi dice che per quanto ne sa lui, non dovro’ preoccuparmi di rinunciarci tanto presto…, d’altronde, dopo aver superato con un certo successo i sei mesi di residenza all’estero, con Luigi che ha chiesto un finanziamento per le sue ricerche al Ministero della Difesa (e per un progetto sulla prostata: ma che c’entra???) e Luce che incomincia a dirci mentre fa l'occhiolino “you know” e “come on” e ogni giorno torna a casa chiedendomi di invitare da noi i suoi compagni dai nomi impronunciabili (Numo, Artez, Aniia, Yoming): come potrei strapparli via da un simile quadretto???&lt;br /&gt;Perchè, come on… tutto sommato, you know… vivere in America…. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e’ troppo AMAAAAAAZING!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN2032.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN2032.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-114081009868402802?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/114081009868402802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=114081009868402802&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/114081009868402802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/114081009868402802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2006/02/24-febbraio-its-amaaaaazing.html' title='It&apos;s Amaaaaazing!'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-113833000436785093</id><published>2006-01-26T21:38:00.000-05:00</published><updated>2007-10-08T17:46:53.309-04:00</updated><title type='text'>Dove eravamo rimasti?</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1928.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN1928.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Siamo tornati a casa. Perchè questa, anche se lasciare Torino una fredda mattina di gennaio e’ stato straziante (soprattutto adesso che sara’ al centro del mondo), e’ la nostra casa, ormai. La vacanza in Italia tuttavia ci ha ricaricato, e mi ha permesso di tornare riconciliata con Baltimora, e con gli americani. &lt;br /&gt;Da quando siamo tornati infatti sono cambiate molte cose, primo fra tutti il mio sentimento di appartenenza, seppure da “alien” (come ci tengono a precisare sinistramente in tutti i documenti), a questo paese. Dopo il tourbillon delle vacanze natalizie, l’immersione effimera nella vita quotidiana delle nostre famiglie, i sorrisi e le varicelle dei nostri nipoti, le camminate sotto il Monte Rosa, i bagordi nizzardi con i futuri coniugi Cutaia, le scorpacciate di pizza, farinata, gnocchi e macine ed il solito viaggio sul mezzo di trasporto piu’ terrificante che c’e’ - l’aereo, che all’andata ci ha anche riservato l’agghiacciante esperienza di un morto d’infarto in cabina, nel bel mezzo dell'Atlantico - ci aspettava la nostra casa: le montagne di pubblicita’ nella buca delle lettere, la nuova targa della macchina, l’inaspettato clima primaverile ed i mille progetti che spero in questo paese si avvereranno. &lt;br /&gt;La novita’ in assoluto e’ che Luce e’ stata ammessa al vicino asilo del YMCA (quello della canzone, ma non ho ancora capito che cos’e’, so solo che e’ molto meno caro degli altri e molto organizzato), un posto molto bello traboccante di libri, giochi, colori e un giardino che e’ meglio di Disneyland, dove si puo’ finalmente scatenare con i suoi amichetti del ghetto (nella sua classe lei e una cinesina sono le uniche bimbe bianche) e provare il divertente esperimento linguistico di sentire l’inglese e parlare imperterrita l’italiano, innescando risate a catena prima delle sue maestre, poi dei suoi amichetti ed infine le sue… e io mi sento finalmente una mamma americana a tutti gli effetti, che le prepara il sandwich da mettere nella lunch-bag, “piu’ americana di una di Baltimore” mentre attraversa fiera, per andarla a prendere, la via molto folkloristica (per usare un eufemismo…) che una volta mi faceva rabbrividire anche solo sbirciare da lontano… no, adesso mi sento una di loro, non importa se non e’ reciproco... &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1960.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1960.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E se in mezzo ad uno YO MA’M rappato Luce imparerà parole di grande valore come “respect” (deriva dalla tradizione martinlutherkinghiana ed e’ giustamente molto sentito per la comunità afro-americana), “believe” (che e’ scritta ovunque sui muri, non chiedetemi l’origine) “caring” (che l’aiutera’ a essere meno viziata, era segnato oggi nel suo report come concetto della settimana), ben venga, tanto dall’altra intuirà che esistono anche bimbi diversi, tipo quelli fighetti che frequentiamo (tutti wasp, ovviamente) al corso di Music Together, dove in realta’ andiamo perche’ mi esalta la liberta’ di poter fare, con la scusa dei bambini che fanno casino, vocalizzi imbarazzanti con la maestra –ex jazzista- Susan. &lt;br /&gt;Per non rimanere a casa a fissare i muri mi sono dunque messa a cercare lavoro con grandi attese, e per ora non ho in mano nulla, solo qualche contatto per insegnare l’italiano – nella chiesa di Little Italy dove c’e’ un prete che sembra Al Pacino e nel centro di studi italiani di una signora sarda molto chiccosa, che a dire la verita’ mi ha proposto anche di tenere dei corsi di cucina ed era intenerita dal fatto che cantassi, spero che non mi faccia fare le due cose insieme…- e confesso che mi godo abbastanza le mattine da casalinga in solitudine, a scrivere email mentre ascolto Viva Radio Due con Fiorello su internet fra un bucato, una schifezza da mangiare e i raptus da giardiniera… Nel frattempo abbiamo festeggiato i 33 anni di Luigi in un ristorante afgano molto in voga in citta’, ho fatto la mia prima uscita solo donne a vedere i cowboys gay, siamo stati a visitare finalmente Washington – o DC, come la chiamano gli intimi qua- che ci e’ piaciuta molto (nella foto notare come Luce did truly enjoy the trip) e mi ha fatto per un secondo rimpiangere di non abitarci (poi quando ho visto i prezzi delle casa ho subito ricambiato idea). Sta poi prendendo corpo anche il giro delle amicizie, con la new entry di un napoletano simpaticissimo che lavora alla NASA con moglie brasiliana e figlia Olivia poco piu’ piccola di Luce, l’intensificazione dei rapporti con gli italiani della pizza e le cene con l’amico americano di Luigi che fa il biostatistico-pittore. Sabato sera abbiamo invece un invito a festeggiare il Capodanno Cinese-l’Anno del Cane da due colleghi carini della Hopkins, che prima di cena ci terranno anche un corso di ravioli, ovviamente cinesi… non vedo l’ora di vivere l’esperienza etno-culinaria. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1915.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN1915.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Con il mio social security number (e’ incredibile, le cose adesso vanno molto piu’ velocemente, abbiamo perfino ricevuto la prima offerta di carta di credito) e il nuovo abbonamento a Time, e’ arrivata anche l’FBI a casa, che sta investigando sul vicino di casa –quello con la band, secondo me al massimo lo cercano per spaccio di marijuana al college… almeno spero!- un agente mi ha sfoderato il doppio tesserino con lo stemma, proprio come nei film, ed io ero talmente emozionata che non ho neanche ascoltato i racconti sulle nefandezze che avrebbe fatto il soggetto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora vi lascio. Spero di aver colmato in parte il vuoto lasciato negli affezionati le ultime settimane. Scriveteci sempre, mi raccomando, anche se siamo dei pessimi amici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elisabetta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimenticavo la chicca… una foto che tanti aspettavano… i truzzi ci sono anche qua, e sono quelli che appena ne hanno la possibilita’ approfittano delle cosiddette “americancazzate”… &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1901.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1901.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-113833000436785093?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/113833000436785093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=113833000436785093&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/113833000436785093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/113833000436785093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2006/01/26-gennaio-2006-dove-eravamo-rimasti.html' title='Dove eravamo rimasti?'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-113459328724713686</id><published>2005-12-14T15:24:00.000-05:00</published><updated>2005-12-15T00:00:15.600-05:00</updated><title type='text'>10 giorni a Natale</title><content type='html'>Ciao a tutti in sordina, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non ho molta voglia di diffondere il nuovo post con un annuncio per email, forse abbiamo esagerato con l'autocelebrazione!&lt;br /&gt;Chi ci capitera', da ora in poi, vuol dire che ci ama davvero.&lt;br /&gt;Eppure ora di cose da urlare al mondo ce ne sarebbero tante, a cominciare da tutto quello che sta "prendendo il giro" qua della nostra nuova vita americana... mi rendo conto che uso spesso quest'espressione: "nuova vita americana", ma non ce n'e' un'altra che vada bene lo stesso per esprimere il cambiamento che ci sta avvolgendo come un tornado, trascinando tutto, dal cibo diverso al supermercato (che non ho smesso di girare con stupore) alla fatica di comprendere tutte le sfumature dell'inglese, dai nuovi amici che ci stiamo facendo alle nuove abitudini del brunch della domenica mattina e della pizza con gli italiani del martedi' sera, dove ogni volta si parla di America e di Italia, e' uno specchio continuo e l'interessante e' che per ognuno e' diverso... mai come ora mi sono accorta di quanto ci stiamo mettendo in discussione -per non parlare poi del lavoro di Luigi, che lo sta proiettando in un mondo dove ci sono quelli che a 26 anni sono professori all'universita' (una cinesina genia che a 19 era gia' laureata) o quelli che sono diventati biostatistici dopo una laurea in psicologia, svariati viaggi nel mondo ed una carriera parallela come pittore e dove tutto e' piu' comodo, informale ma maledettamente stimolante per il cervello-. Per quanto riguarda i nuovi amici, ecco, questa e' per me una parte stancante (anche logisticamente: l'unica baby sitter fidata che abbiamo abita a un quarto d'ora di strada da qua e non ha la macchina, pero' Luce si diverte un sacco con lei che le parla inglese e Luce le risponde in italiano) non so come mai... vi raccontero' chi frequentiamo, io sono diventata un po' orsa (o forse solo pigra), mentre Luigi, che sta giustamente approfittando dell'esperienza, inviterebbe uno diverso a cena tutte le sere! &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1822.1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN1822.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Ci sono momenti piu' "complessi", diciamo, come sistemare ancora qualche begherella burocratica o affrontare la stanchezza di essere sola tutto il giorno con Luce, e momenti di "scoperta" piu' divertenti, per esempio il taglio di capelli dalla parrucchiera transessuale del nostro quartiere o la scelta la sera di cosa guardare in tv, se un tipo che si fa fare la radiografia del petto dopo essersi infilato una spada di un metro in gola su Discovery Health (a proposito: qua sono ossessionati dalla salute, ci sono mille trasmissioni che mandano in onda delle cose trucissime tipo "Il bambino nato senza faccia" e una pubblicita' su due e' di una medicina, con prevalenza di quelle per la prostata, l'asma e i dolori mestruali, senza nessun pudore), la nuova fiction sul papa, il canale solo di gossip o il weather channel. A proposito del tempo qua fa un freddo cane, siamo fermi a meno 6 da un paio di giorni e ha anche nevicato, esperienza di per se non particolarmente eccitante se non fosse per la paranoia che hanno gli americani per gli eventi atmosferici e la precisone pazzesca con la quale riescono a prevederli (bombardandoti con avvisi continui su tv e radio), anche una settimana prima... per esempio adesso c'e' un signore al telegiornale di fianco ad un numero gigantesco -che sono i gradi fahranheit di questo istante a Baltimore- che mi spiega che stasera dovrebbe esserci una pioggia di "ice pellets" (letteralmenete pioggia ghiacciata) che dovrebbe tramutarsi domani alle 8.05 in nevicata che scemera' gradualmente in neve bagnata verso le 12.30 indi per cui le scuole saranno chiuse, funzioneranno le strade di emergenza etc... anche se mettera', si e' no, 8 centimetri di neve!&lt;br /&gt;Intanto, come prevedamo, con lo shopping frenetico nei mall (che hanno ingurgitato anche me, ma per fortuna abbiamo compensato con qualche attivita' cultural-naturistica) e' anche sbocciato lo sfoggio degli addobbi natalizi, qua fanno davvero paura, c'e' persino un quartiere famoso per le decorazioni kitchissime dove il comune paga l'elettricita' e la gente fa la fila per entrare a vedere dove finisce il trenino che corre lungo il tetto e le statue del presepe fosforescenti... e io non ho voluto essere da meno e con 12 dollari ho sistemato una corona di rami di pino e fiocco rosso sulla porta e un buon paio di metri di lucine sulla finestra del portico. Ovunque ti giri c'e' una canzoncina natalizia che ti insegue, che se fai finta di non capire (perche' nove volte su dieci e' nascosta anche una pubblicita') ti puo' mettere anche di buon umore... &lt;br /&gt;Luce ed io siamo partite alla ricerca di una scuoletta per gennaio, impresa molto ardua che mi fa capire come siamo fortunati noi in Italia con il welfare ereditato dagli inglesi e dai francesi... qua di pubblico non ci sono manco le elementari (dicono che in citta', infatti, per via della delinquenza, non hai scelta. a me sembra un tantino esagerato) e quelle che abbiamo visitato per il momento mi hanno solo fatto venire una gran rabbia -alcune costano 18.000 dollari per 9 mesi accademici, manco fossero Harvard- o una gran tristezza - asili per bianchi ed asili per neri, con attrezzatura e spazi corrispondenti. Vedremo. Per il momento Luce e' iscritta alla prossima sessione di Music Together, un posto dove fanno cantare i bimbi piccoli e gli insegnano a suonare tamburi, macarenas, pianole e chitarrine, un gran casino ma molto divertente!) e sta godendo degli ultimi giorni alla Co-op dove sua mamma invece sfigura quanto a produzioni culinarie per la festa di Natale... tutte le altre avevano preparato magnifici sacchettini a forma di Santa Claus con dentro biscottini mille gusti e mille fogge, io sono arrivata invece con "croissant mignon" -come li ho chiamati io facendo l'accento francese per impressionarle- che in realta' erano dei mostri informi di pasta sfoglia, appiccicosi per via della marmellata tutta bruciata intorno e avvolti nella carta stagnola! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come al solito ho cercato di partire con pensieri profondi e sono scivolata nei racconti cazzuti. Ma forse e' cosi' che sta andando la nostra "nuova vita maericana", fra riflessioni, paure ed aspettative, ed una caccia al tesoro continua di cosa si nasconde dietro a tutto quello che pensavamo di sapere di questo nuovo paese e di noi e che invece ci fa cominciare da capo ogni volta.&lt;br /&gt;Il tempo, intanto, corre come mai nella mia vita mi e' sembrato. Fra otto giorni, la sera dopo il mio primo compleanno in 32 anni passato lontano da Bianca, atterreremo a Torino pieni di cose da raccontare e regali da far vedere. Qua, nonostante tutto, ci manca tanto la nostra famiglia, i nipoti, e tutti voi.&lt;br /&gt;Non vediamo l'ora di riabbracciarvi, davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un bacio grosso,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elisabetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-113459328724713686?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/113459328724713686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=113459328724713686&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/113459328724713686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/113459328724713686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2005/12/10-giorni-natale.html' title='10 giorni a Natale'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-113312188799976817</id><published>2005-11-27T14:49:00.000-05:00</published><updated>2007-10-08T17:47:27.243-04:00</updated><title type='text'>Tacchini e spelling</title><content type='html'>...Inghiottita dalla mia nuova vita nella casa della trentatreesima mi sono accorta che sono passate piu’ di due settimane dall’ultima volta in cui ho scritto e che nel frattempo si sono aggiunte talmente tante ciliegine sulla nostra bella torta che ho dovuto prendermi due appunti prima di iniziare a scrivere. &lt;br /&gt;La nostra casa e’ completa, ripulita e confortevole. Tanto da ospitare nell’ordine gia’ una cena di sdebitamento con gli zii, un festino di inaugurazione con i sparuti amici che ci siamo fatti qua (piu’ qualche cinese collega di Lu che e’ arrivato un’ora prima a parlarmi un’inglese incomprensibile mentre preparavo) ed il primo ospite dall’Italia, mio cognato Giovanni, che si e’ sciroppato ieri in macchina un New York-Baltimore e ritorno in meno di ventiquattro ore!!! &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1747.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN1747.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo inoltre passato il nostro (per me e per Luce) primo Thanksgiving in America, esperienza che di per se’ varrebbe un viaggio qua, visto che oltre ad essere l’apoteosi della magnata in famiglia -ma nel senso positivo del termine- a cui nessuno potrebbe rinunciare, e’ il festival piu’ nauseante e piu’ vergognoso del consumismo, essendo il giorno dopo il momento migliore dell’anno (chiamato il “black friday”) per fare acquisti nei grandi supermercati, con pratiche assurde tipo quella di aprire i negozi alle sei del mattino per l’”early burn” - con gente che dorme li’ davanti la notte prima! Noi piu’ pacatamente ci siamo sbaffati un tacchino enorme e svariate altre portate a casa degli zii ed abbiamo avuto la sorpresa di andare a dormire con la prima nostra neve nordamericana... &lt;br /&gt;Ah, intanto, qua e la' vi metto gli interni della casetta.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1716.1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN1716.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; A proposito di clima, fra le mie passeggiate i giorni scorsi nel campus della Hopkins mi sono piu’ volte imbattuta in disinvolti studenti con bermuda ed infradito -faccio presente che anche qua da una settimana e’ arrivato un gelo cane-, giustificato poi con il fatto che dentro gli edifici qua vige la regola del contrappasso per l’aria condizionata glaciale che c’e’ d’estate e che d’inverno produce invece sotto forma di enormi termosifoni un clima sahariano… al che’ ho quasi avuto pena per questi poveri studenti strapazzati da un America che sembra con questo fenomeno provare pure a governare la Natura, oltre che svariate altre cose umane...&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1737.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN1737.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Mezzo che mi fa sentire pienamente padrona della mia nuova vita e’ poi la nostra nuova macchina-usata, che mi porta in giro ormai da dieci giorni su strade ed autostrade come su un enorme tapis roulant, visti i limiti di velocita’ e la pecoraggine degli americani al volante… modello e marca non vi dicono niente -Saturn SW- , per noi e’ onesta, per gli americani un po’ sfigata (visto che trattasi di normale station wagon e non di van, mini-van, suv, sedan o pick-up e che ha pure il cambio manuale e non automatico), ma poco importa: noi sentiamo di aver fatto un grande affare, siamo divertiti di averla trovata casualmente dopo mesi di ricerche e ci sembrava abbastanza esotico il fatto di averla pagata una cifra piu’ che ragionevole a due ragazzi carini carini appena sposati che stanno per partire per un dottorato in botanica all’universita’ di Honolulu… vi alleghero’ la foto quando sara’ completata da un particolare truzzissimo che per ora non svelo ma che potere forse immaginare… &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1720.1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN1720.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Dell’acquisto della tv sapete gia’ da Luigi, io vi aggiungo che girando un po’ sui 75 canali qualcosa di decente si trova anche, certo e’ che la quantita’ (e spesso la qualita’) di pubblicita’ farebbe innervosire anche Berlusconi  e che e’ impossibile trovare un qualsiasi programma non made in USA… ammetto pero’ che Luce e’ molto contenta di aver ritrovato Play House Disney tale e quale, che con il dvd di Cinderella comprato l’altro giorno da Wall Mart fanno piu’ di una baby-sitter super-esperienziata!&lt;br /&gt;Sono ormai lanciata nel mondo degli acquisti on-line ed ho scoperto con orrore che con il mio bancomat posso pagare ovunque -anche su internet- qualsiasi cosa, senza commissione e mille volte al giorno… dal pane al biglietto dell’aereo per tre, con massimale praticamente illimitato…(e' difficile quindi trattenersi, e cosi’ che qua si indebitano tutti, infatti) e sempre in tema di pagamenti, ecco perche’ ci era arrivato a casa una scatoletta con 500 assegni dalla banca… qua li usano per pagare tutto e specialmente le bollette, che ti arrivano gia’ con un foglietto da compilare con la cifra che vuoi pagare (perche’ puoi anche pagarne la meta’, se decidi che questo mese ti va di fare cosi’, vale lo stesso con le carte di credito) ed una busta pre-affrancata… dopo le prime esitazioni da italiana che ha paura addirittura a spedire una lettera per posta che non sia prioritaria, ti rassegni all’idea che qua funziona, ed in verita’ e’ molto piu’ comodo che andare in posta con le vecchiette… &lt;br /&gt;Ecco un'altra foto di Luce e gatto Red, che poi e' una Lei (l'abbiamo scoperto dopo 3 settimane).&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1688.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1688.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non vi ho mai invece parlato di cosa facilita veramente la vita in America: aver imparato a fare lo spelling. "To spell" il proprio nome diventa indispensabile se sei straniero (come se loro c'avessero tutti nomi normali, ed e' per questo che serve, visto tutte le eccezioni di pronuncia dell'inglese), meglio se alla velocita’ di un razzo come fanno loro qua, perche' nessuno vuole mai perdere tempo. A scuola te lo inculcano in testa piu' delle poesie di Carducci (noi ci siamo puppati per due mesi esercizi tutte le sere della povera cugina Alessandra), tutti te lo chiedono e visto che qua fai tessere per qualsiasi cosa e diventi subito numeri di identificazione, codici e reference names, se non lo sai dire in fretta ed esatto, in particolare al telefono, sei finito. Nonostante questo abbiamo gia' ricevuto lettere con scritto Marchiomni, Girarda, Louigi... &lt;br /&gt;Per un'altra cosa gli americani mi fanno tenerezza: quando fanno pasticci linguistici usando altre lingue oltre all’inglese (che di per se’ e’ ammirevole, visto che capita pochissimo)… specialmente ad uso pubblicitario: l’altro giorno ho mangiato una pizza al trancio da “Pizza Villa”, il cui slogan sul piatto di carta e sul menu’ era “Very villa, very pizza”! &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1636.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN1636.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Riallacciandomi al discorso delle lingue, non mi sono mai soffermata sull’esperienza linguistica che sto facendo e sulle difficolta’ che ho incontrato. Superata dapprima la lentezza del mio spelling, praticata un po' la scrittura dei numeri sugli assegni e compresa l'abitudine che all’inizio mi spiazzava del modo di salutarti delle cameriere, dei cassieri, dei custodi, e degli autisti che ti chiedono sempre “How are you doing today?” (che suona ormai con "un auarduiintudei") o “What’s up?” (se sei sfortunato) al posto di un normale "Buongiorno" -e che pretendono quindi una risposta tutte le volte-… direi che me la cavo abbastanza bene. Ho capito che ci sono alcune frasi che una volta che padroneggi bene ti servono, uguali, per un mucchio di situazione diverse, cosi’ come usare con scioltezza le preposizioni ed i piu’ comuni verbi tipo keep, get, come, work etcc.. Capire ormai non e’ piu’ un problema, e neanche esprimersi quando si parla del piu’ del meno, dell’Italia o di Luce… certo dire proprio quello che stai pensando in italiano e’ difficile molto spesso, per non parlare poi quando sei stanco la sera e hai di fronte un malefico cinese come i colleghi di Luigi o un texano di Dallas… vedremo quando dovro' cimentarmi con un lavoro... a proposito, questa settimana che viene provero’ a mandare i primi cv in posti da sogno (tanto vale partire dall’alto) e a visitare le prime scuolette per Lucina… speriamo di finire l’anno con un ultima buona notizia fra le due, almeno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E con questo… vi rimando alla prossima puntata.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1605.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1605.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un bacio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elisabetta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-113312188799976817?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/113312188799976817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=113312188799976817&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/113312188799976817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/113312188799976817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2005/11/27-novembre-tacchini-e-spelling.html' title='Tacchini e spelling'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-113148353410377045</id><published>2005-11-08T15:41:00.000-05:00</published><updated>2007-10-08T17:47:58.595-04:00</updated><title type='text'>Si ricomincia da Baltimore city</title><content type='html'>Con un brindisi allo champagne (Veuve Clicquot lasciato in frigo dai padroni di casa) ed un’unta cena cinese ordinata a caso cercando su internet si e’ finalmente concluso il nostro trasloco, durato effettivamente 5 mesi, partito con i primi caldi della luminosa estate triestina e passato dal porto di Istambul ed il garage di una villa stile Via col Vento nella verdissima periferia di Baltimore. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1568.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1568.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non potete immaginare la sensazione che abbiamo provato a scartare le prime scatole, ritrovando l’odore della nostra lussuosa macchina del caffe’ e quello delle ciabatte di Luigi, gli scarabocchi di Luce, i bicchieri unti dalla salsedine presa sull’oceano, il narguile' di Nabil, il ricettario in triestino di Antonella e tutti i nostri libri, che dentro le fiammanti Billy comprate sabato scorso da Ikea le fanno quasi scomparire e formano sulla parete un mosaico coloratissimo… insomma, si ricompone il tanto sospirato quadretto e possiamo dire, dopo qualche mese di rodaggio, di partire per la nostra avventura in America con un buon punto di riferimento. &lt;br /&gt;La nostra casetta vittoriana un po’ decadente ed un po’ country e’ molto piu’ bella di quanto avrei potuto prevedere, e anche se gli americani in genere questi posti urbani “antichi” li snobbano e li lasciano agli europei, ai pseudo-intellettuali (i vicini della casa di sinistra, ma lui potrebbe anche essere un militare reduce dalla guerra del Vietnam… per ora l’ho solo visto con delle innocue canne da pesca) ed ai gruppi di studenti della vicina Jonhs Hopkins University (i vicini di destra, la nostra padrona li ha definiti con un misterioso “ young professionals”, hanno anche una band ma mi sembrano piuttosto educati), a noi vivere qua fa gia’ comunque molto telefilm americano. Devo solo abituarmi alla vita di una citta’ americana che fino a pochi anni fa svettava in cima alla classifica dei posti piu’ pericolosi degli Stati Uniti e che in effetti intimorisce, spaventa, confonde. Siamo al limite di una zona elegantissima che confina con una malfamatissima, ma questo fa parte dei paradossi della societa’ americana, io per il momento esco di casa col passeggino e lo zaino senza apparire e faccio grandi sorrisi a tutti, giusto per non farci additare dalla neighbourood come quelli che non si vogliono integrare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapete poi che gia’ da qualche giorno siamo possessori di una patente americana (fa un certo effetto esibirla come ID ovunque). Degno di nota rispetto a questo argomento –di cui peraltro ho gia’ scritto tantissimo- c’e’ solo che la foto su quella di Luigi e’ quanto di piu’ imbarazzante prodotto nella storia della fotografia mondiale degli ultimi anni, che si sono pure sbagliati a scrivergli l’indirizzo e che ci hanno fatto tornare due volte prima di farci fare l’esame… questo per confermare il dubbio sullo sfascio della famosa efficiente burocrazia a stelle e strisce, che a me personalmente ormai fa diventare isterica ancora prima di imbattermi in queste funzionare ottusissime che devono applicare regole non-sense… ma non devo troppo sputare sul piatto in cui mangio perche’ con un imprevedibile anticipo mi e’ arrivata la carta che mi autorizza a lavorare negli Stati Uniti, e cosi’ insieme alla driver’s license, al bancomat e libretto degli assegni con nome inciso, alla tessera di blockbuster e la membership dell’Acquario nazionale, mi ritrovo a possedere quasi piu’ attestati, riconoscimenti e permessi di Luigi…&lt;br /&gt;Abbiamo poi passato anche Halloween, espletando la pratica obbligatoria del “Trick or treat?” con Luce vestita da Bugs Bunny nel quartiere vicino a casa degli zii, ci siamo riempiti di caramelle dolcissime e siamo rimasti un po’ delusi da una festa molto commerciale, un po’ macabra e a cui nessuno pero’ sembra voler  rinunciare… mentre ci prepariamo al Thanksgiving fra due settimane, che pare sia la festa in assoluto piu' bella, forse perche' la piu' pagana di tutte (si mangia e basta!).&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1511.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1511.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Incominciano intanto a definirsi le nuove routine: stamattina dopo la colazione nella cucina che da' sul terrazzo di legno ed il piccolo giardino (a proposito, qua fa ancora caldissimo, si oscilla da giorni sui 20-25 gradi nel day-time), abbiamo salutato dal finestrone sotto il portico ricoperto di foglie rosso fuoco per la muta autunnale, Luigi che andava al lavoro.&lt;br /&gt;Ha sceso le scalette verde pastello, ha salutato i vicini e si e’ allontanato lungo la trentatreesima. &lt;br /&gt;Io e Luce siamo invece andati due blocchi da qua, al “Children of the World Co-op”, praticamente una ludoteca della Hopkins che funziona come una cooperativa per i figli dei ricercatori venuti dall’estero che non sanno dove fare giocare i propri bimbi, si sentono un po’ sprovvedute e hanno voglia di conoscere altre mamme straniere per sparlare un po’ degli americani –questa sono io!- ed infatti ho subito attaccato bottone con una danese con figlio unenne con cui sono poi andata a fare la spesa nel vicino Eddie’s market, una tata venezuelana con bimbo ispano-americano ed una giapponese molto americanizzata e molto fighetta. Il posto mi sembra molto accogliente, naturalmente con annesso piccolo parco giochi immerso in un boschetto, e dunque credo che mi registrero’ sicuramente per un paio di mattine a settimana, almeno fino a quando non avro’ trovato un lavoro. E finalmente anche Luce avra’ qualche ora dedicata solo a lei e potra' sbizzarrirsi con il suo baby-italo-inglese.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1561.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1561.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fermo qua, vorrei raccontarvi di tutte le cose che mi fanno pensare, delle nostre vacanze in Italia a Natale, del trita rifiuti nel nostro lavandino, della tv e della macchina che dobbiamo assolutamente comprare questo w-e, del gatto Red che abbiamo ereditato dalla nostra padrona e che Luigi vuole assolutamente fare fuori… ma di nuovo sono stata lunghissima… spero di non avervi annoiato e v’invito a lasciare commenti se ne avete, qua sotto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elisabetta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le foto degli interni della casa ve le mando quando ci sara’ almeno qualche quadro appeso… vi faccio sospirare…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-113148353410377045?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/113148353410377045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=113148353410377045&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/113148353410377045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/113148353410377045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2005/11/8-novembre-si-ricomincia-da-baltimore.html' title='Si ricomincia da Baltimore city'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-113012058423849400</id><published>2005-10-23T21:55:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:48:34.881-04:00</updated><title type='text'>Verso casa</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1311_11.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1311_11.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho deciso di smettere di fare la piagnona e di “complaint about everything” come dicono qua, e rendere di gran lunga la nostra (soprattutto quella di Lugi) vita piu’ leggera. &lt;br /&gt;Intanto voi siete li’ che lavorate e io sono in vacanza da mesi. Questo di per se’ dovrebbe farmi vergognare di aver lamentato tanto il mio fancazzismo. E poi siamo ad un passo (due settimane dal trasloco del nostro mucchietto di roba Triestina nella casa della tretatreesima) dal toccare con le mani il nostro sogno e non voglio certo rovinarmi questo periodo di “warm up” per colpa della xenofobia degli americani, dell’isolamento –sebbene fisico e culturale- che ho provato in certi momenti e della subdola nostalgia di Trieste e dell’Italia che neanche il piu’ consumato degli emigrati puo’ cacciare via… certo permane il senso di inadeguatezza di fronte a certe cose –e soprattutto a certe facce: gli americani fanno smorfie per tutte le cose, usando sempre le stesse espressioni- e l’impotenza verso alcune decisioni inaccettabili (ma perche’ non ci danno la carta di credito? Abbiamo un conto qua e due in Italia, una Visa italiana ed un fior fiore di datore di lavoro… niente, di noi non ne vogliono sapere, sempre per sta benedetta credit history) ma sono piu’ di due mesi che siamo qua ed e’ gia’ un’esperienza che possiamo raccontare… “altro che!”, direte bene voi che vi sorbite da settimane questo blog lunghissimo… se mi fermo un secondo a pensarci e’ davvero una gran fortuna. &lt;br /&gt;E poi Luce nelle ultime settimane ha fatto un salto incredibile, sembra che si sia sintonizzata sul canale dei grandi. Perche’, oltre a praticare il wrestling tutte le sere prima di andare a nanna, capisce, parla –e sparla- a proposito, imita, chiede, riconosce  -grazie al suo amichetto Elmo- numeri (per lei i “rummi”) e lettere con precisione e soprattutto, cosa che ci ha spiazzato di piu’, ha imparato prenderci in giro! Che fosse furbetta l’avevamo gia’ sospettato, ma adesso, sara’ il bombardamento di stimoli diversi e contraddittori (ma perche’ la stessa cosa si puo’ dire con due parole?) o sara’ la mia costante ed ingombrante –in tutti i sensi- presenza, il nostro piccolo angelo biondo e’ proprio una personcina… &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1328_12.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1328_11.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ieri poi abbiamo passato un’allegra giornata a casa di una coppia di artisti  italo(lei)-americana(lui) con figlio caffe’latte che davano un farewell party per un altro ragazzo italiano che lavora con Luigi e gli invitati erano quasi tutti gli italiani che gia’ vediamo alla serata italiana del martedi’… insomma, questo tripudio di italianita’ che sta incominciando a mancarci ed il tuffo in una normale serata fra amici come ne abbiamo passate migliaia nella nostra vita (precedente) ci ha risollevato umore e prospettiva di socializzazione… la gente che e’ qua ha tutte storie diverse da raccontare, tanti sono proprio come noi, fanno i nostri stessi lavori (piu’ quelli di Luigi, a dire la verita’), chi da sei mesi chi da sei anni, chi si e’ sposato con un americano, chi ha una fidanzata in Spagna conosciuta qua, chi vorrebbe tornare, chi fa di tutto per rimanere… ma tutti possono capire e condividere le mie stesse identiche impressioni di fronte all’esperienza che ciascuno per un motivo diverso ha scelto di fare e con lo stesso gusto, prima di imboccare un’autostrada a sei corsie costellata di luci di Mac Donald’s ed affollata di pick-up,  finire la festa cantando le canzoni di De Andre’ e De Gregori alla chitarra o sparando cazzate… &lt;br /&gt;Stiamo sempre cercando una macchina e studiando per la patente. Venerdi’ abbiamo avuto il test che ha provato la nostra partecipazione al corso on-line per la prevenzione dell’abuso di alcol e droga alla guida: questi americani sono dei veri bacchettoni al riguardo, altro che proibizionismo… e poi sono proprio gaggi: il test era identico a quello che c’era sul corso on-line ed identico a quello di tutti coloro che lo stavano facendo in quel momento intorno ad un grande tavolo tipo cenone di Natale, io e Luigi lo abbiamo fatto insieme parlando allegramente e nessuno ci ha zittito… questo pero’ mi ha fatto capire che il senso civico di un americano medio e’ ben piu’ alto di quello di un italiano… loro si fidano semplicemente perche’ un americano non arriva al test impreparato, soprattutto su una cosa cosi’ socialmente importante come l’abuso di alcol e droga. E questa manifestazione di  fiducia da parte dell’autorita’, sempre per dirla alla Severgnini, finirebbe per far comportare onestamente anche il piu’ furbo degli italiani… mentre mercoledi’ prossima dovremo dar prova pratica agli americani che anche in Europa si guida sulle macchine e di solito anche molto meglio… &lt;br /&gt;Nel frattempo -botta di vita della settimana passata- ho assaporato il gusto delle mani di un dentista americano perche’ –da vera sfigata, visto che sono l’unica della famiglia a non avere un’assicurazione sanitaria dentale- il mio terzo dente del giudizio ha deciso di spuntare tutto storto sotto la gengiva proprio adesso e si e’ reso indispensabile toglierlo velocemente di mezzo.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1227_13.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN1227_11.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Luigi ha avuto ben 54 visitatori suo suo sito ad oggi e non sapete come questa cosa lo riempia di orgoglio, continua ad alzarsi tutte le mattine alle cinque con lo zio chirurgo ed e’ discretamente annebbiato la sera quando io lo assalgo di dubbi, aspirazioni e richieste di portarmi all’Aichiiia (Ikea) locale. Ma sa in realta’ che per il momento e finche' non saremo a casa nostra, basta trasportarmi a mangiare una bella torre di pancakes con panna il sabato mattina per recuperare il buonumore, magari nel Cafe’ che abbiamo appena scoperto adiacente al museo di arte moderna, immerso nel parco a cinque minuti dalla nostra futura casa e pieno di sculture di donne nude grasse che a Luce ricordano tanto la mamma fuori dalla doccia! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il momento questo e’ tutto. Le foto di ricordo ci sono e vi bacio tutti.&lt;br /&gt;See you then…&lt;br /&gt;Beta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-113012058423849400?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/113012058423849400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=113012058423849400&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/113012058423849400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/113012058423849400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2005/10/23-ottobre-verso-casa.html' title='Verso casa'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-112914114731332563</id><published>2005-10-14T14:18:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:49:12.674-04:00</updated><title type='text'>Una battaglia persa</title><content type='html'>Inauguro il primo posting di questo blog, che fa figo da matti!!! Qua ce l’hanno tutti… aggiungeremo via via un po’ di cose (ci sono le email vecchie, divise per data e titolo), per ora di veramente cool c’e’ solo il nuovo sito personale di Luigi alla JH! (link qui a fianco).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavamo di aver sconfitto per sempre la burocrazia americana con l’arrivo del social security number ed invece eccoci di nuovo investiti da un’ondata di application, forms, dinieghi, sovrattasse… e per conquistare la bramata liberta’ circolatoria (la macchina) ci siamo passati un’altra settimana demenziale in giro fra car dealer, banche per il prestito e agenzie di assicurazione, senza per altro cavarci nulla, visto che  continua a mancarci la cosa piu’ importante: la patente americana. Il nostro straccetto rosa (che ha fatto ridere per un’ora il nostro amico concessionario  Kelvin quando Luigi l’ha tirato fuori dal portafoglio, non ci poteva credere che non fosse come quelle che hanno qua –tipo carte di credito- e che esistono cosi’ credo da almeno vent’anni) non vale assolutamente nulla e di conseguenza nessuno ci fa un loan per comprare una macchina ne’ tanto meno un’assicurazione, che comunque anche dopo ci costera’ come  un neopatentato di sedici anni – ci hanno chiesto anche 4800 dollari all’anno-, piu’ la presa per il culo di massimali che arrivano a mala pena a 300 mila dollari… insomma, di questo nessuno ci aveva avvisati e sembra proprio che dal caro assicurazione non ci sia scampo. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1141-11.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1141-1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quindi ci stiamo preparando bravi bravini all’esame per l’agognata Maryland driver’s licence, che se manchiamo ci spariamo e che non bisogna sottovalutare dato che alcune regole d’uso che a noi potrebbero sembrare assurde qua sono prese molto sul serio... Tanto per farvi degli esempi, cito (testualmente) dal libro che ti mandano a casa. &lt;br /&gt;Attenzione alla Distracted Driver Sindrome: le cause possono essere compiere una di queste azione mentre si guida: mangiare e bere, truccarsi, radersi (!), intraprendere conversazioni intense, complicate e stressanti al telefono o coi passeggeri, leggere il giornale mentre si guida. Alcuni rimedi per evitarla: se siete per esempio tentati dal leggere documenti di lavoro mentre guidate, metteteli nel baule prima di incominciare il viaggio. Altri comportamenti sanzionati: fare le boccacce e le facce strane ad altri guidatori, indossare occhiali da sole di notte mentre guidi. Non fidarti del guidatore davanti a te e non seguirlo se compie infrazioni. Se stai attraversando un passaggio a livello, ti si ferma la macchina e sopraggiunge un treno, esci dal veicolo in fretta. Il tutto fa parte del programma  per l’esame.&lt;br /&gt;In piu’ ti fanno un super-noiosissimo corso per la prevenzione dell’abuso di droga ed alcol alla guida (che qua effettivamente e’ un problema serio…). Ma poi qua ci sono anche cose impensabili per noi, tipo la patente a sedici anni (ma il permesso di bere in pubblico a 21), i 4-stops crossing, dove la regola e’ che si devono fermare tutti e ha la precedenza chi arriva per primo allo stop, vale il sorpasso da tutte le due parti in autostrada e al semaforo rosso puoi girare a destra tranquillamente…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre in tema di motori (scusate, mi rendo conto di avere una vera e propria ossessione in questo periodo), rimane lo stupore di fronte a certe ingegnose idee per evitare al massimo la discesa dalla macchina quando si devono fare le commissioni. Guidando si puo’ nell’ordine: spedire la posta, ritirare al bancomat, depositare un assegno, portare a risuolare le scarpe (fatto oggi), prendere un film da blockbuster o ordinrae un hamburger (questo sembra ovvio, ma sul retro di Mac Donald’s ho visto per la prima volta un rullo meccanizzato al posto di una persona), il tutto grazie a spaziosi tempietti drive-in tipo benzinai, disseminati ovunque nelle citta’... per non parlare poi dei carrelli elettrici -tipo quelli del golf- nei supermercati per le donne troppo vecchie o troppo grasse (le utilizzatrici piu’ assidue, in realta’) per girare tra i corridoi lascivamente seduta, con tutto il tempo per scegliere fra i 50 tipi diversi di cereals. Prima o poi mi faro’ fare una foto anch’io li’ sopra. E poi ti chiedi perche’ sono cosi’ grassi o cosi’ maniaci dei fitness centre in casa…&lt;br /&gt;In tutto questo la privazione della macchina potete immaginare come si fa pungente!!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con le difficolta’ pratiche ci si e’ messo pure il tempo che adesso e’ finalmente ma prepotentemente autunnale –nebbiolina-umido-cielo grigietto, mentre per i prossimi mesi ci aspetta il famoso “foliage” quando tutte le foglie cambiano colore prima di cadere, ma anche le prime nevicate, le tempeste di ghiaccio che a detta degli italiani sono davvero imperdibili, le invasioni di cavallette piu’ verso la primavera (pare che due anni fa non riuscivi ad aprire la porta di casa dallo strato di cavallette morte o brulicanti sul giardino…vrrrrr! )&lt;br /&gt;Baltimora inoltre mi sembra una citta’ assolutamente da scoprire, per nulla scontata e multicolore, in tutti i sensi. E poi soprattutto e’ una citta’ in transizione, come lo era Torino quando siamo venuti via e lo e’ stata Trieste in questi ultimi anni.  Tutto sta per essere o e’ appena stato rifatto, ristrutturato, riconvertito. Vuol dire che siamo destinati. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1129-11.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1129-1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fra due settimane se tutto va bene pero’ saremo nella nuova casa ed io mi sentiro’ una donna nuova. Organizzero’ l’ennesimo trasloco da sola visto che Luigi ormai e’ un tutt’uno con il suo computer ed il collega cinese della scrivania di fianco, ma almeno posso ritornare ad essere la graffiante donna che gestisce persone, scatole e mobili e si sente utile se non al mondo, almeno alla propria famiglia. Basta con la condizione da donna-ombra e con orari da pensionata, mentre il marito ha guadagnato dieci anni in meno con la frequentazione dell’universita’ e delle gnocche di ogni genere che la popolano!&lt;br /&gt;Luce nel frattempo (mi sento in colpa perche’ non parlo mai di lei) e’ diventata una bambina-marsupio (tra i pochi effetti indesiderati di questa simbiosi), e io che pensavo crescesse indipendente ed emancipata… sono bastate poche settimane! Ma in compenso parla italiano, qualche parola di inglese e molte lingue inventate, e’ brava brava per dormire e mangiare, si e’ americanizzata alla grande tipo non beve acqua se nel bicchiere non ci sono almeno 4 cubetti di ghiaccio, mangia il formaggio solo se e’ string-cheese, ovvero quello che si mangia tipo la banana, a tubetti fatti di striscioline tutte attaccate… e al ristorante pretende subito quaderno per disegnare e pastelli (che qua ti danno ovunque insieme al kids’ menu, una bella idea che dovrebbero copiare in tutto il mondo…). &lt;br /&gt;Io sono stata un po’ abbattuta queste ultime settimane, ero entrata in una specie di “loop negativo” dovuto all’isolamento, la nostalgia, l’impotenza di fronte a certe piccole e grandi difficolta’, le preoccupazioni di non sapere cosa ci aspetta… ma mi sto riprendendo e per citare mia sorella, l’unica salvezza nei momenti di sconforto e’ non perdere mai la “Big Picture” , ovvero il motivo per cui siamo venuti qua, e che in effetti per il momento mi riempie solo di fierezza e non ancora di pentimento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un bacio a tutti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps. Questi gli amici che ci siamo fatti qua… gli italoamericani alla parata per il “Columbus day”… fantastici!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1252-1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN1252-1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-112914114731332563?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/112914114731332563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=112914114731332563&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/112914114731332563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/112914114731332563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2005/10/14-ottobre-una-battaglia-persa.html' title='Una battaglia persa'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-112914107807272411</id><published>2005-09-29T14:17:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:49:40.362-04:00</updated><title type='text'>Forse una svolta</title><content type='html'>Chiudiamo questa settimana con tre grandi notizie: dal primo di novembre ci dovrete immaginare in una casetta vittoriana tutta nostra, abbiamo finalmente il social security number per cui possiamo procedere con tutti gli acquisti in sospeso, primo quello di una macchina, e grazie ad un certo Tim, cervellone dei computer molto timido e modesto, ho recuperato tutti i miei dati!!!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1092-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1092-1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La decisione di affittare la casetta che ci piaceva tanto (quella della coppia americano-nepalese) ma che e' un po' cara e' stata affrettata da una serie di considerazioni… e ci e' venuta voglia di trovare un nostro "nido", anche se dovremo fare un bel po' di sacrifici (prima cosa che salta: lo shopping!), con tutte le spese che ci aspettano per lo start-up. Pero' la casa e' proprio bellina, e' in citta' vicino a parchi e musei, il quartiere interessante (da tutti i punti di vista...), i padroni di una gentilezza quasi imbarazzante … vi allego il l'annuncio cosi' vi rendete conto.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/house%20for%20rent%20aug29.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/house%20for%20rent%20aug29.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Devo ammettere che la prospettiva mi ha tirata su' di morale, perche' mi ero lasciata andare ad un po' di sconforto/solitudine/noia/malinconia/checcifaccioquaio/lucesistacomplessandoastaresempreconmenellavillonaisolata… a tratti interrotta da qualche evento (siamo perfino andati al cinema una volta), come un'altra avventura per le strade di Baltimora, la sera ovviamente e in zona malfamata (e' difficile non imbattersi in una): io che guido su Subaru dello zio con Luigi e Luce semiaddormentati dopo la pizza con gli italiani, non mi fermo ad un rosso in strada tranquilla e neanche quando una macchina improvvisamente dietro di me attacca sirena e lampeggianti (pensavo fossero per lo spacciatore all'angolo e ho anzi cercato di telare il prima possibile)… la suddetta macchina mi supera ai 200 all'ora e si mette di traverso davanti a me, facendomi inchiodare. Esce energumeno nero con rivoltella ben in vista nei pantaloni, mi accorgo che e' un poliziotto ed e' incazzatissimo, mi fa un culo quadro e mi prende in giro urlando, poi quando balbettando riesco a dirgli che siamo europei venuti per lavorare alla Johns Hopkins cambia espressione e mi dice che loro per politica non danno multe a medici ed infermiere (perche' sono quelli che gli tolgono le pallottole dalla pancia dopo le sparatorie nei bassifondi) e ci lascia andare… per fortuna ci siamo fatti una risata ma ho imparato che non c'e' davvero da scherzare con sti qua, la regola e' occhi bassi e profusione di "yes sir!" e "I'm sorry"….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1111.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1111.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;E cosi' passano le nostre giornate, io mi occupo di Luce seguendola in tutte le sue funzioni gioco-pappa-nanna- a scelta dvd Sleeping beauty/dvd Pooh and the Heffalumps, faccio bucati solo per usare l'asciugatrice, vado in bici al supermercato, dormo e leggo tantissimo. All'attivo ho -e ve li consiglio tutti-: il libro di un italiano che si trasferisce in America -Severgini, quello di un inglese che si trasferisce in Italia –T. Jones, quello di un torinese che parla di Torino –Culicchia (grazie Pau!), un altro di un inglese che perde la figlia al supermercato – Mc Ewan- ed infine Chatwin con un bel "What am I doing here?"… e guai a chi intravede un pallido condizionamento da un certo filone narrativo (che si puo' comunque sintetizzare  nella triade "emigrazione, riscoperta delle origini e senso di precarieta'"…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luigi da parte sua sta diventato sempre piu' nerd ricurvo sul computer, fra qualche giorno avra' pure un sito web personale che provvedero' a diffondere e chissa' che non ci sia spazio anche per un blog vero e proprio, gli hanno dato il primo assegno dello stipendio che, tra le varie ritenute per tasse federali e statali, riporta anche la voce "FICA" che -per fortuna mia- per lui e' pari allo 0%! …&lt;br /&gt;bisognerebbe suggerire a Fazio e Tremonti di introdurla come tassa, sai quanti soldi all'erario… continua infine, notizia per i piu' accaniti nemici delle sigarette, la nostra astinenza dal fumo  e siamo anche fieri di essere dimagriti (io in verita' solo di qualche etto, ma di per se' e che con quello che si mangia qua e gia' incredibile!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottobre passera' dunque fra tante cose da fare, ancora burocrazia per l'affitto, le assicurazioni, le bollette (a proposito, qua dopo Katrina si prevede un aumento del costo del gas/gasolio del 100% che con il picco del mercato immobiliare mai verificatosi prima qua a Baltimore ci fa pensare che e' stato proprio l'anno giusto a decidersi a venire!) e mi viene solo male a pensarci, ma almeno avremo -spero- un macchina per scorrazzare sulle parkway e tante idee per la nostra nuova vita che sta incominciando a mettere piano piano le radici…&lt;br /&gt;anche se mi fa gia' solo impressione a pensarci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusate come al solito per la prolissita'.&lt;br /&gt;Mi mancano Trieste, Torino e tutte le vostre facce.&lt;br /&gt;Vi bacio tutti e vi rimando al prossimo messaggio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-112914107807272411?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/112914107807272411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=112914107807272411&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/112914107807272411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/112914107807272411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2005/09/29-settembre-forse-una-svolta.html' title='Forse una svolta'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-112914100642151086</id><published>2005-09-20T14:15:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:50:12.158-04:00</updated><title type='text'>Data recovery</title><content type='html'>Carissimi tutti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;riprendo questa sorta di blog dopo un po' di tempo per via dello sfasciamento del mio computer causato dalla vostra amichetta biondastra con gli occhi marroni che ha portato alla sostituzione dell'HD e conseguente perdita di tutti i dati… (a tal proposito forse vi chiedero' di rimandarmi alcune delle vostre email significative, sapete quanto sono feticista) non sono ancora del tutto ripresa dal lutto, ma desidero ricominciare le routines che in queste settimane mi sono mancate molto, come peraltro mi mancano tante altre cose da quando siamo in terra straniera.&lt;br /&gt;Parentesi malinconica.&lt;br /&gt;Riprendo fiato. Novita' grosse non ne abbiamo, se non che dopo aver visto un po' di case, mediamente care e mediamente brutte e non aver assolutamente capito quale e' la zona migliore di Baltimore dove andare a vivere, abbiamo individuato una casetta vittoriana carinissima in un area che nessuno per ora ci ha sconsigliato apertamente, fra il ghetto dei ricconi wasp e quello dei poveracci afro-american, molto particolare e di proprieta' di una giovane ecologa di Washington e di suo marito nepalese. Vi faro' sapere gli sviluppi.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN0861.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN0861.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo gli zii hanno ci hanno riaffidato per 9 giorni la loro mansion per un viaggio in Belgio ma questa volta con inclusi i loro figli, da accudire, cibare, portare ogni giorno a scuola-pattinaggio-danza in cambio di un'intera settimana di macchina a disposizione, cosa che sapevano mi avrebbe fatto sbavare! Ho pertanto giocato a fare la mamma americana ma sono stata scambiata per polacca (probabilmente tata) e goduto fino all'ultimo centilitro di benzina (letteralmente, leggete piu' avanti)… infatti non abbiamo ancora una nostra Marchionni-mobile che senza il famoso SSN (che ovviamente non e' ancora arrivato) non possiamo neanche desiderare passando davanti al concessionario. In compenso pare ancora estate, sempre con aria condizianata a palla ovunque come la migliore tradizione americana insegna, gli scoiattoli in giardino che si  riparano all'ombra e i individui pallidi e sudati che nel tardo pomeriggio fanno jogging nei vialetti qua intorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' passato anche il compleanno di Lucina, fra una gita in Pennsylvanya a cercare gli Amish e un risotto alla milanese + barbecue in giardino per la sera, finita allegramente con torta burrosissima della zia Karen e tanti regali provenienti ovviamente da due sole persone che facevano finta di essere dieci… &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN0988-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN0988-1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Luigi continua a fare il fighetto nel covo di premi nobel in mezzo a chirurghi verdi ed infermiere invece supervariopinte, adesso si e' pure iscritto a due corsi all'universita' e fa l'amicone coi professori… ha poi trovato un certo Vlad, rumeno, ed inspiegabilmente granata che sta da qualche parte qua nel Maryland e vorrebbe fondare un Toro fans club (non scherzo) con lui!&lt;br /&gt;Il picco di avventura invece mia e di Luce e' stata ritrovarsi con la macchina dello zio ferma ad un incrocio nel bronx di Baltimore senza benzina, per fortuna abbastanza vicina dall'ufficio di Luigi (che non c'era ovviamente) dove i suoi colleghi cinesi e svizzeri secchioni mi hanno accolto, tutta sudata e con la pupa che dormiva in spalla, con un sorrisetto di circostanza… Sopravviviamo infine anche all'astinenza da televisione -che e' sempre a riparare- ed io, pur di guardar&lt;br /&gt;qualcosa, la sera mi metto il tg1 in streaming dal sito di rai.click…&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1010-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1010-1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'America intanto continua a non farsi scoprire: "uno dei segreti meglio custoditi al mondo" come dice Severgnini, perche' appena esci dall'aeroporto ti sembra di conoscere gia' tutto per via del bombardamento di notizie americane e invece via via che passa il tempo ti accorgi che e' molto piu' lontana e sfocata… Sto acquisendo sicurezza su certe costanti della societa' americana (la macchina –quelli che ti affittano le case ti dicono subito se puoi parcheggiare davanti al portone e se gli chiedi se ci sono "shops" nei paraggi ti indicano il mall sulla tangenziale-, le regole e annessi formulari per tutto,  le confezioni extra-large di ogni genere cibario, la totale mancanza di conformismo, almeno a quello a cui siamo abituati noi) mentre ancora non so come prendere i singoli a tu per tu, talmente e' diverso l'understatement, l'ironia, il modo di essere gentili.&lt;br /&gt;A me che piace commentare tutto, forse con una certa "supponenza europea", tocchera' fermarsi ad osservare silenziosa anche perche' –istinto di sopravvivenza- qua se fai troppo l'eccentrico intellettuale ti escludono subito (ehhh, i consigli di Anna!), quindi meglio provare ad omologarsi (questo fa parte dell'esperienza culturale, no?) e divertirsi un po'!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un bacio a tutti e scrivetemi… anche solo per cancellarvi dalla mailing list!&lt;br /&gt;Beta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ps. di seguito esempio di come ci si abitua in fretta, anche in tenera eta' e con entusiasmo, alla shopping-mania dilagante in America...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN1077-11.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN1077-11.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-112914100642151086?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/112914100642151086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=112914100642151086&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/112914100642151086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/112914100642151086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2005/09/20-settembre-data-recovery.html' title='Data recovery'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-112914091775296018</id><published>2005-08-31T14:14:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:50:51.509-04:00</updated><title type='text'>L'immigrata ed il Dr. Carter</title><content type='html'>Carissimi, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;archiviata l'operazione "container sicuro" con la creazione di un piccolo Trieste Corner nel garage di Villa Forrester, abbiamo appena cominciato a divertirci con la burocrazia americana... &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN0826-13.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN0826-11.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come forse qualcuno sa, in America non sei nessuno se non possiedi un social security number, non hai la driver's licence e non hai la carta di credito. Per uno straniero e' difficilissimo fare tutte e tre le cose, impossibile farle contemporaneamente.... ed ovviamente noi non possederemo nessuna delle tre cose almeno per un altro mese... poco importa se questo famoso numero pero' non lo chiedessero tutti (me lo hanno chiesto anche per fare la Gap card), che senza patente americana non possiamo fare un'assicurazione e che senza carta di credito americana (quella italiana -il circuito e' lo stesso- non se la cagano minimamente) non possiamo neanche comprare un cellulare -neanche pagando cash, qua ti chiedono 800 dollari di cauzione per avere diritto ad un numero!&lt;br /&gt;...e poi bella bella parlo a plurale ma io in realta' non posso fare assolutamente NULLA col visto che ho: una social security card tutta per me per il momento non se ne parla, figurati sognarsi di lavorare... devo chiedere l'autorizzazione all'Ufficio naturalizzazione degli Immigrati del Governo e poi si vedra' se me la danno, fra 80 giorni... nel frattempo non ho nessun diritto... gia' grazie che mi hanno permesso di seguire il marito dall'Europa zitta e muta.... vabbe', esercitero' tutta la mia pazienza e mi inventero' qualcosa da fare... fra la ricerca di una casa (vi aggiornero' piano piano anche su quello, oggi ho deciso i due luoghi dove orientero' ricerche e faro' le ronde), di un asilo per Luce e la quotidiana lotta per la sopravvivenza di fronte ai cheesburger e i predicatori via tv, magari metto su un corso di Italiano con le vicine ricche della zia Karen e mi faccio pagare sotto banco! &lt;br /&gt;Un'altra palla pazzesca (ed inconcepibile per un europeo) e' il fatto che per avere diritto a comprare qualsiasi cosa a rate (nel nostro caso una macchina) devi avere una "credit history" e cioe' aver gia' avuto dei debiti... se hai sempre pagato cash tutto quello che hai comprato, niente, te lo scordi... devi aspettare di raccimolare a forza di pagamenti con la Visa uno "score" decente di debitore solvente in questo paese... ma vi rendete conto?&lt;br /&gt;Comunque, a parte le assurdita' burocratiche (che da qualche parte avranno pure dei principi che le sorreggono, che ora ci sfuggono) devo ammettere che certe cose fanno davvero piacere: per esempio abbiamo un conto in banca anche senza aver versato un dollaro, e ci forniranno, se vogliamo, un libretto con gli assegni personalizzati con Duffy Duck - lo stesso e' toccato anche allo zio neurochirurgo di fama mondiale. Dal concessionario dove siamo stati ieri tutto il pomeriggio a decidere se comprare un van Crysler voyager rosso fuoco del 2000 -sfigatissimo- ed una berlina Toyota accord del 2001 -inguardabile- c'era tanto di Kindergarden e baby sitter a disposizione di Luce. Tutti i bambini handicappati, senza distinzione di ceto, hanno un pulmann giallo come quello dei cartoni che li va a prendere davanti a casa per portarli a scuola, e le macchine si fermano dai due lati della strada anche se l'handicappato scende da un lato solo. Oggi siamo stati in un parco in centro che ha i giochi per bimbi piu' belli e piu' ingegnosi che abbia mai visto! La gente e' mediamente molto carina e disponibile (a parte gli alienati, ma quelli ci sono dappertutto) e si sforza di venirti incontro in tutti i modi, anche se ogni tanto e' lontana mille miglia dal tuo modo di vedere - che ridere, ieri la manager della banca ci ha chiesto tutta sorridente e premurosa, mentre stava compilando i moduli, se il "middle name" di Luigi era Milan, ovvero la citta' dove ci hanno rilasciato il visto... non c'entra molto col discorso ma io ho riso per dieci minuti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi fra un racconto e l'altro non vorrei perdere di vista il motivo per cui devo subire (od ho il privilegio di provare, fate voi) tutto questo: Luigi, con il suo magnifico badge foto-munito con tanto di affiliazione come MD + PhD al Dipartimento di Oncology della Johns Hopkins Medicine, da domani lavorera' insieme a Carter ed il Dr. Green in un posto fighissimo dove nei corridoi al posto del poster dell'Avis c'e' la foto del Premio Nobel che ha l'ufficio piu' avanti... &lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN0836-11.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/400/DSCN0836-1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ed io sono in VACANZA, cioe' a fare la mamma di una bimba che mi fa impazzire (dall'amore e dal ridere) e nella mia giornata-tipo tutt'alpiu' dovro' scegliere in quale Mall andare a far spese (per ora in bici)... a proposito: il discorso shopping merita poi un capitolo a parte, qua ci sono dei posti che farebbero vacillare anche Bertinotti quanto a tentazioni...&lt;br /&gt;Nel frattempo vi bacio tutti e spero di non avervi annoiato! Ancora scusa e scusa per l'emal cumulativa, non ce la faccio a rispondere a tutti, se volete vi potete introfulare su Skype mentre chatto con Bianca al mattino (vostro primo poemriggio. login: elisabetta.girardi) o aspettare pazienti che avremo la connessione internet in camera. Ma datemi vostre notizie, vi prego, adesso scrivetemi voi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps. In allegato Luigi che fa il figo ed io e Luce alla scoperta del fantastico mondo americano dedicato all'infanzia (mi manca per ora una foto dove invece io e Luce prendiamo meste la metropolitana in mezzo alle gangs di Baltimore). Luce, come si vede dalla foto, gode tra l'altro di ottima salute, si e' riappropriata del suo lettino, per ora fugge dalle schifezze cibarie ed usa gia' con disinvoltura il Bye-bye e l'Hello'!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-112914091775296018?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/112914091775296018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=112914091775296018&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/112914091775296018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/112914091775296018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2005/08/31-agosto-limmigrata-ed-il-dr-carter.html' title='L&apos;immigrata ed il Dr. Carter'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-112914080648542490</id><published>2005-08-24T14:12:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:51:22.563-04:00</updated><title type='text'>Parchi e container</title><content type='html'>Ragazzi, &lt;br /&gt;per chi mi ha chiesto ancora notizie, la nostra avventura prosegue, oggi per esempio ho litigato tutto il giorno con un certo Mr. CONO BUCOLO (qual e' il nome? quale il cognome? da dove viene, visto che parla un inglese incomprensibile?) dell'agenzia che si sta occupando del nostro container mentre eravamo a fare una delle cose piu' americane fatte fin'ora - un po' me ne vergogno ma era per Luce...: passare la giornata (dopo un'ora di autostrada a sei corsie) al Six Flags America Amusement Park: kilometri e kilometri quadrati di piscine, scivoli, rollercoaster, trenini, cascate, pirati ed ogni genere di shopping specialmente quelli di lecca lecca-schifezze da mangiare-cose inutili!!! &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN0733.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN0733.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Luigi ha fatto montagne russe di ogni modello (quelle da sdraiato, quelle con le gambe a penzoloni, quello classico che scende in picchiata da in altissimo), io mi sono tolta la voglia delle famose Boardwalk Idaho potatoes french fries e Luce si e' divertita a girare in enormi tazze da te' e a sparare palline dentro una specie di circo insieme a bambini di tutte le razze ed i colori. &lt;br /&gt;Altra cosa degna di nota: girovagare veramente dentro la realta' americana ti fa scoprire molte cose di te e del nostro meraviglioso paese ma soprattutto ti fa sentire... magrissima!!! Qua meta' della gente e' sformata, enorme, immoralmente obesa... e' quasi contro natura vedere cosi' tanti giovani, vecchi, neri, bianchi, ricchi e poveri larghi da un metro in su' (e anche alti, ma dove sono gli americani fighi di due metri dei telefilm?) e talmente molli che ti verrebbe di stargli vicino per tenerli su'. Siamo sconvolti davvero, dall'ultima volta che sono stata qua e' pazzesco quanto e' aumentata la percentuale: uno su due!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN0768.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN0768.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per finire vi comunico che siamo gia' accreditati presso due mega-supermercati della zona (per chi non ci e' mai stato: visitarli e' un'esperienza culturale indimenticabile!), abbiamo l'appuntamento per fare la patente americana, mangiamo carne sul barbecue  di casa tutte le sere e continuiamo a sentirci ancora molto fuori luogo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vuole ancora foto e non si arrabbia se intaso l'account, me lo faccia sapere che ne ho a bizzeffe!&lt;br /&gt;Un bacio grossissimo,&lt;br /&gt;Beta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-112914080648542490?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/112914080648542490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=112914080648542490&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/112914080648542490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/112914080648542490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2005/08/24-agosto-parchi-e-container.html' title='Parchi e container'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17647891.post-112914046386794849</id><published>2005-08-23T14:01:00.000-04:00</published><updated>2007-10-08T17:51:53.057-04:00</updated><title type='text'>Veramente in America</title><content type='html'>Ciao a tutti!&lt;br /&gt;Un rapido aggiornamento per chi e' curioso di sapere dove siamo finiti...&lt;br /&gt;Intanto siamo veramente in America (le foto di seguito ne sono una prova) e stiamo molto bene!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN0667-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/320/DSCN0667-1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per il momento staremo ospiti degli zii di Luigi che hanno una casa tipo quella dei Forrester di Beautiful (abbiamo contato 29 stanze - vedere ultima foto per colpo d'occhio della facciata) dotata di ogni comfort ed immersa in un verde accecante. Di Baltimore per ora abbiamo capito bene le zone dove non passare neanche per sbaglio (praticamente tutta la downtown compresa in un cerchio che potrebbe andare da Auchan a Mirafiori - o da Muggia a Duino), eccetto qualche piccolo quartiere molto trendy (dove ieri siamo stati a cena dal capo di Luigi), ma che in compenso l'anello esterno e' meraviglioso, dove bellissime casette vittoriane, georgiane e coloniali sono appoggiate su dolci colline verdi e tutto e' molto piu' l'America che mi aspettavo (mentre quella del centro e' un misto fra un film Spike Lee e tutti i polizieschi violenti degli ultimi 20 anni - li' il 99 per cento della popolazione e' nera e decisamente incazzata!).&lt;br /&gt;Abbiamo poi scoperto che intorno nella County ci sono posti addirittura vecchi di duecento anni tipo Annapolis (dove le due foto sono state scattate) che e' davvero un gioiellino - per di piu' capitale della vela e sede dell'Accademia navale.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/1600/DSCN0688-1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4362/1705/200/DSCN0688-1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Luce ci chiede sempre piu' spesso: "andiamo a casa?" ma sta benone mentre noi oggi cercheremo di sbrigare due pratiche importanti: ottenere il social security number e portare a casa il nostro container attivato ieri da Trieste!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una bacio grosso a tutti dai vostri Beta Luigi e Luce&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17647891-112914046386794849?l=marchionniusa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marchionniusa.blogspot.com/feeds/112914046386794849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17647891&amp;postID=112914046386794849&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/112914046386794849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17647891/posts/default/112914046386794849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marchionniusa.blogspot.com/2005/08/23-agosto-veramente-in-america.html' title='Veramente in America'/><author><name>Elisabetta</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
